NotizieCryptoUniCredit valuta servizi di custodia e intermediazione crypto mentre le banche europee ampliano le offerte di asset digitali

UniCredit valuta servizi di custodia e intermediazione crypto mentre le banche europee ampliano le offerte di asset digitali

Autore: Cryptofrontnews·

Punti chiave

  • •UniCredit sta valutando infrastrutture per diversi servizi legati agli asset digitali, ma non ha ancora definito un’offerta.
  • •La banca sta selezionando un fornitore tecnologico e le discussioni sono ancora in una fase iniziale.
  • •In precedenza, UniCredit ha lanciato un prodotto collegato a un ETF bitcoin ed emesso il primo minibond tokenizzato su blockchain pubblica in Italia.
  • •UniCredit fa parte di Qivalis, un gruppo di 37 banche che lavora alla creazione di una stablecoin denominata in euro.
  • •I test della Banca d’Italia hanno rilevato che le prestazioni dei trasferimenti in stablecoin dipendevano in larga misura dalla conversione fiat e dai sistemi di pagamento locali.
UniCredit valuta servizi di custodia e intermediazione crypto mentre le banche europee ampliano le offerte di asset digitali

La seconda banca italiana per dimensioni, UniCredit SpA, sta valutando infrastrutture per gli asset digitali che potrebbero supportare servizi di custodia, intermediazione, trading, investimenti tokenizzati, titoli a reddito fisso e stablecoin, secondo Bloomberg.

La banca con sede a Milano sta selezionando un fornitore tecnologico per l’infrastruttura, sebbene le discussioni siano ancora preliminari. Persone a conoscenza dei piani hanno riferito a Bloomberg che UniCredit sta valutando tecnologie per detenere asset digitali e facilitarne l’acquisto e la vendita. Le fonti hanno chiesto di mantenere l’anonimato perché le discussioni sono private.

UniCredit non ha ancora definito alcun prodotto o servizio e un portavoce della banca ha rifiutato di commentare i piani riportati. La selezione del fornitore e le eventuali successive decisioni sui prodotti determineranno quali dei potenziali servizi, se presenti, la banca offrirà effettivamente.

UniCredit valuta l’infrastruttura per gli asset digitali

La valutazione segue diverse precedenti iniziative della banca nel settore degli asset digitali. L’anno scorso, UniCredit ha offerto ai clienti professionali un prodotto strutturato collegato all’ETF iShares Bitcoin Trust di BlackRock. Alla fine dello scorso anno, ha inoltre emesso il primo minibond tokenizzato d’Italia su una blockchain pubblica. La tokenizzazione consente di emettere e trasferire asset tradizionali attraverso reti blockchain.

UniCredit fa inoltre parte di Qivalis, un gruppo di 37 istituti di credito di 15 Paesi europei che punta a emettere una stablecoin denominata in euro. Questa settimana, UniCredit ha annunciato un investimento di minoranza in VC Trade, una piattaforma tedesca per i mercati del credito. L’investimento mira ad ampliare le capacità della banca nei mercati dei capitali digitali.

Le banche europee ampliano i servizi crypto

Anche altre banche europee hanno introdotto o sviluppato servizi legati alle criptovalute. La spagnola BBVA ha lanciato il trading e la custodia di bitcoin attraverso la propria app, mentre Openbank di Santander ha avviato un proprio servizio di trading.

Cecabank ha iniziato a offrire servizi di custodia crypto a giugno attraverso una partnership con Bit2Me. In Germania, Deutsche Bank sta sviluppando servizi di custodia utilizzando la tecnologia della divisione tecnologica di Bitpanda. Questi esempi mostrano che le banche europee stanno sviluppando diverse tipologie di capacità legate agli asset digitali, invece di concentrarsi esclusivamente sul trading diretto per i clienti.

La Banca d’Italia testa i trasferimenti in stablecoin

La Banca d’Italia ha esaminato le rimesse tramite stablecoin in un documento di ricerca pubblicato a luglio. I ricercatori hanno testato 200 trasferimenti in USDC su 10 corridoi che collegavano l’Italia con Argentina, Brasile, Sudafrica, Emirati Arabi Uniti e Giappone.

I test hanno utilizzato Binance, Kraken, Ripio, Foxbit, BitOasis e Valr. Le transazioni si sono svolte il 24 e 26 marzo 2026, principalmente attraverso Ethereum. Lo studio ha rilevato che i trasferimenti su blockchain erano relativamente rapidi ed economici.

Tuttavia, i costi di conversione fiat e i sistemi di pagamento locali hanno determinato in larga misura il costo e la velocità complessivi delle transazioni. La Banca d’Italia ha concluso che le stablecoin non hanno garantito con costanza rimesse transfrontaliere più economiche o più rapide rispetto ai servizi di pagamento esistenti. I risultati aggiungono una considerazione pratica per le banche che valutano servizi in stablecoin: il regolamento su blockchain rappresenta solo una parte del processo di pagamento completo.

Fonte: Cryptofrontnews