HSC Conference Ho Chi Minh: Dai binari alla realtà nell’“era della tokenizzazione”
Punti chiave
- •I relatori hanno sostenuto che, con i binari della tokenizzazione ormai in gran parte pronti, la prossima sfida del settore è dimostrare un valore concreto attraverso adozione, distribuzione e utilità reale, non costruire ulteriore infrastruttura.
- •Prodotti tokenizzati di livello istituzionale operano già su blockchain pubbliche: Franklin Templeton gestisce un fondo monetario on-chain dal 2021, BlackRock ha lanciato BUIDL nel marzo 2024 e i prodotti del Tesoro USA tokenizzati valgono complessivamente miliardi di dollari.
- •Il Vietnam combina un’adozione crypto dal basso ai vertici e un ampio bacino di ingegneri blockchain, ma l’assenza di regole dettagliate per i titoli tokenizzati ha bloccato i progetti legati ai valori mobiliari.
- •L’Assemblea Nazionale del Vietnam ha approvato nel giugno 2025 la sua prima legge sulla tecnologia digitale, che entrerà in vigore nel gennaio 2026 e introduce definizioni giuridiche iniziali per digital assets e crypto assets.
- •Le autorità vietnamite stanno dando priorità, nelle fasi iniziali, ad asset fisici come commodities e infrastrutture invece di autorizzare subito titoli tokenizzati, segnalando un approccio regolamentare improntato alla prudenza.

All’HSC Conference di Ho Chi Minh City, dirigenti senior di piattaforme di tokenizzazione, fornitori di dati crypto e società di consulenza si sono riuniti per esaminare come la tokenizzazione di asset del mondo reale stia passando dalla teoria a un’infrastruttura finanziaria pratica.
La sessione principale, “Tokenization Era: The Infrastructure Is Here – Now What?”, è stata moderata da Daniel Lee, CEO di Cactus Custody, e ha visto la partecipazione di Rania Rahardja, APAC Director di Ondo Finance; Kha Nguyen, Co-founder e CEO di Birdeye; Catarina Quynh, Vietnam Lead di Republic Advisory; e Stephanie Chew, Chief Strategy Officer di OpenEden.
Più che considerare conclusa la base tecnica della tokenizzazione, il panel si è concentrato su adozione, distribuzione e utilità nel mondo reale. I relatori hanno discusso dove gli asset tokenizzati stiano guadagnando trazione, perché mercati come il Vietnam stiano adottando un approccio prudente alla regolamentazione e che cosa servirà perché il settore si sviluppi oltre l’infrastruttura.
Dai binari alla logica
La discussione è passata rapidamente dalla capacità tecnica allo scopo pratico. Con i binari della tokenizzazione ormai in gran parte realizzati, i partecipanti hanno affermato che la prossima sfida del settore è dimostrare un valore chiaro. Hanno quindi analizzato i problemi che la tokenizzazione è destinata a risolvere e le condizioni necessarie per un’adozione più ampia.
Quel punto di partenza riflette quanto il settore sia già avanzato. Franklin Templeton gestisce dal 2021 un fondo monetario on-chain, BlackRock ha lanciato il suo fondo monetario tokenizzato BUIDL nel marzo 2024 e gli osservatori del settore stimano che il valore complessivo dei prodotti del Tesoro USA tokenizzati sia nell’ordine di miliardi di dollari — prodotti di livello istituzionale sono già operativi su blockchain pubbliche.
Il caso della tokenizzazione
La conversazione è iniziata con una domanda fondamentale: quale problema risolve davvero la tokenizzazione?
Rania Rahardja di Ondo Finance ha individuato tre benefici principali. Il primo è l’accessibilità. La blockchain consente agli investitori globali di accedere ad asset che un tempo erano riservati a persone fisiche ad alto patrimonio netto negli Stati Uniti o a investitori istituzionali. Il secondo è l’efficienza operativa e di capitale. Così come le stablecoin hanno modificato i flussi di pagamento, gli asset tokenizzati possono consentire il regolamento istantaneo 24/7. Il terzo è la componibilità. Rahardja ha affermato che gli asset tokenizzati possono essere usati come collaterale in diversi protocolli di finanza decentralizzata e piattaforme di perpetual trading, consentendo al capitale di essere impiegato in modo più efficiente rispetto ai conti di intermediazione tradizionali.
Il percorso cauto ma promettente del Vietnam
La discussione si è poi spostata sul Vietnam. Kha Nguyen di Birdeye ha affermato che il Paese possiede la capacità tecnica per la tokenizzazione, ma l’assenza di un quadro normativo completo ha tenuto fermi i progetti legati ai titoli.
Il divario appare evidente rispetto all’adozione dal basso del Vietnam: negli ultimi anni il Paese si è collocato più volte ai vertici, o quasi, del Global Crypto Adoption Index di Chainalysis, anche se un quadro legale completo deve ancora entrare pienamente in vigore. L’Assemblea Nazionale del Vietnam ha approvato nel giugno 2025 la sua prima legge sulla tecnologia digitale, che entrerà in vigore nel gennaio 2026 e introduce definizioni giuridiche iniziali per digital assets e crypto assets, ma le norme dettagliate sui titoli tokenizzati non sono ancora state definite.
Catarina Quynh di Republic Advisory, che è anche membro del consiglio di Global Onchain Economy in Vietnam, ha offerto una prospettiva incentrata sul governo. Ha spiegato che le autorità vietnamite stanno adottando un approccio prudente e stanno dando priorità ad asset fisici come commodities e infrastrutture, invece di autorizzare subito titoli tokenizzati.
“Try to allow for the Vietnam enterprise to do the RWA”, ha osservato, “but at the first phase is more safety for them.”
Quynh ha affermato che questo approccio riflette il riconoscimento, da parte dei regolatori, sia delle opportunità sia dei rischi associati agli asset digitali.
La sequenza differisce anche rispetto ai principali hub finanziari della regione. La banca centrale di Singapore ha condotto i pilot di tokenizzazione Project Guardian con grandi banche dal 2022, e l’autorità di vigilanza sui mercati di Hong Kong ha definito nel 2023 regole che consentono la distribuzione di fondi tokenizzati agli investitori retail a determinate condizioni.
Talento e infrastruttura
Il panel ha poi discusso il bacino di talenti del Vietnam. Nguyen ha affermato che la solida formazione matematica del Paese e la lunga esperienza nell’outsourcing IT hanno creato un ampio serbatoio di ingegneri blockchain qualificati. Stephanie Chew ha confermato che l’intero team di sviluppo di OpenEden ha sede in Vietnam.
Allo stesso tempo, i relatori hanno detto che il mercato manca di professionisti con competenze finanziarie avanzate. Quynh ha spiegato che molte aziende vietnamite interessate alla tokenizzazione faticano a trovare leader aziendali che comprendano strutture di custodia, modelli di emissione e framework di ricavi.
“Abbiamo molti talenti sul lato dello sviluppo tecnologico”, ha riassunto, “ma pochi sul lato business”.
Colmare la distanza tra finanza tradizionale e decentralizzata
Il panel ha anche analizzato come la tokenizzazione stia portando la finanza tradizionale nell’ecosistema crypto. Chew, attingendo al suo background nel private banking, ha spiegato che i fondi monetari tokenizzati soddisfano esigenze istituzionali che le intermediazioni tradizionali non riescono a coprire.
Per esempio, un investitore tradizionale può detenere direttamente Treasury bills, mentre le versioni tokenizzate possono essere utilizzate come collaterale per trading di opzioni, contratti perpetual e margin off-exchange. Questa componibilità, ha sostenuto, è ciò che rende la tokenizzazione davvero trasformativa. Rahardja ha aggiunto che i grandi asset manager stanno esplorando sempre più partnership di distribuzione, spinti da sviluppi regolamentari come il GENIUS Act negli Stati Uniti.
Guardando avanti
Al termine della sessione, ciascun relatore ha offerto una visione orientata al futuro. Rahardja ha sintetizzato l’ambizione di Ondo Finance con queste parole: “What stablecoins did for the US dollar, Ondo will do for public equities.” Chew ha ribadito l’impegno della sua società nel costruire infrastrutture per mercati dei capitali più efficienti, mentre Quynh ha esortato le imprese vietnamite a individuare acquirenti globali prima di progettare i token. Insieme, le loro osservazioni hanno delineato un settore sul punto di un’adozione mainstream, in cui innovazione tecnica, prudenza regolamentare e domanda di mercato stanno gradualmente convergendo.
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