NotizieMacroL'amministrazione Trump valuta nuove tariffe sui semiconduttori per laptop, server e console da gioco

L'amministrazione Trump valuta nuove tariffe sui semiconduttori per laptop, server e console da gioco

Autore: Coincentral·

Punti chiave

  • •Le tariffe proposte riguarderebbero non solo i semiconduttori, ma anche i prodotti che contengono chip, come laptop, console da gioco e server per data center.
  • •Il segretario al Commercio Howard Lutnick favorisce una struttura che colleghi i volumi di importazione esenti da dazi agli impegni delle aziende a produrre chip negli Stati Uniti.
  • •I funzionari dell'amministrazione hanno indicato che potrebbero non sostenere più a lungo le esenzioni concesse a gennaio per data center, ricerca e sviluppo, startup, applicazioni consumer e usi del settore pubblico.
  • •I lobbisti del settore sostengono che le tariffe potrebbero rallentare l'espansione dei data center per l'AI mentre gli Stati Uniti restano dipendenti dai chip importati, dato che Taiwan produce oltre il 90% dei semiconduttori più avanzati al mondo.
  • •I funzionari non hanno ancora definito le aliquote tariffarie né i dettagli chiave, e un'idea in discussione prevedrebbe aliquote e contingenti separati per i singoli paesi.
L'amministrazione Trump valuta nuove tariffe sui semiconduttori per laptop, server e console da gioco

L'amministrazione Trump sta valutando un nuovo giro di tariffe sui semiconduttori, secondo un rapporto di Politico che ha citato otto persone informate sulle discussioni. La proposta potrebbe andare oltre i precedenti dazi sui chip, coprendo una gamma di prodotti tecnologici significativamente più ampia.

A differenza dei precedenti piani tariffari incentrati principalmente sui microchip stessi, il nuovo quadro in esame prenderebbe di mira anche i prodotti che utilizzano chip — tra cui laptop, console da gioco e i server che alimentano i data center. Questa portata più ampia è rilevante perché potrebbe estendersi ben oltre la catena di fornitura dei semiconduttori, fino all'elettronica di consumo e alle infrastrutture che stanno alla base dei servizi di AI.

WHITE HOUSE WEIGHS NEW ROUND OF CHIP TARIFFS

The Trump administration is considering broader semiconductor tariffs that could extend beyond chips to products such as servers, laptops and gaming consoles, per Politico.

One proposal would tie tariff-free import allowances to how… pic.twitter.com/42sgNDIubx

— Wall St Engine (@wallstengine) August 27, 2026

Secondo quanto riportato, il segretario al Commercio Howard Lutnick favorirebbe una struttura che leghi le agevolazioni tariffarie per le società straniere agli impegni di investimento nella produzione di chip negli Stati Uniti. L'obiettivo è incoraggiare una maggiore produzione nazionale di semiconduttori.

I funzionari stanno inoltre discutendo un periodo di introduzione graduale per le nuove tariffe. Ciononostante, persone informate sui colloqui affermano che il quadro potrebbe ancora essere rivisto in modo sostanziale nelle prossime settimane o mesi, lasciando tempi e portata di eventuali modifiche ancora non definiti.

La Casa Bianca ha difeso l'approccio in una dichiarazione. Il portavoce Kush Desai ha affermato che il reshoring della produzione di semiconduttori è una priorità assoluta per il presidente Trump e che le politiche dell'amministrazione hanno già garantito centinaia di miliardi di dollari di investimenti.

Le resistenze dell'industria tecnologica

Le potenziali tariffe stanno suscitando preoccupazione nelle società tecnologiche statunitensi che stanno già affrontando una carenza di chip di fascia alta, mentre la domanda è aumentata rapidamente con la veloca costruzione di data center per l'AI. Se la politica si estendesse ai server e alle apparecchiature correlate, potrebbe incidere sul ritmo con cui le aziende ampliano queste strutture, che dipendono da un flusso costante di componenti importati.

I sostenitori del settore affermano di condividere l'obiettivo di Trump di produrre più chip sul suolo statunitense. Ma sottolineano che le fabbriche di chip avanzati costano miliardi di dollari e richiedono anni — a volte decenni — per essere costruite. Finché tale capacità produttiva interna non esisterà, le società statunitensi rimarranno fortemente dipendenti dai chip importati. La sola Taiwan produce oltre il 90% dei semiconduttori più avanzati al mondo.

I lobbisti del settore si incontrano da inizio estate più volte con alti funzionari, tra cui il sottosegretario al Commercio Jeffrey Kessler. Sostengono che le tariffe rallenterebbero l'espansione dei data center in un momento in cui i giganti tecnologici statunitensi stanno investendo importi record nelle infrastrutture di AI.

Le esenzioni potrebbero essere rimosse

Secondo il rapporto, le discussioni recenti sono andate in una direzione negativa per il settore. Funzionari dell'amministrazione Trump hanno indicato che potrebbero non sostenere più a lungo le esenzioni incluse nelle tariffe di gennaio. Quelle esenzioni precedenti riguardavano data center, ricerca e sviluppo, startup, applicazioni consumer e usi del settore pubblico. La loro rimozione amplierebbe l'impatto delle tariffe.

Secondo il sistema preferito da Lutnick, un volume prestabilito di chip potrebbe entrare nel paese esente da dazi. Tale contingente sarebbe legato all'entità degli impegni delle aziende a produrre sul suolo statunitense. I critici affermano che questa struttura rischia di allargare il divario tra l'offerta di chip esenti da tariffe e il volume di cui le società statunitensi hanno effettivamente bisogno.

I funzionari non hanno ancora definito l'aliquota tariffaria esatta né altri dettagli chiave del piano. Un'idea in discussione prevedrebbe aliquote e contingenti separati per i singoli paesi, con linee guida relative ai loro principali produttori di chip.

La Casa Bianca e il Dipartimento del Commercio non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.