NotizieMacroGli USA registrano il più ampio deficit primario tra le economie avanzate, al 3,3% del PIL

Gli USA registrano il più ampio deficit primario tra le economie avanzate, al 3,3% del PIL

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • Gli USA hanno avuto il più ampio deficit primario tra le principali economie avanzate nel 2023, al 7,6% del PIL contro una media OCSE del 4,6%.
  • Il deficit primario, esclusi i costi per interessi, è stato del 3,3% del PIL nell'anno fiscale 2024 e si prevede una media del 3,1%–3,6% del PIL nel lungo periodo.
  • Il deficit federale totale ha raggiunto 1.800 miliardi di dollari nell'anno fiscale 2024 e dovrebbe attestarsi tra 1.800 e 2.100 miliardi nell'anno fiscale 2026.
  • I programmi previdenziali come Social Security e Medicare, insieme ai pagamenti di interessi in continua crescita, alimentano deficit che persistono nonostante la crescita economica.
  • Nel 2025 Moody's è stata l'ultima delle tre grandi agenzie di rating a declassare gli USA da AAA, dopo S&P nel 2011 e Fitch nel 2023.
Gli USA registrano il più ampio deficit primario tra le economie avanzate, al 3,3% del PIL

Tra le principali economie avanzate del mondo, gli Stati Uniti detengono un primato che probabilmente preferirebbero non rivendicare: il più ampio deficit primario di bilancio. Il dato USA si è attestato al 7,6% del PIL nel 2023, contro una media del 4,6% negli altri paesi membri dell'OCSE.

I numeri alla base del divario

Il deficit primario, che esclude i costi per interessi per mostrare di quanto il governo stia spendendo oltre le proprie effettive operazioni, si è attestato al 3,3% del PIL per l'anno fiscale 2024. Si è trattato di un miglioramento contenuto, in calo di mezzo punto percentuale rispetto al FY2023.

Il Congressional Budget Office prevede che questa cifra si mantenga in media tra il 3,1% e il 3,6% del PIL nel lungo periodo. In altre parole, non si tratta di un episodio temporaneo causato da una recessione o da spese di emergenza: è il livello di base.

Il deficit federale totale ha raggiunto 1.800 miliardi di dollari nell'anno fiscale 2024, pari al 6,4% del PIL. Proiettandosi sul FY2026, il deficit federale totale dovrebbe collocarsi tra 1.800 e 2.100 miliardi di dollari, secondo le stime del Tesoro e del CBO.

Perché il deficit resta ostinatamente elevato

Alla base del divario vi sono i fattori consueti: i programmi previdenziali obbligatori come Social Security e Medicare, che crescono automaticamente con l'invecchiamento della popolazione, e i pagamenti di interessi sul debito esistente che continuano a capitalizzarsi. Gli interessi netti sul debito federale sono cresciuti al punto da figurare tra le maggiori voci singole del bilancio federale, una scala di costi per il servizio del debito che gli Stati Uniti non sostenevano dai primi anni Novanta.

Ciò che rende insolita la situazione attuale è che questi deficit persistono durante un periodo di espansione economica. In genere, i divari di bilancio si riducono quando l'economia cresce e la disoccupazione è bassa, poiché le entrate fiscali aumentano e la spesa per le reti di protezione sociale diminuisce. La crescita delle entrate non ha semplicemente tenuto il passo con gli obblighi di spesa strutturale incorporati nel bilancio federale.

Implicazioni per i mercati e gli investitori

Resta inoltre aperta la questione dell'affidabilità creditizia sovrana. Gli Stati Uniti hanno perso il rating AAA da parte di S&P nel 2011 e di Fitch nel 2023, e nel 2025 Moody's è diventata l'ultima delle tre grandi agenzie di rating a revocare agli USA il proprio massimo rating. I deficit primari persistenti contano in questo contesto perché indicano fabbisogni di indebitamento che continuano anche quando l'economia è solida, il che a sua volta influisce sull'entità e sulla frequenza delle emissioni di debito del Tesoro — una dinamica di offerta che i mercati obbligazionari osservano da vicino. I principali appuntamenti futuri includono le proiezioni di base aggiornate del CBO, gli annunci trimestrali di rifinanziamento del Tesoro che dettagliano i piani di emissione e qualsiasi legislazione fiscale in grado di modificare la spesa obbligatoria o i livelli delle entrate.