UBS prevede due nuovi rialzi dei tassi della Fed a dicembre 2026 e marzo 2027
Punti chiave
- •UBS prevede due ulteriori rialzi dei tassi della Federal Reserve nelle riunioni FOMC di dicembre 2026 e marzo 2027.
- •La previsione si basa su un'inflazione statunitense persistentemente superiore all'obiettivo di lungo periodo del 2% della Fed, formalmente in vigore dal 2012.
- •La proiezione è un'analisi di UBS e non una decisione annunciata dalla Federal Reserve né un segnale dei responsabili politici.
- •I rilasci mensili dell'indice dei prezzi al consumo del Bureau of Labor Statistics costituiscono il principale parametro per giudicare se estendere il ciclo di restrizione.
- •Attese prolungate di tassi più alti potrebbero far pressione sui costi di prestito collateralizzato in DeFi e prolungare i deflussi netti dagli ETF spot su Bitcoin.

UBS mette in guardia: il ciclo di restrizione della Federal Reserve non è ancora concluso. La banca prevede due ulteriori rialzi dei tassi nelle riunioni di dicembre 2026 e marzo 2027 del Federal Open Market Committee (FOMC), indicando l'inflazione statunitense persistentemente elevata come fondamento della previsione, secondo quanto riportato da CoinGape.
Le due date nella previsione di UBS
UBS ha individuato due finestre specifiche nel calendario FOMC come sedi più probabili di un'ulteriore restrizione: la riunione di dicembre 2026 e quella di marzo 2027. La proiezione appartiene esclusivamente a UBS: non è una decisione annunciata dalla Federal Reserve né un segnale proveniente dagli stessi responsabili politici. Il FOMC, il comitato della banca centrale che stabilisce i tassi, si riunisce regolarmente otto volte l'anno per definire l'intervallo obiettivo del federal funds rate, il riferimento che ancor i costi di finanziamento in dollari sia nei mercati tradizionali che on-chain.
Trae particolare per i partecipanti DeFi che prezzano il rischio la distinzione tra la previsione sui tassi di una banca e una comunicazione ufficiale della Fed. I mercati spesso esagerano sulla base delle proiezioni degli analisti, per poi ridurre le posizioni una volta pubblicati i verbali effettivi della FOMC, generando volatilità a breve termine nei funding rate e nelle posizioni con leva nei protocolli di prestito.
La persistenza dell'inflazione come premessa della politica monetaria
UBS fonda il caso per ulteriori rialzi su un'inflazione rimasta ostinatamente elevata invece di convergere verso l'obiettivo del 2% della Fed. Quella cifra del 2% è l'obiettivo formale di lungo periodo della FOMC, in vigore dal 2012, e la restrizione è la leva puntata a riportare l'inflazione verso tale livello: costi di finanziamento più alti dovrebbero attenuare la domanda e, con un ritardo, la crescita dei prezzi. I dati dell'indice dei prezzi al consumo statunitense pubblicati dal Bureau of Labor Statistics restano il principale parametro seguito da responsabili politici e analisti per giudicare se il ciclo di restrizione debba essere esteso. L'indice viene aggiornato mensilmente e ogni nuovo dato viene analizzato alla ricerca di indizi sul probabile percorso della politica monetaria.
Qualora i dati sull'inflazione continuassero a opporsi alla traiettoria discendente individuata dalla Fed, lo scenario di due ulteriori rialzi di UBS diventerebbe più plausibile. Questa condizionalità è centrale nella previsione: dipende dalla persistenza dell'inflazione, non da un percorso politico prestabilito.
Attese sui tassi, costi di finanziamento e appetito al rischio
Le attese di tassi più alti più a lungo raggiungono i mercati DeFi attraverso diversi canali di trasmissione. Quando i rendimenti dei Titoli del Tesoro statunitensi restano elevati, aumenta il costo opportunità di impiegare capitale inie di rendimento on-chain, comprimendo i premi al rischio che i protocolli devono offrire per attrarre liquidità. I costi di finanziamento on-chain tendono a seguire le condizioni creditizie generali con un ritardo: un rialzo a dicembre 2026 continuerebbe quindi a pesare sui mercati di prestito collateralizzato fino all'inizio del 2027.
La prospettiva di una politica monetaria più restrittiva fino a metà 2027 incide anche direttamente sui flussi verso gli ETF crypto. I prodotti ETF spot su Bitcoin hanno già registrato deflussi netti durante precedenti episodi di timori sui rialzi dei tassi, e un nuovo ciclo di restrizione potrebbe prolungare tale schema. Poiché gli ETF spot detengono l'attività sottostante, creazioni e rimborsi si traducono direttamente in acquisti e vendite di bitcoin: è per questo che i dati sui flussi sono letti come un barometro della domanda istituzionale.
L'attenzione si sposta ora su ogni rilascio del CPI fino a dicembre, il segnale più chiaro se lo scenario dei due rialzi di UBS resta valido o viene rivisto, con la decisione della FOMC di dicembre 2026 come prima data in cui la previsione può essere confermata o accantonata. Per la governance dei protocolli e la gestione delle treasury, la previsione di UBS costituisce un input di pianificazione più che una certezza. I team che gestiscono roadmap pluriennali o treasury on-chain con significativa esposizione in stablecoin dovrebbero trattare le date di dicembre 2026 e marzo 2027 come scenari di rischio su cui effettuare stress test, non come esiti politici confermati.