NotizieCryptoI Taliban vietano di fatto il trading di criptovalute in tutto l'Afghanistan e arrestano i trader

I Taliban vietano di fatto il trading di criptovalute in tutto l'Afghanistan e arrestano i trader

Autore: CryptoNewsNet·

Punti chiave

  • Le autorità afghane hanno chiuso oltre 20 exchange di criptovalute a Herat e arrestato almeno 13 trader nell'ambito di un divieto nazionale sulle attività crittografiche.
  • Il Ministero delle Finanze dei Taliban e la banca centrale hanno classificato le attività digitali come fraudolente, paragonando la speculazione crittografica al gioco d'azzardo vietato dalla legge islamica.
  • Gli afflussi mensili di criptovalute in Afghanistan sono scesi da un picco di oltre 150 milioni di dollari a meno di 80.000 dollari dopo la repressione.
  • Il divieto interrompe un canale chiave usato dagli afghani per proteggere i risparmi e ricevere rimesse, dopo il congelamento di circa 9 miliardi di dollari di riserve della banca centrale all'estero a seguito della presa del potere dei Taliban nel 2021.
  • Le organizzazioni di aiuto avvertono che il divieto potrebbe spingere l'uso delle criptovalute sottoterra verso reti hawala più rischiose e aggravare una situazione umanitaria già grave.
I Taliban vietano di fatto il trading di criptovalute in tutto l'Afghanistan e arrestano i trader

I Taliban hanno di fatto messo al bando il trading di criptovalute in tutto l'Afghanistan, chiudendo gli exchange e minacciando l'azione penale contro i trader e le aziende legate al settore. La repressione rappresenta una svolta brusca per un Paese in cui le attività digitali erano diventate una rete di sostegno finanziario in seguito al collasso del governo sostenuto dall'Occidente e al conseguente congelamento delle riserve internazionali. L'Afghanistan era apparso brevemente nel Global Crypto Adoption Index di Chainalysis prima di uscirne completamente dopo il ritorno dei Taliban al potere, a riflettere la rapidità con cui l'ecosistema di trading è stato smantellato.

Portata del divieto e applicazione

Secondo quanto riportato, le autorità hanno chiuso oltre 20 exchange di criptovalute a Herat, un importante snodo commerciale vicino al confine iraniano, e arrestato almeno 13 trader. Il Ministero delle Finanze dei Taliban e la banca centrale hanno classificato le attività digitali come fraudolente, con funzionari che sostengono che la speculazione sulle criptovalute è paragonabile al gioco d'azzardo secondo la legge islamica. Questa interpretazione giuridica di fatto criminalizza ogni attività legata alle criptovalute, inclusi trading, detenzione e trasferimento di valute digitali.

L'applicazione del divieto sembra essere a livello nazionale, con rapporti locali che indicano azioni simili in corso in altre province. La mossa si inserisce nello sforzo più ampio dei Taliban di reimporre interpretazioni rigorose della Sharia, che includono anche divieti sul sistema bancario basato sugli interessi e su alcuni strumenti finanziari. La posizione anti-crypto è in linea anche con l'ostilità del regime verso l'influenza finanziaria straniera in generale, incluso il rifiuto di accettare spedizioni di contanti stranieri considerate legittimanti le sanzioni occidentali.

Impatto sulle rimesse e sui risparmi

Prima del divieto, le criptovalute — in particolare Bitcoin e stablecoin come USDT — svolgevano un ruolo cruciale nel panorama finanziario afghano. Dopo la presa del potere dei Taliban nell'agosto 2021, il Paese era in gran parte tagliato fuori dal sistema finanziario internazionale, con circa 9 miliardi di dollari di riserve della banca centrale congelate all'estero — circa 7 miliardi dei quali detenuti negli Stati Uniti. Gli afghani usavano le criptovalute per proteggere i risparmi dall'iperinflazione, muovere denaro oltre confine e ricevere rimesse da parenti all'estero.

Gli afflussi mensili di criptovalute avrebbero raggiunto un picco di oltre 150 milioni di dollari, per poi crollare sotto gli 80.000 dollari a seguito della repressione. Il declino drammatico evidenzia quanto la sopravvivenza finanziaria quotidiana fosse diventata dipendente dalle attività digitali. Molti afghani, in particolare quelli senza accesso al sistema bancario formale, si affidavano alle criptovalute come copertura contro l'instabilità economica e come mezzo per aggirare le sanzioni occidentali che avevano congelato le attività della banca centrale del Paese.

Conseguenze umanitarie ed economiche

Si prevede che il divieto peggiori una situazione umanitaria già drammatica in Afghanistan, dove oltre metà della popolazione affronta insicurezza alimentare acuta e il sistema bancario opera sotto gravi vincoli di liquidità dalla presa del potere. Le rimesse delle comunità della diaspora afghana sono una fonte di reddito fondamentale per milioni di famiglie. Con i canali crittografici chiusi, molti potrebbero essere costretti a rivolgersi a reti informali di hawala, più rischiose e costose.

Le organizzazioni di aiuto internazionali e gli esperti finanziari hanno avvertito che il divieto potrebbe spingere l'attività crittografica sottoterra, rendendola più difficile da monitorare e regolamentare. Sul piano economico, la mossa rischia di isolare ulteriormente l'Afghanistan dai mercati finanziari globali e di ostacolare ogni potenziale ripresa.

La posizione dei Taliban contrasta con quella di altri Paesi islamici, come gli Emirati Arabi Uniti, che hanno abbracciato le attività digitali sotto quadri normativi pensati per allinearsi ai principi della Sharia. Studiosi e regolatori del mondo islamico restano divisi sulla liceità delle criptovalute: alcune giurisdizioni le consentono in framework conformi, mentre altre le trattano come gioco d'azzardo speculativo.

Prospettive

Il divieto di fatto sul trading di criptovalute segna un grave contrattempo per l'accesso finanziario in Afghanistan. Sebbene il regime giustifichi la misura con motivazioni religiose e antifrode, il suo impatto pratico è severo, recidendo una rete di sostegno vitale per gli afghani comuni. Con il proseguire dell'applicazione, il futuro della finanza digitale nel Paese rimane incerto, e la comunità internazionale osserva attentamente come la decisione influenzerà gli sforzi umanitari e la stabilità economica.

Domande frequenti

Perché i Taliban hanno vietato il trading di criptovalute? I Taliban hanno classificato le attività digitali come fraudolente e hanno dichiarato che la speculazione sulle criptovalute è paragonabile al gioco d'azzardo, vietato dalla legge islamica. Questa interpretazione ha portato a un divieto nazionale su tutte le attività legate alle criptovalute.

Come inciderà il divieto sui cittadini afghani? Molti afghani usavano le criptovalute per risparmi e rimesse a causa dell'isolamento del Paese dal sistema finanziario internazionale. Il divieto interrompe questo accesso, rendendo più difficile per le famiglie ricevere denaro dall'estero e proteggere i risparmi dall'inflazione.

Cosa è successo agli exchange di criptovalute e ai trader in Afghanistan? Le autorità hanno chiuso oltre 20 exchange a Herat e arrestato almeno 13 trader nell'ambito di uno sforzo di applicazione più ampio in tutto il Paese.