L'amministrazione Trump prepara dazi del 50% sulle importazioni canadesi di auto e acciaio a partire dal 1° gennaio 2027
Punti chiave
- •L'amministrazione Trump prevede di aumentare al 50% i dazi sulle importazioni canadesi di automobili e acciaio, con le nuove aliquote previste per entrare in vigore il 1° gennaio 2027.
- •Nell'agosto 2026, l'amministrazione ha minacciato dazi del 50% su diversi beni canadesi ai sensi della Sezione 338 del Tariff Act del 1930, una norma mai invocata in precedenza, sulla base di accuse di trattamento ingiusto delle esportazioni statunitensi che Ottawa contesta.
- •Le negoziazioni dell'agosto 2026 hanno esplorato la riduzione al 15% dei dazi sulle automobili canadesi e al 25% di quelli su acciaio e alluminio, con esenzioni per prodotti energetici, potassio e minerali critici come principali leve negoziali.
- •Il Canada ha imposto sovrimposizioni e contingenti ritorsivi sui prodotti statunitensi, creando una dinamica di ritorsioni reciproche nelle relazioni commerciali nordamericane.
- •Se l'aliquota piena del 50% entrasse in vigore come previsto, le interruzioni delle catene di approvvigionamento e l'inflazione dei costi potrebbero manifestarsi rapidamente, mentre un esito negoziato alle aliquote inferiori discusse potrebbe portare sollievo ai mercati.

L'amministrazione Trump si sta preparando ad aumentare al 50% i dazi sulle importazioni canadesi di automobili e acciaio, con le nuove aliquote previste per entrare in vigore il 1° gennaio 2027.
L'entità della posta in gioco è amplificata dal grado di interconnessione delle due economie: il Canada figura tra le principali fonti di importazioni statunitensi di veicoli, componenti e acciaio, e i settori automobilistici dei due Paesi sono integrati dal Patto dell'Auto del 1965, con componenti che attraversano regolarmente il confine più volte prima che un veicolo finito esca dalla linea di produzione.
Il calendario dei dazi finora
La Sezione 232, la norma commerciale che consente al presidente di modificare le importazioni per motivi di sicurezza nazionale, impone già aliquote fino al 50% sulle importazioni di acciaio, alluminio e derivati del rame, sebbene alcune esenzioni abbiano attenuato l'impatto per specifiche materie prime. Questa autorità risale al Trade Expansion Act del 1962, e il Canada è da tempo uno dei principali fornitori esteri di acciaio per il mercato statunitense.
Nell'agosto 2026, l'amministrazione ha minacciato di imporre dazi del 50% su diversi beni canadesi ai sensi della Sezione 338 del Tariff Act del 1930 — una norma mai invocata nei nove decenni successivi alla sua entrata in vigore — con data di efficacia fissata al 19 agosto 2026. La giustificazione legale si basa sulle accuse che il Canada abbia trattato ingiustamente le esportazioni statunitensi, una caratterizzazione che Ottawa ha energicamente contestato.
Le negoziazioni in bilico
Sempre nell'agosto 2026, le negoziazioni hanno esplorato la possibilità di ridurre al 15% i dazi sulle automobili canadesi e al 25% quelli su acciaio e alluminio. Le esenzioni sono emerse come una fondamentale leva negoziale, con i prodotti energetici, il potassio — il Canada è il maggiore produttore mondiale di questo input per i fertilizzanti — e i minerali critici esclusi da alcune misure tariffarie.
Le trattative si svolgono sullo sfondo dell'Accordo Stati Uniti-Messico-Canada, che ha sostituito il NAFTA nel 2020 ed è a sua volta destinato a una revisione congiunta nel 2026. Gli stabilimenti di assemblaggio dell'Ontario producono veicoli per General Motors, Ford, Stellantis, Toyota e Honda, quindi il livello al quale si assesterà l'aliquota daziaria sulle automobili diventerà un costo di input per alcuni dei produttori a maggiore volume dell'industria.
Il Canada ha reagito con proprie sovrimposizioni e contingenti sui prodotti statunitensi, creando una dinamica di ritorsioni reciproche che è diventata il tratto distintivo delle relazioni commerciali nordamericane.
Cosa osservare in vista del 2027
Se le negoziazioni acquisiranno slancio e le aliquote del 15% per le automobili e del 25% per acciaio e alluminio discusse ad agosto diventeranno il punto d'arrivo, i mercati potrebbero trovare sollievo. Se l'aliquota piena del 50% entrerà in vigore come previsto, le interruzioni delle catene di approvvigionamento e l'inflazione dei costi potrebbero manifestarsi rapidamente.