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Trump discute le norme etiche sulle criptovalute prima del voto del Senato sul CLARITY Act

Autore: Coindoo·

Punti chiave

  • •Il voto del Senato sulla cloture del 15 settembre stabilirà se potrà iniziare il dibattito formale sul CLARITY Act, non se il disegno di legge diventerà legge.
  • •Per raggiungere i 60 voti necessari alla cloture è richiesto il sostegno dei Democratici, rendendo il testo sulle norme etiche centrale per le prospettive immediate del provvedimento.
  • •Le restrizioni proposte potrebbero riguardare attività legate alla famiglia Trump, tra cui World Liberty Financial e il memecoin TRUMP.
  • •I legislatori non hanno ancora stabilito se la disposizione coprirà i profitti e gli interessi esistenti, quali funzionari ed entità saranno coinvolti o chi la applicherà.
Trump discute le norme etiche sulle criptovalute prima del voto del Senato sul CLARITY Act

Il presidente Donald Trump ha discusso con i suoi consiglieri le norme etiche proposte per il CLARITY Act prima dell’imminente voto procedurale del Senato, secondo Politico, che ha citato due persone a conoscenza delle discussioni a porte chiuse. L’esito dell’incontro non è stato reso noto e non è chiaro se i negoziatori abbiano raggiunto un accordo su una formulazione rivista.

Il CLARITY Act stabilirebbe norme federali per i mercati degli asset digitali, compresa la suddivisione delle competenze di vigilanza tra i regolatori dei titoli e delle materie prime. La sfida legislativa immediata, tuttavia, riguarda la possibilità che i senatori raggiungano un accordo sulle restrizioni per i funzionari pubblici i cui interessi finanziari si sovrappongono al settore regolamentato.

La famiglia Trump ha legami con iniziative crypto, tra cui World Liberty Financial e il memecoin TRUMP. Eventuali restrizioni etiche potrebbero quindi riguardare attività collegate alla famiglia del presidente, mentre la sua amministrazione sostiene il provvedimento. La questione ha ricevuto ulteriore attenzione dopo che i proventi del memecoin di Trump hanno riacceso le richieste di un divieto etico nel settore crypto, come riportato in precedenza da Coindoo.

Politico non ha riferito se Trump abbia accettato una formulazione rivista o se i negoziatori abbiano raggiunto un compromesso. La discussione riguardava la stessa disposizione sul conflitto di interessi che i senatori Democratici hanno definito necessaria per sostenere il disegno di legge. Reuters ha riferito che tra le obiezioni dei Democratici figuravano anche le garanzie contro il riciclaggio di denaro.

Il voto del 15 settembre riguarda il dibattito, non l’approvazione definitiva

Il Senato dovrebbe votare alle 2:15 p.m. del 15 settembre sulla cloture della mozione per procedere all’esame del CLARITY Act, secondo il calendario legislativo del Senato. Il voto stabilirebbe se l’aula può avviare l’esame formale del disegno di legge. Non stabilirebbe se il CLARITY Act diventerà legge.

Se almeno 60 senatori sosterranno la cloture, il Senato potrà avviare il dibattito e valutare emendamenti. La disposizione etica proposta potrebbe ancora essere modificata durante il processo. Se la mozione fallirà, il Senato non potrà avviare il dibattito formale secondo la procedura attuale, ritardando il provvedimento e riducendo il tempo restante per intervenire.

Poiché la cloture richiede 60 voti, il sostegno dei Democratici è necessario. La questione pratica è se una formulazione etica rivista possa convincere i senatori Democratici a passare dall’opposizione al dibattito al consenso sull’approdo del disegno di legge nell’aula del Senato.

L’accordo riferito in precedenza lasciava irrisolti dettagli fondamentali

In precedenza era stato riferito che Trump aveva accettato un quadro etico, ma all’accordo sul CLARITY Act riportato dai media non era stato allegato alcun testo ufficiale, lasciando i legislatori senza una versione definitiva da esaminare. Le notizie precedenti descrivevano una proposta che avrebbe impedito ad alcuni funzionari federali di emettere o sponsorizzare asset digitali.

I Democratici hanno sollevato dubbi sul fatto che una simile restrizione comprendesse anche i profitti e gli interessi continuativi legati a iniziative crypto esistenti. Hanno inoltre messo in discussione l’effettiva indipendenza dell’applicazione della norma. L’incontro del 12 settembre si è concentrato su queste questioni irrisolte.

Concordare sull’inserimento di una sezione etica nel disegno di legge non stabilisce l’ambito della restrizione né il modo in cui essa opererebbe. Qualsiasi bozza rivista dovrebbe affrontare tre questioni centrali.

Primo, chi sarebbe soggetto alla norma? Il testo dovrebbe specificare quali funzionari, familiari o entità controllate rientrerebbero nella restrizione. Secondo, quali attività sarebbero vietate? La disposizione dovrebbe chiarire se si applicherebbe solo all’emissione o alla sponsorizzazione di nuovi token, oppure anche ai profitti e agli interessi continuativi in attività crypto esistenti.

Terzo, chi applicherebbe la norma? Il processo di applicazione determinerebbe se la restrizione potrebbe essere applicata in modo indipendente quando un funzionario soggetto alla norma è collegato al ramo esecutivo.

Queste questioni vanno oltre i dettagli redazionali. Determinerebbero se la norma proposta affronta le preoccupazioni sollevate dai Democratici o si limita ad affermare un principio etico senza limitare la condotta in questione.

La controversia etica resta legata all’avanzamento del disegno di legge

La questione immediata è se il Senato possa iniziare a discutere il CLARITY Act mentre la disposizione sul conflitto di interessi resta collegata ad attività associate alla famiglia Trump. Un voto favorevole sulla cloture aprirebbe il disegno di legge alla presentazione di emendamenti, durante la quale la restrizione potrebbe ancora cambiare. Un voto contrario lascerebbe il Senato senza un percorso per avviare il dibattito formale secondo la mozione attuale.

Il rapporto di Politico mostra che la controversia etica è arrivata direttamente a Trump prima del voto del Senato. Resta da capire se l’incontro produrrà una formulazione accettabile per i senatori Democratici. Finché non saranno chiariti l’ambito e l’applicazione della disposizione, le norme di mercato proposte dal CLARITY Act resteranno secondarie rispetto alla disputa su chi possa trarre profitto dal settore interessato dal provvedimento.

Fonte: Coindoo