Storj Labs presenta istanza di fallimento Chapter 11 dopo aver raccolto circa 35 milioni di dollari
Punti chiave
- •Storj Labs ha presentato un’istanza volontaria ai sensi del Chapter 11 il 26 luglio 2026, con numero di caso 5:26-bk-00512 presso il tribunale fallimentare del West Virginia.
- •La società ha attribuito le proprie difficoltà finanziarie a passività pregresse, affermando al contempo che l’attività attuale resta operativamente solida.
- •Storj Labs ha dichiarato che i clienti non dovrebbero aspettarsi interruzioni del servizio e che il token STORJ manterrà il suo ruolo esistente nella rete.
- •La società sta valutando un quadro che potrebbe consentire ai detentori di token STORJ di ricevere equity nell’attività riorganizzata, ma non sono stati definiti termini finali.
- •I futuri documenti depositati in tribunale dovrebbero fornire maggiori dettagli sui debiti, sul trattamento dei creditori e sulla partecipazione dei detentori di token.

Storj Labs, la società dietro la rete di cloud storage decentralizzato Storj, ha presentato istanza di protezione fallimentare ai sensi del Chapter 11 il 26 luglio 2026 presso la US Bankruptcy Court for the Northern District of West Virginia. La richiesta è registrata con il numero di caso 5:26-bk-00512.
La società ha dichiarato che la presentazione volontaria dell’istanza mira ad affrontare debiti pregressi consentendo al contempo la prosecuzione delle attività correnti. Il Chapter 11 consente generalmente a un debitore di continuare a operare mentre cerca l’approvazione del tribunale per un piano di ristrutturazione, rendendo il caso rilevante per i clienti di Storj, gli operatori dei nodi di storage e i detentori di token, i cui ruoli dipendono dalla continuità della rete. Storj Labs ha affermato di voler mantenere i servizi di rete e l’assistenza clienti per tutta la durata del processo di riorganizzazione.
Storj Labs Files for Chapter 11 Bankruptcy After Raising Approximately $35 Million
Storj Labs, the company behind decentralized cloud storage network Storj, has voluntarily filed for Chapter 11 bankruptcy protection to address legacy debt while continuing operations. The… pic.twitter.com/UkF8qiMkB6
— Wu Blockchain (@WuBlockchain) July 27, 2026
Secondo le dichiarazioni della società, le difficoltà finanziarie di Storj Labs sono legate a passività pregresse derivanti da precedenti attività aziendali. Kaloyan Raev, direttore dell’ingegneria software di Storj, ha descritto l’attività attuale della società come operativamente solida e adeguatamente dimensionata, pur restando gravata da obblighi finanziari storici.
Prima della presentazione dell’istanza fallimentare, Storj Labs aveva raccolto circa 35 milioni di dollari di capitale. Il totale include un’offerta di token STORJ da 30 milioni di dollari completata a maggio 2017, un seed round da 3 milioni di dollari reso noto a febbraio 2017 e circa 5 milioni di dollari di ulteriore finanziamento azionario distribuiti su sei distinti round di raccolta.
L’istanza ai sensi del Chapter 11 è stata presentata circa nove mesi dopo che Inveniam, società di infrastrutture dati, aveva comunicato nell’ottobre 2025 l’intenzione di acquisire Storj Labs. Inveniam ha dichiarato di restare impegnata a sostenere Storj Labs durante il processo di ristrutturazione ai sensi del Chapter 11.
Storj afferma che le operazioni di rete continueranno
Storj Labs ha dichiarato che i clienti non dovrebbero aspettarsi interruzioni del servizio durante la procedura Chapter 11. La rete Storj opera tramite operatori indipendenti di nodi di storage, che vengono compensati in token STORJ per il contributo di capacità di archiviazione e larghezza di banda. Questo modello operativo differisce da quello dei fornitori tradizionali di cloud storage, che si basano su infrastrutture di data center di proprietà o in leasing, e rende lo stato dei pagamenti ai nodi e la continuità del servizio elementi centrali della ristrutturazione.
La società ha inoltre affermato che il token STORJ continuerà a svolgere la sua funzione esistente all’interno dell’ecosistema della rete. Al momento della presentazione dell’istanza fallimentare, i dati di CoinGecko mostravano STORJ scambiato vicino a $0.072, e l’annuncio ha prodotto una volatilità immediata minima del prezzo.
Nell’ambito del piano di ristrutturazione, Storj Labs sta lavorando per razionalizzare la propria attività. La società intende dismettere acquisizioni precedenti e unità aziendali non strategiche durante il percorso fallimentare.
In sviluppo un quadro di partecipazione azionaria per i detentori di token
Il management di Storj Labs ha dichiarato l’intenzione di sviluppare un quadro che consentirebbe ai detentori di token STORJ di ottenere partecipazioni azionarie nella società post-riorganizzazione. La struttura proprietaria proposta potrebbe includere il management esistente, gli attuali investitori, gli stakeholder della comunità e potenzialmente nuovi partner finanziari.
I termini specifici non sono ancora stati resi noti. Storj Labs non ha annunciato regole di idoneità, eventuali requisiti di snapshot dei token, clausole di lockup o la percentuale di equity che potrebbe essere assegnata nell’ambito della struttura proposta. Qualsiasi piano di riorganizzazione deve essere approvato dai creditori e ricevere l’autorizzazione finale del tribunale fallimentare.
L’approccio differisce da alcuni altri casi di fallimento nel settore delle criptovalute presentati a luglio 2026. Poolin, un’operazione di mining di Bitcoin che è anch’essa entrata in Chapter 11 a luglio, sta perseguendo una liquidazione supervisionata dal tribunale delle sue strutture di mining con sede in Texas. Movement Labs ha presentato istanza ai sensi del Subchapter V a luglio e ha riportato passività potenziali fino a 10 milioni di dollari.
Storj Labs non ha ancora pubblicato un piano completo di riorganizzazione, un elenco completo dei creditori o termini proprietari definitivi. Ulteriori documenti giudiziari attesi nelle prossime settimane dovrebbero fornire maggiori dettagli sull’ammontare totale dei debiti della società, sul trattamento dei creditori e sul quadro proposto per la partecipazione dei detentori di token.