Startup lancia Twitter.now per rilanciare il marchio Twitter nel pieno della disputa sul marchio con X di Musk
Punti chiave
- •Operation Bluebird, una startup con sede in Virginia, ha lanciato Twitter.now, un social network reimmaginato incentrato su fiducia, libertà di espressione e controllo dell’utente.
- •Il lancio avviene nel pieno di una disputa sui marchi, con X Corporation che alla fine del 2025 ha fatto causa per impedire alla startup di lanciare una piattaforma con il nome Twitter.
- •In un’udienza federale statunitense dell’aprile 2026, il giudice Colm Connolly ha suggerito che X potrebbe aver abbandonato rivendicazioni di proprietà intellettuale su termini come "tweet" e sul logo dell’uccellino, ma non esiste ancora un ordine scritto.
- •Twitter.now include Vera, un sistema di IA che verifica la veridicità delle affermazioni nei post, e Trust Dial, che consente di ridurre la visibilità dei contenuti a bassa affidabilità invece di eliminarli.
- •La piattaforma usa un modello di accesso anticipato a pagamento, con $20 per lo status di Founders e $40 o più per Fighters, per scoraggiare i bot e sostenere sviluppo e costi legali.

Twitter, la piattaforma di social media che un tempo ha definito lo standard della conversazione online in tempo reale, è tornata al centro di una controversia legale e tecnica dopo che una startup ha introdotto un servizio pensato per far rivivere il nome Twitter. Operation Bluebird, un’azienda con sede in Virginia, ha lanciato Twitter.now, che descrive come una versione reimmaginata del Twitter originale, incentrata su fiducia, libertà di espressione e controllo dell’utente.
Il debutto arriva mentre la startup è coinvolta in una disputa sui marchi con X Corporation, l’entità formata quando Elon Musk ha acquistato Twitter nel 2022 e lo ha ribattezzato X.
Twitter è stato fondato nel 2006 da Jack Dorsey, Noah Glass, Biz Stone ed Evan Williams. È diventato rapidamente una piattaforma di riferimento per messaggi brevi e in tempo reale, svolgendo un ruolo chiave nel favorire conversazioni online globali negli spazi pubblici. Nel corso degli anni, il servizio ha assunto importanza come sede per notizie dell’ultima ora, dibattiti politici, intrattenimento e discorso pubblico, e il suo logo dell’uccellino blu e il termine “tweet” sono diventati sinonimo di social media.
Musk ha acquistato Twitter per 44 miliardi di dollari nel 2022. Dopo l’acquisizione, ha cambiato il nome dell’azienda in X e ha modificato gran parte dell’identità visiva della piattaforma, inclusa l’iconica immagine dell’uccello.
Operation Bluebird sostiene che l’abbandono del marchio Twitter da parte di X potrebbe consentirle di ottenere i diritti sui marchi. L’azienda è stata fondata da persone con legami con il primo ecosistema di Twitter, tra cui Stephen Coates, ex general counsel della società.
La startup ha avviato i propri sforzi per assicurarsi i marchi Twitter sostenendo che X avesse abbandonato i diritti legati al vecchio marchio. La situazione si è intensificata alla fine del 2025, quando X Corporation ha presentato una causa contro la startup, con l’obiettivo di impedirle di lanciare una nuova piattaforma di social media con il nome originale. Quella battaglia legale conta perché il nome, il logo e le abbreviazioni associate restano strettamente legati al modo in cui molti utenti ricordano il servizio, anche se l’azienda che lo controlla ha cambiato identità.
Nell’aprile 2026, un’udienza in un tribunale federale statunitense ha prodotto osservazioni che sembravano incoraggianti per Operation Bluebird. Il giudice Colm Connolly ha suggerito che X potrebbe aver abbandonato le proprie rivendicazioni di proprietà intellettuale riguardo a termini come “tweet”, al logo dell’uccellino e potenzialmente al nome stesso. Tuttavia, il giudice non ha ancora emesso un ordine scritto per risolvere la questione.
Di fronte a una prolungata incertezza, la startup ha deciso di andare avanti con il lancio, secondo quanto dichiarato da Coates, rappresentante di Operation Bluebird.
“Siamo una piccola azienda, abbiamo investitori e abbiamo un prodotto”, ha spiegato Coates ad Ars Technica, sottolineando la lunga attesa già sopportata perché il procedimento giudiziario andasse avanti.
Nonostante la disputa legale in corso, Operation Bluebird ritiene che la propria interpretazione delle osservazioni del tribunale le dia un margine sufficiente per procedere con il lancio.
Twitter.now non è soltanto una versione rinnovata del vecchio Twitter; punta a creare un social network fondato su una filosofia di “trust first”. Offrirà strumenti per consentire agli utenti di controllare ciò che appare nei propri feed.
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Una funzione, chiamata Vera, è un sistema di IA che verifica la veridicità delle affermazioni nei post senza giudicare la persona che le fa. Un’altra funzione, Trust Dial, consente agli utenti di decidere quanta quantità di contenuti a bassa affidabilità desiderano vedere, riducendone la visibilità invece di eliminarli. La piattaforma sottolinea la “libertà di parola, non la libertà di diffusione”. Inoltre, reintrodurrà funzionalità familiari dell’app originale, come risposte e repost.
Twitter.now utilizza un modello di accesso anticipato a pagamento, consentendo agli utenti di pagare $20 per diventare Founders, con accesso anticipato e un badge speciale. Chi contribuisce con $40 o più viene definito Fighters e riceve un badge aggiuntivo.
L’approccio con accesso anticipato mira a prevenire i bot e a sostenere lo sviluppo e gli sforzi legali legati al marchio originale. La nuova società promette di non vendere i dati degli utenti e punta a proteggere la privacy.
La startup deve affrontare due sfide principali: creare un social network di successo e difendere i diritti su un marchio ancora associato a una grande azienda tecnologica. La disputa legale con X Corporation sul marchio Twitter è ancora in corso, il che significa che il marchio non è stato ancora restituito ufficialmente.
Twitter.now sta cercando di affermarsi come una nuova piattaforma basata sull’identità di Twitter che i suoi fondatori ritengono sia stata trascurata quando Musk ha ribattezzato il servizio in X. Resta incerto se la società riuscirà a riottenere il marchio in tribunale, ad attrarre abbastanza utenti e a differenziarsi con successo da X.
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