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Il fondatore di Uniswap vede nella tokenizzazione la prossima prova per gli AMM

Autore: Cryptopolitan·

Punti chiave

  • Secondo la BIS, gli exchange decentralizzati basati su AMM elaborano oltre $10 billion in asset digitali ogni giorno.
  • Coinbase Research ha stimato che entro gennaio 2026 circa $18 billion di real-world assets distribuiti fossero presenti su blockchain pubbliche, perlopiù Treasury statunitensi tokenizzati.
  • Il fondo BUIDL di BlackRock detiene oltre $2 billion in Treasury tokenizzati, pari a quasi il 25% di quel mercato.
  • Uno studio della BIS ha rilevato che un piccolo gruppo di partecipanti esperti ha fornito tra il 65% e l’85% della liquidità di Uniswap V3.
  • SIFMA ha detto alla SEC che funzioni del protocollo come order routing, execution, price discovery e settlement potrebbero rientrare nelle leggi sui titoli, evidenziando un’incertezza regolamentare ancora aperta.
Il fondatore di Uniswap vede nella tokenizzazione la prossima prova per gli AMM

Il fondatore di Uniswap Hayden Adams ha affermato che la tokenizzazione probabilmente ridisegnerà la liquidità sia nei mercati crypto sia in quelli tradizionali, mentre gli automated market maker, o AMM, sono ancora in una fase iniziale, secondo un post su X pubblicato il 25 agosto.

Il commento è rilevante perché gli AMM già gestiscono ogni giorno transazioni per miliardi di dollari e potrebbero diventare un’infrastruttura importante per gli asset reali tokenizzati che si stanno spostando su blockchain pubbliche, dove i sistemi di trading dovranno supportare asset trasferibili ma non automaticamente liquidi.

Gli AMM consentono agli exchange decentralizzati di utilizzare depositi aggregati degli utenti e determinare i prezzi senza fare affidamento su un order book per abbinare acquirenti e venditori. In un working paper pubblicato dalla Bank for International Settlements (BIS) nel novembre 2024, si stimava che gli exchange decentralizzati basati su AMM elaborassero ogni giorno oltre $10 billion in asset digitali.

Se gli real-world assets (RWA) migrano on-chain, anche quei mercati avranno bisogno di liquidità affidabile. Gli AMM sono tra i pochi meccanismi in grado di fornire liquidità su scala ampia, ma l’equilibrio tra accesso, profondità ed efficienza nella formazione dei prezzi è ancora in fase di verifica.

Gli asset tokenizzati stanno già entrando nei mercati globali

Coinbase Research ha stimato che circa $18 billion di RWA “distributed”, escluse le stablecoin, fossero stati collocati su blockchain pubbliche entro gennaio 2026, un valore 18 volte superiore rispetto al 2022. La maggior parte di tale importo è costituita da Treasury statunitensi tokenizzati. I dati di Coinbase mostrano che il fondo BUIDL di BlackRock ne detiene oltre $2 billion, pari a quasi il 25% del mercato totale dei Treasury tokenizzati.

Anche la regolamentazione sta diventando più definita. Coinbase afferma che l’avvio del GENIUS Act del 2025 e le riforme della Securities and Exchange Commission (SEC) sotto Paul Atkins stanno rendendo più favorevole il contesto statunitense per gli asset digitali e gli asset finanziari tokenizzati. In Europa, MiCA e il regime pilota DLT stanno facendo avanzare il quadro normativo, mentre Project Guardian di Singapore e il framework VARA degli Emirati Arabi Uniti stanno contribuendo a creare hub di tokenizzazione in Asia.

Anche l’infrastruttura di mercato sta migliorando. La Depository Trust & Clearing Corporation (DTCC) ha annunciato il 15 luglio di aver convertito in token gli asset detenuti nel proprio deposito, destinati a operazioni di produzione reali che coinvolgono più di 30 società dei mercati tradizionali e digitali. DTCC ha dichiarato di prevedere il lancio del proprio servizio di tokenizzazione nell’ottobre 2026.

Perché gli AMM appaiono ancora in una fase iniziale

L’idea di Adams secondo cui gli AMM sono ancora nelle fasi iniziali è riflessa nel modo in cui questi sistemi operano oggi.

Secondo lo studio della BIS, un piccolo gruppo di partecipanti esperti ha fornito tra il 65% e l’85% della liquidità su Uniswap V3. I loro ordini si comportavano più come quelli di normali acquirenti o venditori e generavano rendimenti migliori rispetto ai fornitori retail di liquidità.

Sebbene gli AMM abbiano ampliato l’accesso al market making, la liquidità è comunque diventata concentrata tra gli specialisti, in modo simile a quanto accade nei mercati finanziari tradizionali.

La tokenizzazione, inoltre, non crea liquidità di per sé. Come osservato da Cryptopolitan in Why Tokenized Assets Are Not Liquid (Yet), tokenizzare un asset significa renderlo trasferibile, ma non necessariamente facile da negoziare.

I mercati on-chain hanno ancora bisogno di market maker disposti a fornire quotazioni su entrambi i lati e a detenere inventario. Molti fondi e bond tokenizzati restano disponibili solo per investitori accreditati ed emittenti singoli, e il trading secondario è ancora limitato, il che aiuta a spiegare perché i mercati tokenizzati possano crescere nelle emissioni prima di maturare nell’attività di trading quotidiana.

L’incertezza regolamentare sul trading on-chain resta aperta

Resta tutt’altro che chiaro se gli AMM possano legalmente ospitare titoli tokenizzati.

In una lettera del 30 marzo 2026 alla Crypto Task Force della SEC, la Securities Industry and Financial Markets Association (SIFMA) ha sostenuto che i regolatori dovrebbero concentrarsi sulle funzioni di un protocollo, piuttosto che sul fatto che sia decentralizzato. SIFMA ha affermato che le funzioni di order routing, execution, price discovery e settlement potrebbero tutte rientrare nelle leggi sui titoli.

Il gruppo ha inoltre espresso preoccupazioni riguardo allo slippage, agli incentivi per i fornitori di liquidità, al trading pseudonimo e alla limitata sorveglianza delle opportunità di market manipulation.

La questione è importante perché la sua risoluzione contribuirà a determinare dove si svilupperanno i mercati degli asset tokenizzati. Il lancio pianificato da DTCC del proprio servizio di spot trading nell’ottobre 2026 suggerisce che l’approccio della SEC agli AMM potrebbe decidere se il modello di market making immaginato da Adams si svilupperà su una blockchain pubblica o all’interno di un exchange regolamentato.