NotizieCryptoIl divieto crypto dei talebani continua a bloccare il trading di Bitcoin in Afghanistan

Il divieto crypto dei talebani continua a bloccare il trading di Bitcoin in Afghanistan

Autore: Crypto Adventure·

Punti chiave

  • Il divieto afghano sul trading di criptovalute è iniziato nell'agosto 2022 e rimane applicato da Da Afghanistan Bank, che nell'aprile 2024 ha ribadito che l'attività di cambio online senza licenza è illegale.
  • La repressione iniziale a Herat, principale hub crypto dell'Afghanistan, ha portato all'arresto di 13 persone e alla chiusura di oltre 20 attività legate alle criptovalute.
  • Il Ministero afghano per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione del Vizio ha dichiarato haram il trading di criptovalute, equiparandolo al gioco d'azzardo.
  • Chainalysis ha misurato un'attività onchain media mensile in Afghanistan in calo da circa 68 milioni di dollari prima della presa del potere dei talebani a meno di 80.000 dollari da novembre 2021 in poi, un calo superiore al 99 percento.
  • I trasferimenti di Bitcoin restano tecnicamente possibili per gli utenti in possesso di chiavi private, ma effettuarli all'interno dell'Afghanistan comporta rischi legali e di repressione.
Il divieto crypto dei talebani continua a bloccare il trading di Bitcoin in Afghanistan

Il divieto sulle criptovalute introdotto in epoca talebana rimane in vigore in Afghanistan, con la banca centrale del paese che continua a classificare l'attività di cambio online non autorizzata come illegale e soggetta a misure di contrasto. Il caso si distingue a livello globale come uno dei pochi divieti totali sul trading di criptovalute accompagnati da un'effettiva azione penale, ed è persistito anche mentre molte altre giurisdizioni si sono orientate verso la regolamentazione anziché la messa al bando degli asset digitali.

La repressione su scala nazionale è iniziata nell'agosto 2022, quando le autorità hanno ordinato a cambiatori di valuta, privati cittadini e imprese di smettere di negoziare criptovalute, incluso Bitcoin. La polizia ha successivamente arrestato i trader che avevano sfidato l'ordine e chiuso le attività crypto fisiche, smantellando un mercato che si era ampliato dopo che la presa del potere dei talebani aveva compromesso l'accesso dell'Afghanistan al sistema bancario internazionale.

La repressione di Herat ha chiuso oltre 20 attività crypto

Le autorità hanno arrestato 13 persone a Herat durante la prima campagna di applicazione della norma, la maggior parte delle quali poi rilasciata su cauzione, mentre oltre 20 attività legate alle criptovalute sono state chiuse. La città occidentale era diventata il principale hub di trading di criptovalute dell'Afghanistan, ospitando all'epoca quattro dei sei broker crypto noti del paese. La sua posizione vicino al confine iraniano l'aveva resa un centro naturale per i movimenti di denaro transfrontalieri.

Il divieto è arrivato dopo mesi di dibattito sulla possibilità che gli asset digitali potessero operare nell'ambito della finanza islamica. Il Ministero afghano per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione del Vizio ha infine equiparato il trading di criptovalute al gioco d'azzardo, dichiarandolo haram. La decisione contrasta con il disaccordo dottrinale presente in altre parti del mondo musulmano, dove autorità di paesi come gli Emirati Arabi Uniti si sono mosse per regolamentare le criptovalute nell'ambito di strutture conformi alla Sharia. Chainalysis ha in seguito registrato decine di arresti di dealer via via che le operazioni di contrasto si intensificavano.

Da Afghanistan Bank ha rafforzato il divieto con un comunicato dell'aprile 2024, dichiarando di non aver rilasciato alcuna licenza per l'attività di cambio online e che tali operazioni sono illegali. La banca centrale ha avvertito che individui e aziende sorpresi a effettuare tali transazioni potrebbero affrontare azioni legali. Quella riaffermazione, pubblicata circa due anni dopo la repressione iniziale, ha segnalato che la politica rimaneva deliberata e non una misura di emergenza transitoria.

L'attività crypto è crollata dopo la presa del potere dei talebani

L'Afghanistan si era classificato al 20º posto nel Global Crypto Adoption Index 2021 di Chainalysis, poiché i residenti si rivolgevano sempre più agli asset digitali durante un periodo di gravi difficoltà bancarie.

Le criptovalute offrivano una via alternativa per i risparmi e i trasferimenti internazionali dopo che la presa del potere dei talebani aveva limitato l'accesso ai canali finanziari tradizionali. L'adozione crypto precedente in Afghanistan includeva l'uso di Bitcoin e altri asset digitali da parte dei residenti, mentre i prelievi in contanti e i trasferimenti transfrontalieri diventavano sempre più difficili. Il crollo di questo canale ha rilevanza oltre il trading: l'Afghanistan è da tempo fortemente dipendente dalle rimesse dall'estero, e la perdita dei canali crypto legali ha ridotto le già limitate opzioni per ricevere denaro dall'estero.

Il valore onchain ricevuto dagli utenti con base in Afghanistan ammontava in media a circa 68 milioni di dollari al mese prima della presa del potere, con un breve picco sopra i livelli precedenti nell'agosto e settembre 2021. Da novembre 2021 in poi, Chainalysis ha misurato un'attività media mensile inferiore a 80.000 dollari, mentre la repressione spingeva il mercato visibile verso un punto morto: un calo di oltre il 99 percento rispetto ai livelli precedenti.

I trasferimenti di Bitcoin restano tecnicamente possibili

Il divieto taglia principalmente gli utenti fuori dalle imprese di trading nazionali legali e dai punti di accesso al denaro fiat, anziché disabilitare la rete Bitcoin stessa. Un utente in possesso di chiavi private può tecnicamente inviare una transazione Bitcoin ovunque vi sia accesso a internet e connettività di rete, ma farlo all'interno dell'Afghanistan può esporlo a rischi legali e di repressione a livello locale. Per i residenti, la questione pratica riguarda meno la tecnologia e più un'eventuale svolta della politica ufficiale: un elemento da osservare nei futuri comunicati di Da Afghanistan Bank e in qualsiasi cambiamento della decisione religiosa che sostiene il divieto.

Le criptovalute erano state precedentemente utilizzate per inviare fondi agli afghani colpiti dall'interruzione dell'accesso bancario, comprese iniziative che hanno fornito stablecoin alle donne afghane dopo che i trasferimenti tradizionali erano diventati difficili.

La ricerca sull'adozione del 2025 di Chainalysis ha continuato a descrivere l'Afghanistan come un mercato che aveva temporaneamente perso praticamente tutta l'attività crypto misurabile dopo il ritiro statunitense e le successive restrizioni politiche. Il divieto pubblicato dalla banca centrale rimane consultabile sul suo sito ufficiale, con le operazioni di cambio online non autorizzate classificate come illegali.

Fonte: Crypto Adventure