La proposta di “dividendo” da 5.000 dollari di Trump suscita accuse di compravendita dei voti e rischi fiscali
Punti chiave
- •Il pagamento proposto da 5.000 dollari costerebbe probabilmente più di 1.000 miliardi di dollari e richiederebbe l’approvazione del Congresso.
- •JD Vance ha suggerito che il finanziamento potrebbe provenire dai dazi, ma l’articolo afferma che le entrate daziarie sarebbero insufficienti e potrebbero aumentare i costi per i consumatori.
- •Il Congresso dovrebbe ancora definire i requisiti di accesso, il finanziamento e le procedure di distribuzione della proposta.
- •Trump ha fatto in precedenza diverse promesse di pagamento, inclusi i dividendi DOGE e daziari, ma non è stato emesso alcun assegno.
- •I critici sostengono che subordinare il pagamento alla vittoria repubblicana al Congresso potrebbe equivalere a un tentativo di influenzare gli elettori.

Donald Trump ha dichiarato alla “GOP midterm convention” del 10 settembre che avrebbe pagato 5.000 dollari a ogni adulto statunitense se i repubblicani manterranno il controllo del Congresso degli Stati Uniti a novembre. Trump ha definito la proposta il “Trump Dividend”, presentando il pagamento come se ogni cittadino che paga le tasse fosse un investitore in una società quotata in borsa.
La proposta ha sollevato immediatamente interrogativi sulla sua legalità, sul finanziamento e sull’impatto sul bilancio federale. L’Associated Press ha riferito che il pagamento costerebbe “probabilmente più di 1.000 miliardi di dollari e richiederebbe l’approvazione del Congresso”, aggravando ulteriormente il deficit di bilancio annuale del Paese, pari a quasi 1.800 miliardi di dollari, e alimentando i timori sull’inflazione.
Politico ha riferito () che i “GOP fiscal hawks” hanno reagito freddamente alla proposta. “Il pagamento ... sarebbe enormemente superiore a quanto distribuito durante la pandemia di covid e probabilmente farebbe esplodere il deficit”, ha scritto la testata. Trump non ha spiegato come verrebbero finanziati gli assegni, limitandosi a dire che il denaro sarebbe riservato ai cittadini e dovrebbe essere speso negli Stati Uniti.
Il vicepresidente JD Vance ha suggerito circa un’ora più tardi che il “dividendo” sarebbe finanziato dalle entrate derivanti dalle importazioni, cioè dai dazi. L’AP ha affermato che il pagamento proposto “è enormemente superiore a quanto gli Stati Uniti hanno incassato attraverso le misure protezionistiche”. Indipendentemente dalla sua provenienza, il pagamento aumenterebbe il debito nazionale, che ad agosto ha raggiunto i 40.000 miliardi di dollari, per la prima volta arrivando a quel livello.
Perché la proposta vada oltre una promessa elettorale, il Congresso dovrebbe approvare la spesa e i legislatori dovrebbero stabilire come funzionerebbero i requisiti di accesso, il finanziamento e la distribuzione. Questi dettagli restano irrisolti nelle dichiarazioni descritte sopra, facendo dell’azione del Congresso e di un piano di finanziamento specifico i principali elementi da monitorare dopo le elezioni.
La proposta fa parte di una serie di pagamenti promessi da Trump dall’inizio del suo secondo mandato. Catherine Rampell di The Bulwark ha ricordato che il presidente aveva promesso “assegni di stimolo da 5.000 dollari attraverso il ‘DOGE dividend’; assegni di stimolo da 2.000 dollari attraverso un ‘tariff dividend’; assegni da oltre 1.000 dollari attraverso i ‘risparmi’ derivanti dalla scadenza dei sussidi dell’Affordable Care Act; e un ‘dividendo’ da 5.000 dollari se i repubblicani vinceranno le elezioni di metà mandato”.
“Non è stato emesso alcun assegno”, ha dichiarato Rampell in un post su Bluesky.
Trump ha inoltre ripetuto la proposta durante uno scambio con la conduttrice di Fox News Laura Ingraham. Quando Ingraham gli ha chiesto perché non avrebbe semplicemente dato subito il denaro agli americani, Trump ha risposto: “Perché i democratici non possono farlo”. Lo scambio è stato pubblicato da Acyn su X: https://x.com/Acyn/status/2098097499437482445?ref_src=twsrc%5Etfw
La mattina seguente Trump ha avanzato un’altra proposta di pagamento, dichiarando che avrebbe dato 500 dollari a 1 milione di americani in 30 Stati che avevano acquistato un’assicurazione sanitaria attraverso i marketplace di Obamacare. Ha affermato che l’amministrazione Biden li aveva “fatti pagare troppo”, ma non ha spiegato come fosse accaduto. Trump ha detto che la sua amministrazione stava “restituendo il denaro alle persone che erano state ingiustamente derubate”.
Il 9 settembre, mentre i prezzi del diesel si avvicinavano ai 6 dollari per gallone, il livello più alto dal 2022, Trump ha detto al pubblico di non preoccuparsi. “Subito dopo le elezioni, i prezzi del petrolio crolleranno”, ha dichiarato. “Penso che ci vorrà un po’ più di tempo rispetto alle elezioni di metà mandato.”
Il dividendo proposto ha inoltre suscitato critiche secondo cui rappresenterebbe un tentativo di influenzare gli elettori attraverso pagamenti diretti in contanti. Presidenti e candidati alla presidenza precedenti hanno fatto promesse volte a incoraggiare gli elettori a sostenere loro o i loro partiti, ma i critici sostengono che la proposta di Trump sia insolitamente esplicita perché offre un pagamento specifico subordinato al mantenimento del Congresso da parte dei repubblicani.
La proposta di finanziamento basata sui dazi ha attirato un’ulteriore linea di critiche. I dazi sono imposte sui beni importati applicate dal governo federale. Gli importatori generalmente trasferiscono questi costi aggiuntivi sui consumatori. Secondo questa interpretazione, un dividendo finanziato con le entrate dei dazi equivarrebbe in parte a un rimborso del denaro raccolto dai consumatori attraverso prezzi più elevati.
L’articolo afferma inoltre che i dazi di Trump sono illegali e che la Corte Suprema lo ha stabilito. Secondo l’articolo, l’imposizione di una nuova serie di dazi da parte dell’amministrazione non li renderebbe più legali delle misure precedenti. Su questa base, i critici descrivono un pagamento da 5.000 dollari finanziato con le entrate dei dazi come una distribuzione di denaro raccolto attraverso mezzi presumibilmente illegali.
L’ultima proposta di Trump arriva in un contesto di critiche per diverse promesse non mantenute. Aveva detto che avrebbe pubblicato i documenti Epstein, tenuto gli Stati Uniti lontani dalle guerre e ridotto il costo della vita. L’articolo cita sondaggi che mostrano indici di approvazione storicamente bassi e afferma che la maggioranza considera l’economia, l’inflazione e l’“accessibilità economica” questioni che Trump non è riuscito ad affrontare.
Trump ha comunque dichiarato: “I prezzi dei generi alimentari e di quasi tutti gli altri prodotti stanno scendendo rapidamente”, difendendo il proprio operato. Alla domanda, ripetuta, sul motivo per cui non avrebbe dato subito 5.000 dollari a ogni americano, ha risposto: “Perché i democratici non possono farlo”.
L’articolo si conclude chiedendosi se gli elettori respingeranno l’offerta o sosterranno Trump nonostante le sue precedenti promesse non mantenute. Cita l’osservazione di Jesse Ventura secondo cui gli americani avevano scelto Trump invece della Costituzione e sostiene che il pagamento proposto potrebbe mettere alla prova la priorità attribuita dagli elettori allo stato di diritto rispetto al guadagno finanziario personale.