Tesoro USA e Giappone confermano l'intervento congiunto sullo yen di venerdì, si impegnano ad ulteriori azioni coordinate
Punti chiave
- •Gli Stati Uniti e il Giappone hanno condotto il loro primo intervento congiunto sullo yen dal 2011, con entrambi i governi che hanno confermato ufficialmente l'azione coordinata e si sono impegnati a ripeterla se necessario.
- •Il Segretario al Tesoro Bessent ha espresso sostegno alle misure di politica monetaria del Giappone insieme all'intervento valutario, considerando entrambi gli strumenti come complementari per affrontare la sostanziale sottovalutazione dello yen.
- •Il Giappone ha venduto circa 58,97 miliardi di dollari per sostenere lo yen durante le ore di negoziazione a New York dopo che la valuta era scesa al livello più debole rispetto al dollaro dal 1986.
- •Bessent ha segnalato l'interesse ad ampliare la struttura di repo FIMA della Federal Reserve nei prossimi mesi come meccanismo di supporto più strutturale al di là degli interventi una tantum.
- •La Bank of Japan ha segnalato una forte probabilità di un imminente aumento dei tassi di interesse poco dopo l'esecuzione dell'intervento coordinato.

Il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent e il Ministero delle Finanze del Giappone hanno confermato ufficialmente che l'intervento coordinato sui cambi di venerdì è stata un'operazione congiunta tra i due Paesi, con entrambe le parti che si sono impegnate ad intervenire nuovamente se necessario per contrastare ulteriori movimenti disordinati dello yen.
Bessent ha affermato che le azioni coordinate intraprese venerdì hanno contrastato con successo i movimenti disordinati dello yen. Ha dichiarato che il Tesoro rimane attento e in stretta comunicazione con le proprie controparti presso il Ministero delle Finanze del Giappone e la Bank of Japan, e che gli USA non esiteranno a partecipare a ulteriori interventi congiunti.
Il Segretario al Tesoro ha espresso forte sostegno per le misure decise e di mercato del Giappone volte a correggere quella che ha definito la sostanziale sottovalutazione dello yen. Il suo endorsement dell'approccio di politica monetaria del Giappone insieme all'intervento valutario suggerisce che Washington considera i due strumenti come complementari. Il persistente divario dei tassi di interesse, determinato dalla Federal Reserve USA che ha mantenuto tassi più elevati mentre la Bank of Japan manteneva una politica ultra-accomodante, è stato un fattore fondamentale della debolezza dello yen, spingendo continuamente i capitali verso attività in dollari a maggiore rendimento.
Bessent ha inoltre indicato la struttura di repo FIMA della Federal Reserve come un importante pilastro di supporto per l'operazione e ha dichiarato che ne incoraggerà l'ampliamento nei prossimi mesi, segnalando la valutazione di un meccanismo di supporto più strutturale al di là degli interventi una tantum.
Il Ministero delle Finanze del Giappone ha confermato separatamente di aver condotto un intervento coordinato di acquisto dello yen con gli Stati Uniti venerdì, caratterizzando l'azione come una risposta a movimenti eccessivi e disordinati della valuta. Il ministero ha dichiarato che non esiterà a condurre ulteriori interventi sui cambi insieme a Washington qualora le condizioni lo richiedessero.
Le conferme seguono precedenti segnalazioni secondo cui i due Paesi avevano effettuato il loro primo intervento congiunto sullo yen dal 2011, dopo che la valuta era scesa ai livelli più bassi rispetto al dollaro dal 1986. Tali azioni coordinate tra le nazioni del G7 sono storicamente rare e tipicamente riservate a gravi perturbazioni del mercato. Quelle segnalazioni indicavano che il Giappone aveva venduto fino a 58,97 miliardi di dollari per sostenere lo yen durante le ore di negoziazione a New York, con l'azione avvenuta poco prima che la Bank of Japan segnalasse una forte probabilità di un imminente aumento dei tassi di interesse.
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Con sia il Tesoro che il MOF del Giappone ora ufficialmente in registrazione a confermare l'azione congiunta e a segnalare la disponibilità a intervenire nuovamente, l'attenzione si rivolge a se la Bank of Japan procederà con potenziali aggiustamenti dei tassi. Trader e analisti osservano attentamente i prossimi dati sull'inflazione USA e le decisioni di politica della Federal Reserve, poiché i cambiamenti nel più ampio differenziale dei tassi di interesse saranno centrali per la durata della stabilizzazione dello yen.