Stretta fiscale sulle criptovalute nel Regno Unito: le lettere di avvertimento di HMRC quasi triplicate a oltre 81.000 nel 2025/26
Punti chiave
- •HMRC ha inviato oltre 81.000 lettere di avvertimento ai detentori di criptovalute nell'anno finanziario 2025/26, rispetto alle 27.714 dell'anno precedente.
- •Secondo l'autorità fiscale, molte posizioni debitorie sono state generate dai guadagni realizzati durante il mercato rialzista delle criptovalute dal 2022 al 2025.
- •Vendere, donare, scambiare criptovalute o usarle per pagare beni e servizi può far scattare l'imposta sulle plusvalenze secondo le norme britanniche attuali.
- •La franchigia annuale esente da imposta sulle plusvalenze è stata ridotta da 12.300 a 3.000 sterline tra l'aprile 2023 e l'aprile 2024.
- •HMRC prevede nuovi poteri di condivisione dati offshore il prossimo anno nell'ambito del Crypto-Asset Reporting Framework dell'OCSE, con funzionari che stimano 315 milioni di sterline di entrate entro il 2030.

L'applicazione della fiscalità sulle criptovalute nel Regno Unito si è intensificata notevolmente durante l'anno finanziario 2025/26, secondo nuovi dati di HM Revenue and Customs (HMRC). L'autorità fiscale ha inviato oltre 81.000 lettere di avvertimento a detentori di criptovalute sospettati di non aver pagato le imposte, quasi il triplo delle 27.714 lettere inviate nel 2024.
HMRC attribuisce la maggior parte delle posizioni debitorie fiscali sulle criptovalute ai guadagni realizzati durante il mercato rialzista svoltosi tra il 2022 e il 2025. Il netto aumento della corrispondenza segnala un'offensiva più ampia contro i redditi non dichiarati derivanti da asset digitali.
I guadagni del mercato rialzista alimentano bollette fiscali crescenti
I dati di HMRC, ottenuti tramite una richiesta di accesso civico (freedom of information), mostrano la portata della stretta: le lettere di avvertimento sono passate da 27.714 a oltre 81.000 in un solo anno. Secondo i funzionari, il forte aumento riflette i guadagni realizzati da molti detentori mentre i prezzi delle criptovalute salivano tra il 2022 e il 2025.
Secondo le norme attuali, vendere, donare o scambiare criptovalute può far scattare un addebito di imposta sulle plusvalenze. Utilizzare asset digitali per pagare beni o servizi comporta lo stesso obbligo, e molti trader non sono consapevoli che queste azioni quotidiane costituiscono eventi imponibili. Le poste in gioco sono aumentate negli ultimi anni: la franchigia annuale esente da imposta sulle plusvalenze è stata ridotta da 12.300 a 3.000 sterline tra l'aprile 2023 e l'aprile 2024, quindi anche plusvalenze da cessioni relativamente modeste possono ormai superare la soglia.
Neela Chauhan, partner dello studio contabile UHY Hacker Young, ha detto alla BBC che i trader più giovani spesso sottovalutano la portata di HMRC. Molti, ha affermato, «operano partendo dal presupposto che HMRC abbia una visibilità limitata sulle loro attività». Questo presupposto è diventato più difficile da sostenere: HMRC richiede da diversi anni i registri dei clienti alle piattaforme di scambio di criptovalute operative nel Regno Unito e in passato ha inviato «lettere di sollecito» mirate agli utenti con sospette plusvalenze non dichiarate.
Le sanzioni per le imposte sulle criptovalute non pagate possono arrivare al 100% dell'importo dovuto, oltre agli interessi. La percentuale aumenta ulteriormente per i trasferimenti effettuati tramite conti offshore. Chauhan ha osservato che le autorità fiscali sospettano una diffusa sottodichiarazione nella comunità dei trader.
Nuovi poteri offshore in arrivo
HMRC prevede di ottenere il prossimo anno nuovi poteri di accertamento mirati alle piattaforme offshore. Queste norme obbligherebbero le società di criptovalute con sede offshore a condividere direttamente con l'autorità fiscale i dati dei clienti, e i funzionari stimano che le misure potrebbero generare 315 milioni di sterline di entrate entro il 2030. La mossa inserisce il Regno Unito in uno sforzo internazionale più ampio: le norme sulla condivisione dei dati attuano il Crypto-Asset Reporting Framework dell'OCSE, uno standard per lo scambio automatico dei dati sulle transazioni in criptovalute che decine di giurisdizioni hanno convenuto di adottare, sul modello della segnalazione transfrontaliera già applicata ai tradizionali conti bancari offshore.
Chauhan ha detto alla BBC che rintracciare i detentori facoltosi di criptovalute sarà presto «un gioco da ragazzi». Una volta che i nuovi poteri di condivisione dei dati entreranno in vigore, tracciare le imposte non pagate dovrebbe diventare molto più semplice per i funzionari: un'affermazione che riflette la crescente fiducia dei professionisti fiscali nella chiusura del divario di segnalazione.
Le banche sotto crescente pressione per le restrizioni sui conti cripto
Su un fronte separato, la tensione tra le banche britanniche e gli investitori in criptovalute continua a crescere. Un gruppo di parlamentari del gruppo parlamentare interpartitico su criptovalute e asset digitali ha recentemente contattato le principali banche per esprimere preoccupazione per le persistenti restrizioni sui conti che coinvolgono le imprese di asset digitali.
I parlamentari hanno descritto «casi ripetuti» di società di criptovalute che faticano ad aprire conti bancari di base, e hanno avvertito che queste restrizioni potrebbero rappresentare una delle maggiori barriere alla crescita del settore.
L'attrito bancario aggiunge un ulteriore livello di pressione su un panorama normativo già in via di irrigidimento, che vede la Financial Conduct Authority vigilare sulle promozioni di cripto-attività dall'ottobre 2023. Mentre HMRC intensifica le lettere e prepara i nuovi poteri offshore, i detentori di criptovalute sono sottoposti a uno scrutinio crescente, e i trader che presumevano di godere di anonimato nei confronti dell'autorità fiscale potrebbero scoprire che tale presunzione risulta sempre più costosa. La pressione combinata di accertamenti e restrizioni bancarie preannuncia un ambiente più difficile per gli utenti britannici di criptovalute.