STRK sale del 25% mentre Starknet vota il "divorzio" da Ethereum per la sicurezza quantistica
Punti chiave
- •Starknet ha aperto un voto su Snapshot, aperto fino al 22 ottobre, sulla separazione da Ethereum per operare come Layer 1 autonoma, con l'opzione "A favore" che ha raccolto finora il 99,88% dei voti espressi.
- •La spinta è dettata dai tempi della sicurezza quantistica: Starknet dichiara di essere tecnicamente pronto a implementare la resistenza quantistica entro il 2027, mentre Ethereum non prevede il proprio aggiornamento di sicurezza prima della fine del 2029.
- •Il token STRK è salito fino al 25% il 15 ottobre, giorno del lancio ufficiale del voto, dopo un balzo del 200% nelle prime settimane di ottobre.
- •Il volume giornaneo dei futures ha raggiunto 894,84 milioni di dollari, quasi otto volte gli 116,38 milioni del mercato spot, in coincidenza con lo sblocco programmato di 127 milioni di token per i primi investitori.
- •L'attuale referendum non è vincolante e si limita a dare il via libera alla ricerca; lasciare Ethereum richiederebbe a Starknet di costruire una propria sicurezza basata su una capitalizzazione di 580,24 milioni di dollari, contro le centinaia di miliardi di Ethereum.

Starknet, un progetto nato originariamente come componente tecnico per lo scaling di Ethereum, ha annunciato piani per diventare una blockchain completamente indipendente. Il suo sviluppatore, StarkWare, ha sottoposto al voto della comunità una domanda radicale: la rete dovrebbe liberarsi da Ethereum e rilanciarsi come Layer 1 autonoma?
La questione va contro il modello standard del Layer 2, in cui le reti di scaling regolano le transazioni su Ethereum e ne ereditano la sicurezza invece di mantenere propri set di validatori. È proprio l'abbandono volontario di quel modello a rendere insolita la proposta attuale.
La prospettiva della separazione ha agito come un potente trigger finanziario. Il token nativo STRK è salito di circa il 200% nelle prime settimane di ottobre prima di ritracciare insieme al resto del settore. Il 15 ottobre, giorno del lancio ufficiale del voto, il prezzo è risalito, guadagnando fino al 25% in alcuni momenti.
L'attività di trading si è spostata interamente sui derivati. Il volume giornaneo sul mercato dei futures ha raggiunto 894,84 milioni di dollari, quasi otto volte la cifra del settore spot (116,38 milioni di dollari) — uno squilibrio che mostra come i trader abbiano preferito strumenti a leva agli acquisti diretti. L'ondata di ordini è coincisa con lo scheduled unlock di 127 milioni di token destinati ai primi investitori, avvenuto lo stesso giorno; tali sblocchi aggiungono al circolante token precedentemente bloccati secondo un calendario prestabilito.
Una copertura contro i computer quantistici
Dietro la decisione c'è un calcolo matematico freddo: Starknet sta cercando di proteggersi dai computer quantistici del futuro. Il responsabile del progetto, Eli Ben-Sasson, è convinto che lo sviluppo dell'IA abbia avvicinato l'arrivo di macchine capaci di violare la crittografia moderna.
La crittografia quantistico-resistente sta passando dalla ricerca agli standard formali: il National Institute of Standards and Technology statunitense ha finalizzato nel 2024 i primi standard di crittografia post-quantum, offrendo ai progetti blockchain un punto di riferimento comune per la migrazione. Starknet è tecnicamente pronto a implementare la resistenza quantistica già nel 2027. Il problema, dal punto di vista del progetto, è che resta legato a Ethereum, che prevede di aggiornare la propria sicurezza solo entro la fine del 2029. Per evitare di perdere due anni, Starknet vuole assumere il pieno controllo della propria roadmap di sicurezza.
99% "a favore" — e un rischio molto grande
Il voto si tiene sulla piattaforma di governance Snapshot e resterà aperto fino al 22 ottobre. Le votazioni su Snapshot avvengono off-chain e sono in genere ponderate in base alle quantità di token detenute, quindi i risultati registrano il sentiment senza di per sé produrre modific. Il supporto finora è quasi totale: l'opzione "A favore" ha raccolto il 99,88% dei voti espressi.
La tokenomics del progetto non cambierebbe con il piano. STRK resterebbe l'unico asset di regolamento della rete, e i bridge verso Ethereum continuerebbero a funzionare.
Tuttavia, i detentori devono tenere presente che l'attuale referendum è preliminare e non vincolante. Dà solo il via libera alla ricerca. La transizione tecnica stessa richiederà mesi di preparazione e nuovi voti — quindi l'attenzione ora si sposta sulla chiusura del 22 ottobre e sul fatto che la comunità dia seguito alle decisioni vincolanti richieste dalla roadmap.
Il costo di lasciare Ethereum
Il prezzo principale dell'indipendenza è la sicurezza. Le transazioni su Starknet sono attualmente protette dall'autorità di Ethereum e dai miliardi di dollari messi in stake dai suoi validatori. Navigando da sola, il progetto dovrebbe costruire il proprio sistema di protezione, la cui affidabilità si fonderebbe esclusivamente sulla capitalizzazione di mercato di STRK.
Quella cifra si attesta a 580,24 milioni di dollari — incommensurabilmente inferiore a quella di Ethereum, la cui capitalizzazione si aggira sulle centinaia di miliardi di dollari — ma gli sviluppatori accettano deliberatamente questo compromesso in cambio di un vantaggio tecnologico. Colmare quel divario di sicurezza è una delle questioni tecniche centrali che la fase di ricerca dovrà risolvere.
Riportato originariamente da U.Today.