Quasi la metà dei bond statunitensi per data center emessi nel 2026 è di livello speculativo
Punti chiave
- •Circa 37 miliardi dei circa 80 miliardi di dollari di bond per data center statunitensi emessi nel 2026 sono valutati sotto investment grade, più del quadruplo degli 8,6 miliardi di emissioni speculative registrate nel 2025.
- •I bond finanziano 16 progetti legati ad Amazon, Meta e Nvidia, ma i loro rating speculative riflettono l'affidabilità creditizia degli sviluppatori e delle strutture di finanziamento, non i bilanci di tali società.
- •I rendimenti medi dei bond speculative per data center sono saliti a quasi il 10% a metà ottobre 2026, con un movimento riferito avvenuto nell'arco di una sola settimana.
- •Il debito societario di CoreWeave, secondo le segnalazioni, veniva scambiato sotto gli 80 centesimi sul dollaro, mentre gli sviluppatori fortemente indebitati Firmus e AirTrunk hanno rinviato o cancellato le loro offerte pubbliche iniziali.
- •Costi di finanziamento più elevati e finestre IPO in restringimento potrebbero lasciare gli sviluppatori con rating più bassi con un accesso più difficile al capitale proprio quando ne hanno bisogno per completare la costruzione.

Lo sviluppo dell'AI sta incontrando un vincolo di finanziamento, che sta emergendo nel mercato obbligazionario: quasi la metà dei bond emessi quest'anno per finanziare i data center degli Stati Uniti è valutata come junk.
I dati provengono da un'analisi di Forbes su dati FactSet, condotta con il contributo del professor Stijn Van Nieuwerburgh della Columbia Business School. Su circa 80 miliardi di dollari di bond emessi per i data center statunitensi nel 2026, circa 37 miliardi sono valutati sotto BBB — la soglia in cui termina l'investment grade e inizia il grado speculativo, o junk. La distinzione ha un peso pratico: i bond sotto investment grade devono generalmente pagare cedole più elevate per compensare i finanziatori del rischio di default, e molti investitori istituzionali sono limitati al possesso di titoli investment grade, il che può ridurre il bacino di acquirenti per le emissioni speculative.
I numeri dietro il boom
L'aumento anno su anno è l'elemento più evidente. In tutto il 2025, le emissioni di bond speculative per data center hanno totalizzato circa 8,6 miliardi di dollari; i circa 37 miliardi di quest'anno sono più di quattro volte tale cifra.
I proventi fluiscono verso 16 progetti legati ad alcuni dei nomi più importanti dell'AI, tra cui Amazon, Meta e Nvidia. I bond stessi, tuttavia, non sono necessariamente garantiti dai bilanci di tali società. I rating speculative riflettono l'affidabilità creditizia degli sviluppatori e delle strutture di finanziamento che si indebitano — una questione distinta dai locatari che questi sviluppatori sperano di firmare. In questo angolo del mercato, le condizioni di finanziamento dipendono spesso dalla solidità degli impegni dei locatari: i contratti di locazione con affittuari ad alto rating sono comunemente utilizzati per sostenere debito più economico, mentre i progetti privi di tali contratti prendono a prestito sulla base del profilo creditizio dello sviluppatore.
Gli investitori chiedono di più
A metà ottobre 2026, i rendimenti medi dei bond speculative per data center erano saliti a quasi il 10%, con un movimento riferito sviluppatosi nell'arco di una sola settimana.
Lo stress è visibile anche nel debito societario legato ai cosiddetti neocloud — fornitori cloud più recenti che affittano capacità GPU a clienti AI. Il debito societario di CoreWeave, secondo le segnalazioni, veniva scambiato sotto gli 80 centesimi sul dollaro.
Gli sviluppatori fortemente indebitati Firmus e AirTrunk hanno rinviato o cancellato le offerte pubbliche iniziali in mezzo alle turbolenze.
Perché la qualità dei locatari conta ora
Lae di fondo risiede in una divisione su chi affitta effettivamente queste strutture. Da un lato ci sono gli hyperscaler: giganti del cloud con flussi di cassa stabili e solida affidabilità creditizia. Dall'altro lato ci sono sviluppatori più rischiosi e operatori più giovani i cui ricavi dipendono dal mantenimento della domanda di AI per anni.
A ciò si aggiungono costi di costruzione in forte aumento e vincoli sull'offerta energetica. La ricerca rileva inoltre che le emissioni di debito legato all'AI più in generale hanno raggiunto centinaia di miliardi di dollari fino a oggi quest'anno, con i data center che ne rappresentano una quota significativa.
Cosa significa per lo sviluppo dell'AI
Un rendimento medio vicino al 10% indica che i finanziatori non trattano più il debito dei data center come un proxy sicuro del boom dell'AI. Costi di finanziamento più elevati erodono l'economia dei progetti e, con le finestre IPO che si restringono, gli sviluppatori con rating più bassi potrebbero trovare più difficile accedere al capitale proprio nel momento in cui ne hanno bisogno per completare la costruzione.
Nei prossimi mesi vengono osservati tre segnali: se i rendimenti dei bond speculative per data center si stabilizzano o continuano a salire; se i prezzi distressed si diffondono oltre CoreWeave ad altri emittenti neocloud; e se sviluppatori come Firmus e AirTrunk rianimano i loro piani di quotazione o li tengono sospesi.