Il debito pubblico statunitense supera per la prima volta i 40.000 miliardi di dollari mentre si intensificano le pressioni fiscali
Punti chiave
- •Il debito federale statunitense è salito a circa 40.050 miliardi di dollari ad agosto, segnando la prima volta in cui il debito nazionale supera i 40.000 miliardi.
- •Il debito si è all'incirca raddoppiato in meno di un decennio, dopo aver superato i 30.000 miliardi all'inizio del 2022 e i 35.000 miliardi a metà del 2024.
- •I pagamenti netti di interessi ammontano oggi a circa 900 miliardi di dollari l'anno, un livello quasi pari alla spesa del governo per la difesa nazionale.
- •Fitch ha declassato gli Stati Uniti nel 2023 e Moody's ha abbassato la valutazione del paese ad Aa1 a maggio 2025, citando i disavanzi e l'aumento dei costi degli interessi.
- •Il Congresso ha aumentato di 5.000 miliardi di dollari il limite legale del debito a luglio, consentendo all'indebitamento di proseguire oltre la soglia.

Il debito pubblico statunitense ha superato per la prima volta i 40.000 miliardi di dollari, una soglia storica per la più grande economia del mondo. Secondo i dati del Tesoro, il debito federale complessivo in circolazione ha raggiunto circa 40.050 miliardi di dollari ad agosto, fissando il record solo cinque mesi dopo che il dato aveva superato per la prima volta i 39.000 miliardi.
La crescita del debito accelera
Il ritmo dell'aumento evidenzia quanto rapidamente si sia ampliato l'indebitamento federale. I traguardi si sono susseguiti a breve distanza: il debito ha superato i 10.000 miliardi durante la crisi finanziaria del 2008, i 20.000 miliardi nel 2017, i 30.000 miliardi all'inizio del 2022 e i 35.000 miliardi a metà del 2024. Il debito pubblico nazionale si è all'incirca raddoppiato in meno di un decennio, trainato da disavanzi di bilancio persistenti, maggiori spese governative e costi degli interessi crescenti. I dati del Tesoro dividono il totale in due categorie: il debito detenuto dal pubblico e le detenzioni intragovernative. Il debito detenuto dal pubblico, l'indicatore seguito più da vicino dagli economisti, corrisponde oggi all'incirca all'intera produzione annuale dell'economia statunitense.
Il governo federale ha continuato a spendere più di quanto incassa. Questo disavanzo ha richiesto un indebitamento costante, mentre tassi di interesse più alti, a seguito degli aumenti decisi dalla Federal Reserve nel 2022 e nel 2023, hanno fatto salire il costo del servizio del debito esistente. Anche l'invecchiamento della popolazione continua ad accrescere le spese per Social Security e Medicare, i principali programmi di sussidio del governo.
I costi degli interessi accrescono la pressione
Il traguardo dei 40.000 miliardi di dollari arriva mentre i pagamenti di interessi assorbono una quota crescente del bilancio federale. I pagamenti netti di interessi ammontano oggi a circa 900 miliardi di dollari l'anno, una cifra paragonabile alla spesa del governo per la difesa nazionale. L'aumento dei costi di indebitamento può limitare la flessibilità del governo nel rispondere a future fasi di congiuntura negativa, emergenze o nuove priorità di spesa.
Rendimenti dei Treasury più alti si ripercuotono anche oltre il bilancio federale, influenzando i costi di indebitamento di famiglie e imprese su mutui, debito aziendale e altri mercati del credito. Gli analisti hanno prestato crescente attenzione alla sostenibilità della traiettoria attuale, e le agenzie di rating si sono già mosse: Fitch ha revocato agli Stati Uniti il massimo rating AAA nel 2023, mentre Moody's, l'ultima grande agenzia a mantenere una valutazione massima, ha declassato il paese ad Aa1 a maggio 2025, citando disavanzi persistenti e costi degli interessi in aumento. Le proiezioni di lungo periodo del Congressional Budget Office indicano che, in assenza di cambiamenti nelle politiche, il debito detenuto dal pubblico continuerà a salire rispetto alle dimensioni dell'economia nei prossimi decenni.
Nonostante queste pressioni, i Treasury statunitensi rimangono l'asset sicuro di riferimento a livello mondiale. Gli investitori esteri, guidati da Giappone e Cina come principali detentori stranieri, continuano a detenere migliaia di miliardi di dollari di questi titoli, e i mercati dei Treasury sorreggono ogni cosa, dai tassi sui mutui alle garanzie collaterali che le banche utilizzano per finanziarsi. Questo status ha storicamente sostenuto una domanda stabile del debito governativo statunitense anche al crescere del saldo.
Una sfida fiscale di lungo periodo
Il traguardo del debito non segnala di per sé una crisi finanziaria imminente. Evidenzia però una sfida fiscale di lungo periodo che i responsabili politici devono affrontare a prescindere dalle amministrazioni. Il Congresso ha aperto la strada al proseguimento dell'indebitamento oltre la soglia a luglio, quando ha aumentato di 5.000 miliardi di dollari il limite legale del debito nell'ambito di una vasta legge su tasse e spesa.
Con disavanzi ancora elevati, la stabilizzazione del debito richiederà decisioni difficili riguardanti la spesa, le entrate e la crescita economica, o una combinazione di tutti e tre i fattori. Le dimensioni stesse del debito significano inoltre che variazioni relativamente piccole dei tassi di interesse possono avere effetti significativi sulle future finanze federali.
La soglia dei 40.000 miliardi di dollari è quindi più di un semplice dato da titolo di giornale. Riflette il crescente onere finanziario generato da decenni di indebitamento e il ruolo sempre più importante che la politica fiscale svolgerà nell'economia statunitense.