La Corte Suprema svedese approva il trasferimento della nave cargo Caffa all'Ucraina in una sentenza storica
Punti chiave
- •La Corte Suprema svedese ha respinto il ricorso del proprietario della nave e confermato le sentenze dei tribunali di grado inferiore che autorizzano il trasferimento della Caffa all'Ucraina.
- •Questa è la prima volta in cui un tribunale al di fuori dell'Ucraina ha approvato la consegna di una nave collegata all'esportazione di grano ucraino rubato.
- •I pubblici ministeri hanno sostenuto che la Caffa aveva caricato circa 3.000 tonnellate di orzo ucraino nel porto occupato dai russi di Sebastopoli prima di trasportare il carico in Siria.
- •L'equipaggio della nave, composto da 11 persone, prevalentemente di cittadinanza russa, ha ricevuto il permesso di tornare a casa mentre la nave rimane ormeggiata a Trelleborg.
- •La sentenza potrebbe incoraggiare l'Ucraina a richiedere ulteriori trasferimenti di navi attraverso paesi disposti a far rispettare le ordinanze dei tribunali ucraini.

La Corte Suprema svedese ha approvato il trasferimento della nave cargo Caffa all'Ucraina, stabilendo un potenziale e significativo precedente legale per le navi accusate di trasportare merci rubate da territori occupati dalla Russia.
La corte ha respinto la richiesta di appello del proprietario della nave, confermando le precedenti sentenze del tribunale distrettuale di Ystad e della Corte d'Appello. Secondo quanto riportato dai media svedesi, questa è la prima volta in cui un tribunale al di fuori dell'Ucraina ha autorizzato la consegna di una nave collegata all'esportazione di grano ucraino rubato.
Le autorità svedesi hanno intercettato la Caffa, da 4.337 dwt, al largo della costa di Trelleborg il 6 marzo mentre la nave era in rotta da Casablanca a San Pietroburgo. Sebbene la nave dichiarasse una registrazione in Guinea, i funzionari svedesi sospettavano che operasse sotto una falsa bandiera con documentazione fraudolenta. Il Registro Marittimo Russo aveva ritirato la classificazione della nave nel giugno 2025.
Gli investigatori ucraini hanno successivamente richiesto alla Svezia di sequestrare la nave in virtù della legislazione sull'assistenza legale internazionale. I pubblici ministeri hanno sostenuto che la Caffa aveva fatto scalo nel porto occupato dai russi di Sebastopoli, aveva caricato circa 3.000 tonnellate di orzo ucraino e aveva trasportato il carico in Siria. La sistematica estrazione di prodotti agricoli dai territori ucraini occupati è stata documentata fin dai primi mesi dell'invasione russa del 2022, con il grano che rappresentava uno dei settori di esportazione più significativi dell'Ucraina prima della guerra.
I tribunali svedesi hanno stabilito che la nave, insieme ai documenti associati, a un disco rigido e a un dispositivo USB, poteva essere rilevante per le indagini ucraine in corso o essere soggetta a confisca. I giudici hanno stabilito che il sequestro era proporzionato data la gravità dei presunti reati e le numerose carenze di sicurezza della nave.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha descritto la sentenza come un importante precedente internazionale negli sforzi per contrastare l'evasione delle sanzioni e le operazioni di trasporto clandestino della Russia. Gli analisti marittimi hanno ampiamente documentato una crescente flotta di navi obsolete che operano con proprietà oscure, registrazioni falsificate e sistemi di localizzazione disattivati per trasportare merci sanzionate o saccheggiate, e il caso della Caffa illustra come i quadri di assistenza legale possano essere applicati a quel commercio.
La Caffa è rimasta ormeggiata a Trelleborg. Il suo equipaggio di 11 persone, la maggior parte delle quali risultava essere di cittadinanza russa, ha ricevuto il permesso di tornare a casa.
L'Ucraina ha in precedenza confiscato e venduto navi sequestrate all'interno della propria giurisdizione. La sentenza svedese potrebbe incoraggiare Kiev a perseguire ulteriori navi quando entrano in paesi disposti a far rispettare le ordinanze dei tribunali ucraini. La decisione aumenta inoltre il rischio legale per proprietari, gestori e operatori coinvolti in viaggi verso i porti occupati della Crimea, anche quando quelle navi successivamente operano ben lontano dalle acque ucraine.
Fonte: Splash247