NotizieCryptoI parlamentari britannici avvertono che le restrizioni bancarie sulle criptovalute potrebbero paralizzare la crescita del mercato

I parlamentari britannici avvertono che le restrizioni bancarie sulle criptovalute potrebbero paralizzare la crescita del mercato

Autore: Cryptopolitan·

Punti chiave

  • Circa il 40% dei trasferimenti nazionali di criptovalute nel Regno Unito sono attualmente ritardati o rifiutati dalle banche britanniche, e quattro quinti degli exchange di criptovalute hanno osservato un aumento dei blocchi delle transazioni nell'ultimo anno.
  • Il Gruppo Parlamentare per le Criptovalute e gli Asset Digitali del Regno Unito ha invitato le banche britanniche a spiegare le loro restrizioni, avvertendo che queste barriere potrebbero ostacolare la crescita del mercato e compromettere l'efficacia delle prossime normative.
  • Le principali banche britanniche tra cui HSBC, NatWest, Monzo e Nationwide limitano i trasferimenti mensili verso exchange di criptovalute tra 5.000 e 10.000 sterline, mentre Starling e Chase UK mantengono divieti totali su tali transazioni.
  • Le banche difendono le proprie restrizioni citando la necessità di proteggere i clienti dalle truffe cripto e dalla volatilità dei prezzi, nonché i propri obblighi antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo.
  • Le normative complete sulle criptovalute del Regno Unito entreranno in vigore a ottobre 2027, collocando il Paese significativamente indietro rispetto all'Unione Europea, il cui quadro MiCA ha iniziato a essere gradualmente introdotto nel corso del 2024.
I parlamentari britannici avvertono che le restrizioni bancarie sulle criptovalute potrebbero paralizzare la crescita del mercato

Circa il 40% dei trasferimenti nazionali di criptovalute nel Regno Unito sono attualmente ritardati o apertamente rifiutati dalle banche britanniche, secondo recenti segnalazioni. Inoltre, quattro quinti degli exchange di criptovalute hanno osservato un aumento delle transazioni bloccate negli ultimi dodici mesi. L'attrito arriva mentre il Regno Unito cerca di posizionarsi come hub globale per gli asset digitali, competendo con giurisdizioni che hanno già emanato legislazioni complete sulle criptovalute.

La tendenza ha attirato l'attenzione dei parlamentari che avvertono come il rifiuto delle banche tradizionali di servire i clienti di criptovalute potrebbe soffocare la crescita del mercato britannico. I leader del Gruppo Parlamentare per le Criptovalute e gli Asset Digitali del Regno Unito hanno invitato le banche britanniche a spiegare la loro posizione verso le imprese di asset digitali, in seguito alle numerose segnalazioni di aziende di criptovalute che faticano a ottenere servizi bancari.

Gli esecutivi del settore cripto hanno a lungo protestato sostenendo che le istituzioni finanziarie stanno escludendo le imprese legittime di asset digitali, anche quando queste aziende sono regolarmente registrate e pienamente conformi alle normative esistenti. Da gennaio 2021, le aziende di criptovalute del Regno Unito sono tenute a registrarsi presso la Financial Conduct Authority secondo le normative antiriciclaggio, un processo che ha visto molti candidati ritirati o rifiutati. A giugno, il gruppo di difesa Stand With Crypto UK ha mobilitato i suoi 286.000 membri per contestare alle banche retail britanniche le restrizioni generalizzate sulle transazioni in criptovalute.

Risposta del governo e del parlamento

Il governo britannico aveva precedentemente chiesto un trattamento equo per i fornitori di servizi di criptovalute. A luglio, il gruppo interpartitico del Parlamento britannico per gli asset digitali ha aperto un'indagine per esaminare come i principali istituti di credito blocchino i conti e limitino le transazioni delle imprese di asset digitali.

All'epoca, il gruppo aveva dichiarato: "L'accesso ai servizi bancari è fondamentale per qualsiasi impresa legittima, e laddove esistono barriere non necessarie queste hanno il potenziale di ostacolare la crescita, gli investimenti e l'innovazione."

Il gruppo mantiene tale posizione. I co-presidenti del Gruppo Parlamentare per le Criptovalute e gli Asset Digitali, Lord Vaizey e il deputato Gurinder Singh Josan, hanno recentemente sostenuto che le banche stanno frenando il boom delle criptovalute nel Regno Unito escludendo le aziende del settore. Hanno inoltre avvertito che le restrizioni bancarie rischiano di compromettere l'efficacia del prossimo quadro normativo britannico per le criptovalute. L'industria britannica degli asset digitali si sta preparando a nuove normative che entreranno in vigore a partire da ottobre 2027, una tempistica che colloca il Regno Unito indietro rispetto all'Unione Europea, il cui regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA) ha iniziato a essere gradualmente introdotto nel corso del 2024.

Banche e autorità di regolamentazione difendono le restrizioni

Alcuni esecutivi bancari hanno difeso le proprie azioni, sostenendo che le misure sono necessarie per proteggere i clienti dalle crescenti truffe legate alle criptovalute e dal rischio di perdite significative dovute alla volatilità dei prezzi. Le banche devono inoltre rispettare i propri obblighi antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo, creando pressioni in materia di conformità quando le controparti operano in attività che possono essere difficili da tracciare. La Financial Conduct Authority (FCA) ha intensificato i propri avvertimenti sui rischi delle criptovalute negli ultimi mesi, rafforzando le preoccupazioni delle banche riguardo a potenziali sanzioni per aver involontariamente agevolato attività finanziarie illegali.

All'inizio dell'anno, un portavoce di HM Treasury — il ministero dell'economia e delle finanze del Paese — ha dichiarato che il governo si aspettava che le banche trattassero equamente tutte le imprese del settore cripto, incluse quelle in possesso di licenza, e non limitassero i servizi nei loro confronti.

Le restrizioni bancarie potrebbero minare le ambizioni cripto del Regno Unito

Le restrizioni sollevano interrogativi più ampi sulla capacità del Regno Unito di attrarre aziende di asset digitali mentre queste faticano ad accedere a servizi bancari di base. La questione potrebbe acquisire maggiore rilevanza man mano che il governo introduce un quadro normativo più chiaro per gli asset digitali. I parlamentari e i rappresentanti del settore sostengono che le restrizioni bancarie continuative potrebbero impedire alle imprese legittime di criptovalute di crescere e indebolire la posizione del Regno Unito come hub globale per gli asset digitali. La tensione riflette dibattiti simili in altri mercati, inclusi gli Stati Uniti, dove i regolatori hanno dovuto confrontarsi con l'equilibrio tra accesso alle criptovalute e misure di salvaguardia del sistema finanziario.

Le principali banche tra cui HSBC, NatWest, Monzo e Nationwide continuano a limitare i trasferimenti mensili verso exchange di criptovalute a 5.000–10.000 sterline, mentre Starling e Chase UK mantengono divieti totali su tali transazioni.

Un'indagine IG del 2025 ha evidenziato che le politiche bancarie ostili stanno impedendo a milioni di persone di entrare nel mercato delle criptovalute. La piattaforma ha riferito che il 40% degli investitori britannici in criptovalute ha subito un blocco o un ritardo del pagamento quando ha tentato di acquistare asset digitali.

Il cambiamento politico solleva interrogativi

Andy Burnham del Partito Laburista ha recentemente assunto il ruolo di Primo Ministro, e alcuni osservatori temono che il suo governo potrebbe non dare priorità al settore fintech o degli asset digitali. Burnham ha indicato l'intenzione di interrompere il progetto di identità digitale e di concentrarsi invece sulla fornitura di assistenza economica ai cittadini, suscitando reazioni diverse.

Tuttavia, Jonathan Herbst di Norton Rose Fulbright ha offerto rassicurazioni: "Per le aziende internazionali, l'attrattiva del Regno Unito è dovuta almeno in parte alla stabilità dell'ambiente normativo; pertanto, i mercati dei capitali, la fintech, gli asset digitali e la finanza sostenibile continueranno a essere importanti test di quell'impegno."