Subsense sviluppa un'interfaccia cervello-computer a base di nanoparticelle con 27 milioni di dollari in seed funding
Punti chiave
- •Il sistema NanoBCI di Subsense somministra nanoparticelle plasmotoniche e magnetoelettriche per via intranasale, in combinazione con una cuffia indossabile in grado sia di registrare sia di stimolare l'attività neurale.
- •I target clinici iniziali dell'azienda sono la malattia di Parkinson e l'epilessia, con l'obiettivo di dimostrare la lettura neurale tramite nanoparticelle e l'alleviamento dei sintomi entro la fine del 2026.
- •A dicembre 2025 Subsense aveva raccolto 27 milioni di dollari in seed funding, destinati a un laboratorio a Palo Alto e a studi di proof-of-concept su topo iniziati alla fine del 2025 e attesi conclusi entro la fine del 2026.
- •L'affermazione secondo cui il ricercatore AI di Google Ray Kurzweil sarebbe entrato in Subsense non è supportata da alcun rapporto credibile o comunicato stampa.
- •I finanziamenti di Subsense sono modesti rispetto a rivali come Neuralink e Synchron, quindi i risultati degli studi su topo attesi per la fine del 2026 saranno un traguardo chiave per attrarre ulteriori investimenti.

Subsense, una startup della Silicon Valley, sta sviluppando un'interfaccia cervello-computer non chirurgica che utilizza nanoparticelle somministrate per via intranasale — un concetto tanto fantascientifico quanto qualsiasi altra proposta nell'ambito delle neurotecnologie odierne.
L'affermazione secondo cui Ray Kurzweil, il noto ricercatore AI di Google, sarebbe entrato in Subsense non è supportata dalle ricerche disponibili. Nessun rapporto credibile o comunicato stampa indica un coinvolgimento di Kurzweil con Subsense.
Fondata intorno al 2021-2022 da Tetiana Aleksandrova e Artem Sokolov, Subsense sta costruendo quello che chiama NanoBCI: un'interfaccia cervello-computer non chirurgica che evita di forare il cranio somministrando minuscole particelle attraverso il naso, dove possono poi interfacciarsi con i neuroni. Se l'approccio funzionasse, potrebbe abbassare la barriera all'adozione delle interfacce cervello-computer, dato che i dispositivi impiantati esistenti comportano i rischi e i costi associati alla chirurgia e restano limitati a piccole popolazioni in sperimentazione.
La tecnologia si basa su due tipi di nanoparticelle: plasmotoniche e magnetoelettriche. Una volta somministrate, queste particelle funzionano insieme a una cuffia indossabile sia per leggere i segnali neurali sia per stimolare l'attività cerebrale. Questa capacità bidirezionale — registrazione e stimolazione — è la stessa doppia funzione perseguita dai produttori di dispositivi impiantati, ma realizzarla con particelle somministrate per via nasale richiederebbe di dimostrare che le particelle raggiungano in sicurezza le regioni cerebrali bersaglio e possano essere controllate con precisione: sfide che gli studi su topo dell'azienda dovrebbero iniziare ad affrontare.
I target clinici immediati di Subsense sono i disturbi neurologici, con la malattia di Parkinson e l'epilessia in cima alla lista. Entrambe le patologie colpiscono milioni di persone nel mondo e sono in genere gestite con farmaci o, in alcuni casi, con dispositivi di stimolazione impiantati: questo è lo standard esistente rispetto al quale qualsiasi terapia a base di nanoparticelle dovrebbe essere misurata. L'azienda mira a dimostrare la lettura neurale tramite nanoparticelle e l'alleviamento dei sintomi entro la fine del 2026.
A dicembre 2025 Subsense aveva raccolto 27 milioni di dollari in seed funding. Parte di quel capitale è stata destinata all'apertura di un laboratorio a Palo Alto e all'avvio di studi di proof-of-concept su topo, iniziati alla fine del 2025 e il cui completamento è previsto entro la fine del 2026. Prima di qualsiasi uso clinico rimarrebbero da affrontare sperimentazioni umane, revisione normativa e dati di sicurezza a lungo termine sulle nanoparticelle nel cervello, un percorso che ha richiesto anni ai concorrenti con interfacce impiantate.
Subsense entra in un settore con diversi operatori affermati. La Neuralink di Elon Musk resta l'azienda più visibile nelle interfacce cervello-computer, avendo impiantato il proprio dispositivo in più pazienti umani. L'approccio di Neuralink è chirurgico: un robot fora il cranio e posiziona fili ultrasottili nel tessuto cerebrale.
Synchron fa passare un dispositivo attraverso i vasi sanguigni per raggiungere il cervello, evitando la chirurgia cerebrale aperta ma richiedendo comunque una procedura medica. Kernel ha lavorato su caschi di neuroimmagine non invasivi, mentre Precision Neuroscience utilizza una pellicola sottile posizionata sulla superficie del cervello. Il settore ha suscitato interesse anche al di fuori della medicina, con aziende che esplorano applicazioni consumer come aiutare i pazienti paralizzati a controllare i computer — anche se il focus dichiarato a breve termine di Subsense è clinico.
In termini di finanziamenti, Neuralink ha raccolto centinaia di milioni di dollari e Synchron oltre 100 milioni. I 27 milioni di dollari in seed funding di Subsense sono modesti al confronto, il che significa che l'azienda dovrà probabilmente mostrare risultati di proof-of-concept convincenti per attrarre i round più grandi necessari allo sviluppo clinico. I risultati degli studi su topo attesi per la fine del 2026 sono il prossimo traguardo concreto da osservare.