Il Tesoro amplia il programma di riacquisto di obbligazioni mentre Bessent interviene per contenere i rendimenti a lunga scadenza
Punti chiave
- •Il Tesoro raddoppierà la dimensione massima dei riacquisti per i titoli a 10-30 anni ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione a partire dal 9 settembre.
- •Il rendimento del Treasury a 30 anni ha superato questa settimana il 5,3%, il livello più alto in quasi due decenni, prima di scendere dopo l’annuncio.
- •L’S&P 500, il Dow Jones Industrial Average e il Nasdaq Composite hanno chiuso tutti circa lo 0,2% in rialzo dopo la notizia.
- •Gli operatori di mercato hanno interpretato la mossa come un segnale forte che i funzionari sono pronti a intervenire ulteriormente se i rendimenti a lungo termine continuano a salire.
- •I riacquisti restano piccoli rispetto al debito complessivo in circolazione, lasciando incerta l’entità del loro effetto di lungo periodo.

La copertura del Wall Street Journal, soggetta a paywall, aggiunge un contesto importante al modo in cui i mercati stanno interpretando la mossa del Tesoro sui riacquisti, presentandola non come una normale operazione di gestione della liquidità, ma come un segnale deliberato del segretario al Tesoro Scott Bessent, che sembra disposto ad agire in modo non convenzionale quando i rendimenti si muovono contro di lui. Questa interpretazione conta per il posizionamento, perché suggerisce che l’amministrazione potrebbe ricorrere di nuovo a strumenti simili se la pressione sul tratto lungo della curva dovesse riprendere, invece di considerare l’annuncio di mercoledì come un intervento una tantum.
Anche la portata dell’azione è notevole. Con un ritmo sostenuto di 4 miliardi di dollari, il Tesoro riacquisterebbe quasi il 30% dell’emissione annua attesa nella fascia dei 10-30 anni, pur rappresentando solo una piccola parte del debito totale in circolazione in quella fascia di scadenze. Ciò significa che l’effetto pratico sul mercato obbligazionario potrebbe alla fine essere più contenuto di quanto suggerito dalla reazione iniziale dei prezzi. Con la mossa programmata in vista delle elezioni di medio termine e con i tassi ipotecari ancora in avvicinamento al 7%, la motivazione politica probabilmente resterà parte della narrativa di mercato su questa politica, indipendentemente dalla sua efficacia tecnica.
Come è successo:
Il Tesoro USA sta aumentando la dimensione delle operazioni di riacquisto a sostegno della liquidità per i titoli a più lunga scadenza
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Il Wall Street Journal descrive l’espansione dei riacquisti di Bessent come il suo intervento più radicale finora, uno che ha finalmente spinto i mercati obbligazionari a smettere di andare nel panico, anche se gli scettici mettono in dubbio quanto impatto duraturo possa davvero avere.
Secondo il Journal, il Tesoro raddoppierà l’importo massimo di acquisto dei Treasury a 10-30 anni per operazione ad almeno 4 miliardi di dollari, a partire dal 9 settembre e fino al 4 novembre. La mossa è arrivata dopo un forte aumento dei rendimenti a lungo termine, con il titolo a 30 anni che questa settimana ha superato il 5,3%, il livello più alto in quasi due decenni, prima di scendere di quasi un decimo di punto percentuale nelle ore successive all’annuncio.
Anche le azioni sono salite sulla notizia, con S&P 500, Dow Jones Industrial Average e Nasdaq Composite che hanno chiuso tutti in rialzo di circa lo 0,2%.
I commenti di mercato riportati nell’articolo suggerivano che gli investitori considerassero la mossa qualcosa di più di una semplice correzione tecnica. Jim Bianco di Bianco Research ha commentato che i trader obbligazionari possono smettere di andare nel panico quando Scott Bessent inizia ad andare nel panico, un’osservazione che rifletteva quanto direttamente il mercato avesse collegato l’annuncio al disagio di Bessent per i recenti movimenti dei rendimenti. John Briggs, strategist sui tassi di Natixis, ha detto al Journal che la tempistica rendeva chiaro che i funzionari non erano soddisfatti delle condizioni prevalenti di mercato e che l’annuncio mostrava che il governo ha ancora spazio per intervenire ulteriormente se necessario.
Il Journal osserva inoltre che Bessent, che in precedenza è intervenuto direttamente sui mercati valutari e ha lavorato per allentare le regole bancarie relative alle posizioni in Treasury, ha parlato apertamente del desiderio di ridurre i rendimenti per abbassare i costi di indebitamento, inclusi i tassi ipotecari, che stanno risalendo verso il 7%. Questo obiettivo è diventato più urgente con il deficit di bilancio vicino al 6% del PIL, ben al di sopra del target di lungo periodo dichiarato da Bessent del 3%, e con le elezioni di medio termine in avvicinamento.
Non tutti i soggetti citati nel rapporto erano convinti della durabilità della misura. Un trader obbligazionario di Badgley Phelps l’ha liquidata come un altro elemento di rumore, date le dimensioni delle altre forze che guidano i rendimenti, mentre il chief investment officer di Credent Wealth Management ha suggerito che la tempistica sembrasse politica e potesse alla fine spingere alcuni investitori verso attività alternative come i titoli a dividendo, mettendo in dubbio quella che ha definito la validità del mercato dei Treasury stesso.
Guardando avanti, la scala dell’intervento resta modesta rispetto al mercato più ampio: anche a un ritmo sostenuto, i riacquisti ampliati rappresenterebbero solo una piccola quota del debito totale in circolazione nelle scadenze interessate, lasciando aperta la domanda su quanta influenza duratura la misura possa esercitare su una curva dei rendimenti ancora modellata da inflazione, dati sulla crescita e aspettative sulle prossime mosse della Federal Reserve.