Giudice britannico respinge il ricorso contro l'estradizione dell'ex CEO di Saitama nel presunto schema da 20 milioni di dollari legato a un token
Punti chiave
- •Il giudice Samuel Goozee ha respinto il ricorso di Kohli contro l'estradizione e ha rinviato la questione al governo britannico per una decisione finale.
- •Kohli deve rispondere di accuse statunitensi tra cui frode telematica, manipolazione di mercato, cospirazione e gestione di un'attività di trasmissione di denaro senza licenza.
- •Il caso riguarda Saitama, un token basato su Ethereum che secondo quanto riportato ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 7,5 miliardi di dollari.
- •Kohli ha sostenuto che la sua salute mentale e il suo rischio di suicidio non erano stati adeguatamente considerati, ma il giudice ha affermato che le misure di sicurezza potrebbero ridurre tale rischio a un livello accettabile.
- •I procuratori statunitensi sostengono che Kohli e altri abbiano utilizzato schemi di trading coordinato e wash trading, e affermano che Kohli avrebbe guadagnato circa 20 milioni di dollari.

Un giudice britannico ha respinto il tentativo dell'ex CEO di Saitama, Manpreet Kohli, di bloccare la propria estradizione negli Stati Uniti, dove deve rispondere di accuse legate a un presunto schema di manipolazione del mercato crypto.
Secondo un report di Reuters, il giudice Samuel Goozee ha respinto il ricorso di Kohli il 19 agosto e ha rinviato il caso al governo britannico, che ora deve decidere sulla richiesta di estradizione statunitense. Kohli può presentare ricorso contro la sentenza, il che significa che la sua estradizione non è ancora definitiva. Rimane in libertà dietro una cauzione di 200.000 sterline, circa 272.400 dollari.
I procuratori statunitensi hanno accusato Kohli di frode telematica, manipolazione di mercato, reati di cospirazione correlati e gestione di un'attività di trasmissione di denaro senza licenza. Le accuse riguardano Saitama, un token basato su Ethereum che secondo quanto riportato ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 7,5 miliardi di dollari.
Kohli si è opposto all'estradizione sostenendo, in parte, che le autorità statunitensi non avrebbero potuto gestire adeguatamente la sua salute mentale e il suo rischio di suicidio in custodia. Il giudice Goozee ha stabilito che le misure di sicurezza durante il trasferimento e all'interno del sistema carcerario statunitense potrebbero ridurre tale rischio a un livello accettabile.
La decisione sull'estradizione segue una sentenza separata emessa a Boston all'inizio di questo mese, in cui un giudice federale ha respinto il tentativo di Kohli di ottenere l'annullamento dell'atto di accusa, dopo che egli aveva sostenuto che il token Saitama non potesse essere legalmente classificato come security secondo la legge statunitense.
Gli avvocati di Kohli non hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento da parte di Decrypt.
Il caso di Kohli nasce da un procedimento penale più ampio contro la presunta manipolazione del mercato crypto, che ha coinvolto numerosi imputati, exchange e società di market making, a testimonianza di come le autorità statunitensi trattino sempre più il wash trading come una questione di frode penale anziché come un mero problema di integrità del mercato. Il 9 ottobre 2024—due giorni dopo l'arresto di Kohli a Londra—il Dipartimento di Giustizia ha annunciato accuse nell'ambito dell'"Operation Token Mirrors", un'indagine su presunte frodi e wash trading, ovvero transazioni coordinate progettate per creare volumi artificiali.
Il wash trading indica la pratica di acquistare e vendere ripetutamente lo stesso asset per gonfiare il volume di trading senza alcuna attività di mercato legittima, utilizzando più account o colludendo con altri.
Secondo il Dipartimento di Giustizia, 18 persone, tra cui Kohli, hanno coordinato acquisti di token su più wallet e hanno pagato ZM Quant e Gotbit per effettuare wash trading su diversi exchange. I procuratori sostengono che i dirigenti abbiano negato pubblicamente di aver venduto le proprie partecipazioni mentre scaricavano privatamente token per milioni di dollari. Affermano che Kohli avrebbe guadagnato circa 20 milioni di dollari.
Gotbit ha in seguito ammesso di aver manipolato prezzi e volumi dei token per clienti tra cui Saitama. Nel giugno 2025, alla società è stata imposta la confisca di 23 milioni di dollari, mentre il fondatore Aleksei Andriunin è stato condannato a otto mesi di prigione.
Kohli non è stato condannato per le accuse a suo carico.