NotizieCryptoLa democratizzazione dei derivati meteorologici tramite tokenizzazione potrebbe essere il caso d’uso reale più importante delle crypto

La democratizzazione dei derivati meteorologici tramite tokenizzazione potrebbe essere il caso d’uso reale più importante delle crypto

Autore: Coindesk·

Punti chiave

  • Il mercato tradizionale dei derivati meteorologici ha un valore nozionale di circa $25 billion, trascurabile rispetto agli oltre $2 trillion di perdite economiche legate al meteo registrate nell’ultimo decennio.
  • Le utility energetiche rappresentano circa il 40% di tutti i contratti su derivati meteorologici, mentre piccoli agricoltori e piccole imprese più esposti al rischio climatico non hanno praticamente accesso a questi strumenti di copertura.
  • Gli smart contract su blockchain pubbliche possono attivare automaticamente i pagamenti quando dati meteorologici verificati superano soglie predeterminate, eliminando elaborazioni manuali, controversie e rischio di controparte.
  • Negli Stati Uniti, i derivati meteorologici ricadono sotto la supervisione regolamentare della CFTC, il che significa che qualsiasi equivalente tokenizzato sarebbe soggetto allo stesso quadro normativo.
  • Kweather e Flare hanno recentemente firmato una lettera d’intenti per portare dataset meteorologici onchain, anche se l’iniziativa resta in una fase pilota iniziale e non è ancora un prodotto funzionante.
La democratizzazione dei derivati meteorologici tramite tokenizzazione potrebbe essere il caso d’uso reale più importante delle crypto

Main Street, che affronta il rischio finanziario legato al clima più significativo, attualmente non dispone di un canale per coprirsi dai rischi meteorologici, sostiene Omkar Godbole di CoinDesk.

I disastri legati al meteo e i rischi della transizione climatica stanno crescendo rapidamente, eppure il mercato tradizionale dei derivati meteorologici resta minuscolo, opaco e in gran parte inaccessibile a chi è più esposto. Tokenizzare i derivati meteorologici su blockchain pubbliche potrebbe automatizzare i pagamenti tramite smart contract, ridurre il rischio di controparte e aprire la copertura del rischio climatico ad agricoltori, piccole imprese e altri utenti non istituzionali.

I primi tentativi di portare onchain dati meteorologici affidabili — come le partnership tra fornitori di dati meteo e reti blockchain — mirano a risolvere il problema degli oracle e a rendere possibili prodotti di finanza meteorologica scalabili e trasparenti.

Una minaccia crescente incontra un mercato disfunzionale

"Since the 1980s the number of registered weather-related loss events tripled, and the inflation-adjusted losses have increased fivefold. These trends are set to continue and could threaten assets worth 20 per cent of global GDP."

Queste parole sono del primo ministro canadese Mark Carney, che parla dei rischi climatici nel suo libro del 2021 Value(s): Building a Better World for All. Il volume di 600 pagine è un’analisi illuminante della finanza climatica su più livelli, in particolare per quanto riguarda i derivati meteorologici — un ambito che l’autore aveva seguito l’ultima volta lavorando in un desk di ricerca su valute e materie prime a Mumbai dal 2012 al 2014. Una parte di quel ruolo consisteva nel seguire i prezzi del gas naturale, che risentono delle previsioni meteo e talvolta dei derivati meteorologici, più precisamente delle opzioni sui heating degree days (HDD) e sui cooling degree days (CDD).

Già allora colpiva quanto queste opzioni meteorologiche fossero disfunzionali, frammentate e poco conosciute, lasciando gran parte della popolazione mondiale esposta alla devastazione finanziaria dei rischi meteorologici e climatici — per non parlare dei rischi fisici.

Ora, dopo un decennio trascorso nelle crypto, l’autore ritiene che il caso d’uso reale più importante di tokenizzazione, blockchain e smart contract potrebbe essere la tokenizzazione dei derivati meteorologici, anziché la semplice creazione di un magazzino digitale di asset tradizionali generatori di rendimento, come le obbligazioni. Questa tesi va contro l’attuale narrativa sulla tokenizzazione degli asset del mondo reale (RWA), che si è concentrata soprattutto sul portare onchain credito privato, Treasury statunitensi e altri strumenti convenzionali — estensioni preziose ma incrementali del sistema finanziario esistente, anziché nuovi mercati al servizio di popolazioni non adeguatamente servite.

Che cosa sono i derivati meteorologici — e perché contano

I derivati meteorologici sono strumenti finanziari che pagano quando specifiche condizioni climatiche superano soglie predeterminate. Una utility, per esempio, potrebbe acquistare un contratto che paga se le temperature invernali restano insolitamente miti, riducendo la domanda di riscaldamento e i ricavi. Una compagnia aerea potrebbe coprirsi contro il costo delle cancellazioni dei voli causate dalle tempeste. Un agricoltore in India potrebbe proteggersi da un monsone mancato.

Questi strumenti esistono proprio perché il meteo rappresenta uno dei maggiori rischi finanziari non coperti nell’economia globale. Secondo le stime della World Meteorological Organization, i disastri legati al meteo hanno causato perdite economiche globali superiori a $2 trillion solo nell’ultimo decennio.

Il problema è che il mercato costruito per gestire questo rischio è esso stesso disfunzionale. I derivati meteorologici sono contratti altamente specifici, per lo più su misura, basati su rischi localizzati e spesso di breve termine, il che limita fortemente l’attività di negoziazione secondaria. L’intero mercato ha un valore nozionale di circa $25 billion — un errore di arrotondamento rispetto ai mercati dei derivati su tassi d’interesse o credito, e un divario altrettanto evidente rispetto ai $2 trillion di perdite legate al meteo registrate nell’ultimo decennio, senza contare la portata dei potenziali disastri futuri.

Rischi fisici e rischi di transizione

Il rischio finanziario legato al meteo va oltre la distruzione causata dagli eventi estremi, che Carney definisce "rischi fisici." Esistono rischi di transizione altrettanto significativi. Mentre l’economia globale si muove verso un futuro a minori emissioni di carbonio, sostiene Carney, cambiamenti nelle politiche e nelle tecnologie potrebbero innescare miliardi di perdite da asset incagliati — beni che non rispettano più i nuovi quadri normativi o le tecnologie emergenti e che quindi non conservano più il valore che avevano in passato.

L’attuale mercato dei derivati meteorologici non è attrezzato per gestire adeguatamente nessuno dei due tipi di rischio. Il mercato oggi esistente è un ambiente frammentato e su misura, afflitto da limitata standardizzazione dei contratti, scarsa trasparenza dei prezzi e significativo rischio di controparte. È dominato da grandi istituzioni: le utility energetiche rappresentano circa il 40% di tutti i contratti, seguite dall’agricoltura al 25%. Le persone più esposte al rischio meteorologico — piccoli agricoltori, piccoli operatori logistici, microimprese nei mercati emergenti vulnerabili al clima — non hanno accesso a questi strumenti. Il mercato è troppo piccolo, troppo illiquido e troppo opaco perché chiunque non disponga di un terminale Bloomberg e di un bilancio istituzionale possa seguirlo e orientarsi.

Negli Stati Uniti, i derivati meteorologici rientrano nell’ambito regolamentare della Commodity Futures Trading Commission, e qualsiasi equivalente tokenizzato sarebbe soggetto alla stessa vigilanza — un aspetto che incide sulla rapidità con cui tali prodotti possono scalare nelle giurisdizioni regolamentate.

In altre parole, Main Street, che affronta il rischio finanziario legato al clima più significativo, resta di fatto senza un canale di copertura. Il mercato stesso progettato per aiutare il mondo a gestire il rischio climatico non sta svolgendo il proprio compito, e il fallimento è strutturale più che tecnico.

Come la tokenizzazione cambia l’equazione

È qui che entra in gioco la tokenizzazione — e dove l’industria crypto ha un ruolo realmente importante da svolgere nella democratizzazione della copertura del rischio meteorologico. Secondo l’autore, si tratta di un’iniziativa significativamente più importante del semplice offrire onchain asset tradizionali generatori di rendimento come le obbligazioni.

I vantaggi fondamentali del portare i derivati meteorologici su una blockchain non sono teorici. Gli smart contract possono attivare automaticamente i pagamenti quando dati meteorologici verificati superano una soglia predeterminata, evitando elaborazioni manuali, controversie, ritardi e rischio di controparte. Con derivati meteorologici tokenizzati, un agricoltore in un’economia dipendente dalle piogge non ha più bisogno di un rapporto con Goldman Sachs per coprirsi contro un monsone mancato. Un prodotto assicurativo parametrico costruito su uno smart contract che legge dati pluviometrici verificati e paga automaticamente è, in linea di principio, esattamente il tipo di mercato che valuta e distribuisce correttamente il rischio climatico. L’assicurazione parametrica — che paga sulla base di trigger predefiniti anziché di perdite accertate — è già un segmento in crescita nei mercati tradizionali del rischio climatico, e le versioni basate su blockchain ne estenderebbero la portata riducendo al tempo stesso i costi amministrativi.

In Value(s), Carney lo esprime bene: "We need financial markets to work alongside climate policies in order to maximize their impact. With the right foundations, the financial system can build a virtuous circle of better understanding of tomorrow's risks, better pricing for investors, better decisions by policymakers and a smoother transition to a lower-carbon economy."

La tokenizzazione affronta anche i problemi di liquidità e accessibilità che hanno frenato il mercato tradizionale. La proprietà frazionata consente di suddividere il rischio meteorologico in unità più piccole, e la componibilità che ne deriva facilita l’integrazione dei derivati meteorologici con protocolli di prestito, prodotti assicurativi e strumenti generatori di rendimento. La trasparenza su ogni operazione, ogni posizione e ogni regolamento registrati su una blockchain pubblica affronta l’opacità che storicamente ha reso debole la scoperta dei prezzi e limitata la partecipazione.

Il problema degli oracle e le prime soluzioni

I derivati meteorologici tokenizzati funzioneranno solo se i dati che li alimentano saranno affidabili. Questo porta al problema degli oracle — portare dati meteorologici in tempo reale e resistenti alla manomissione su una blockchain, in una forma di cui gli smart contract possano fidarsi. L’ecosistema DeFi più ampio ha già costruito una notevole infrastruttura di oracle — in particolare le reti di oracle decentralizzate di Chainlink, che proteggono decine di miliardi di dollari di valore tra protocolli di lending, derivati e stablecoin. Estendere questa infrastruttura ai feed meteorologici è il passo successivo logico per la finanza meteorologica.

Alcune società stanno già affrontando il tema. Kweather, una delle principali piattaforme sudcoreane di big data meteorologici, e Flare, una rete blockchain incentrata sui dati, hanno recentemente firmato una lettera d’intenti per portare onchain dataset meteorologici — inclusi temperatura, precipitazioni e altre variabili climatiche. Il loro obiettivo è abilitare prodotti di finanza meteorologica per DeFi, assicurazione parametrica e mercati del rischio climatico. L’iniziativa è ancora in una fase molto iniziale; è un progetto pilota, e una lettera d’intenti non è un prodotto funzionante.

La tokenizzazione non risolverà il cambiamento climatico. Ma potrebbe correggere il mercato che avrebbe dovuto aiutarci a gestirlo. In un mondo in cui il rischio meteorologico è destinato solo a crescere, non è cosa da poco.

Nota: Le opinioni espresse in questa rubrica sono quelle dell’autore, Omkar Godbole, co-managing editor del team Markets di CoinDesk, e non riflettono necessariamente quelle di CoinDesk, Inc. o dei suoi proprietari e affiliati.