NotizieMacroIl "governo personale disfunzionale" di Trump rischia una "sconfitta totale" per il GOP nelle elezioni di midterm di martedì

Il "governo personale disfunzionale" di Trump rischia una "sconfitta totale" per il GOP nelle elezioni di midterm di martedì

Autore: Alternet·

Punti chiave

  • •Un'analisi del Washington Post di Charles Lane, dell'American Enterprise Institute, sostiene che i repubblicani rischiano una possibile "sconfitta totale" nelle midterm di martedì a causa del "governo personale disfunzionale" del presidente Trump.
  • •La guerra all'Iran, lanciata senza l'approvazione del Congresso o dei consiglieri, ha provocato turbolenze nei mercati energetici e un rincaro di benzina e gasolio avvertito soprattutto negli Stati a tendance repubblicana come Iowa, Kansas e Alaska.
  • •Un dazio del 50 percento su 20 miliardi di dollari di importazioni canadesi sta danneggiando il Maine e il Michigan, due Stati campo di battaglia per il Senato, secondo la rubrica.
  • •I candidati al Senato appoggiati da Trump sono indietro nei sondaggi: Roy Cooper precede Michael Whatley in North Carolina, Ken Paxton è in difficoltà con James Talarico in Texas, e Mike Collins è sopraffatto da Jon Ossoff in Georgia.
  • •Con l'approvazione di Trump ai minimi della sua carriera, Lane scrive che la domanda principale è l'ampiezza della maggioranza democratica alla Camera e che il partito è in posizione per conquistare il Senato, mentre anche i repubblicani del Congresso sono corresponsabili per non aver contrastato le sue politiche.
Il "governo personale disfunzionale" di Trump rischia una "sconfitta totale" per il GOP nelle elezioni di midterm di martedì

I repubblicani si avviano alle elezioni di midterm di martedì di fronte alla prospettiva di una "sconfitta totale" — e la colpa è del presidente Donald Trump, secondo una nuova analisi del Washington Post.

Charles Lane, non-resident senior fellow dell'American Enterprise Institute, sostiene che, sebbene gli esiti elettorali raramente siano attribuibili a un singolo fattore, il 2026 potrebbe essere l'eccezione a causa del "governo personale disfunzionale" di Trump sia sul governo sia sul suo stesso partito. Le corse descritte nella rubrica mettono alla prova quell'argomentazione su diversi fronti: le politiche estere e commerciali dell'amministrazione, il costo dell'energia e l'influenza di Trump sui candidati repubblicani.

Una posizione di partenza solida

Come osserva la rubrica, la posizione del GOP appariva solida all'inizio dell'anno. Con la maggior parte delle competizioni per il Senato concentrate negli Stati vinti da Trump nel 2024, i repubblicani erano ben posizionati per mantenere o ampliare la loro maggioranza di 53-47. A gennaio, l'indice di approvazione di Trump si attestava intorno al 44 percento, e il partito poteva citare la bassa disoccupazione, i prezzi della benzina e la criminalità come prove di una crescita solida.

Politica estera e costi dell'energia

Il punto di svolta, nel racconto di Lane, è arrivato quando Trump ha fatto la guerra all'Iran insieme a Israele, senza l'approvazione del Congresso o dei suoi consiglieri. Lane scrive che il presidente potrebbe aver avuto un obiettivo nobile nell'eliminare la minaccia nucleare iraniana dal mondo, ma ha fatto poco per convincere l'opinione pubblica.

L'Iran non è caduto, e si è invece dedicato a destabilizzare i mercati energetici. Il conseguente rincaro del costo di benzina e gasolio si avverte soprattutto negli Stati rurali repubblicani come Iowa, Kansas e Alaska, dove i democratici hanno possibilità di conquistare seggi al Senato e alla carica di governatore.

Dazi e commercio

Trump si è anche assicurato che la guerra commerciale facesse sentire i suoi effetti, sostiene la rubrica. Un dazio del 50 percento su 20 miliardi di dollari di importazioni canadesi sta facendo male nel Maine e nel Michigan, due Stati campo di battaglia per il Senato.

La scelta dei candidati sotto accusa

Lane è particolarmente severo con Trump per il modo in cui ha scelto i candidati, paragonandolo a Caligola, l'imperatore romano che voleva mettere il proprio cavallo al consolato.

In North Carolina, il senatore Thom Tillis non si candiderà dopo che Trump ha lasciato intendere che avrebbe sostenuto un avversario nelle primarie; il democratico Roy Cooper è ora avanti rispetto al candidato di Trump, Michael Whatley. In Texas, Trump ha fatto il suo peso sentire sostenendo Ken Paxton — finito sulle cronache per scandali — al posto del senatore John Cornyn, e Paxton ha difficoltà con James Talarico. In Georgia, l'uomo di Trump, il deputato Mike Collins, è netteme battuto nei sondaggi dal senatore Jon Ossoff.

Il quadro finale

Con i numeri di approvazione di Trump ai minimi della sua carriera politica, Lane afferma che si tratta solo di capire quanto sarà ampia la maggioranza democratica alla Camera, e il partito è in posizione per conquistare il Senato. La rubrica riconosce che i repubblicani hanno ottenuto una tarda tregua grazie a uno scandalo riguardante presunta manipolazione di schede da parte di democratici in Alaska, ma anche così il GOP dovrebbe contare su un grossolano errore dei sondaggi per conservare i 50 seggi.

Lane non assolve facilmente i repubblicani del Congresso, scrivendo: "Questo possibile disastro è di proprietà di Trump. Ma riguarda anche i sempre servili repubblicani al Congresso in persona. Avevano il potere di contrastare le sue politiche più maldestre, o almeno di provarci — ma non il coraggio."