Le azioni Spotify (SPOT) salgono del 4,5% su acquisti istituzionali e accordo di licenza IA con Universal Music
Punti chiave
- •Martedì le azioni di Spotify hanno guadagnato il 4,5% a 514,45 dollari, portandosi al di sopra sia della media mobile a 50 giorni sia di quella a 200 giorni.
- •I volumi di scambio sono stati insolitamente bassi, con 339.595 azioni scambiate, ben al di sotto della media giornaliera di circa 2,37 milioni della società.
- •I risultati del 4 agosto hanno mancato le attese degli analisti su utili e ricavi, sebbene i ricavi siano comunque cresciuti del 13,9% su base annua.
- •Spotify ha indicato per il terzo trimestre una crescita record degli abbonati e un miglioramento dei margini, e ha annunciato un accordo di licenza incentrato sull'IA con Universal Music Group.
- •Il sentiment degli analisti rimane nel complesso positivo, con un rating di consenso Moderate Buy e un target di prezzo di 609,05 dollari.

Martedì le azioni di Spotify (SPOT) sono salite del 4,5% a 514,45 dollari, toccando brevemente un massimo intraday di 516,22 dollari. L'avanzata, il movimento in singola seduta più marcato delle ultime settimane, è avvenuta su volumi insolitamente bassi, con soli 339.595 titoli scambiati, in calo dell'86% rispetto alla media giornaliera di circa 2,37 milioni.
Il titolo aveva chiuso la seduta precedente a 492,47 dollari. Il rialzo di martedì ha portato il prezzo delle azioni al di sopra sia della media mobile a 50 giorni, pari a 483,26 dollari, sia della media mobile a 200 giorni, pari a 484,68 dollari, due dei benchmark più seguiti dagli operatori per valutare i trend di medio e lungo periodo.
Nuovi acquisti istituzionali sembrano essere stati uno dei motori principali del rally. Plato Investment Management e Commerzbank figurano tra le società che hanno aumentato le proprie posizioni, contribuendo a ristabilire la fiducia dopo un breve pullback seguito al report sugli utili di Spotify del 4 agosto.
In quel report Spotify ha registrato un utile per azione di 2,98 dollari, al di sotto del consenso degli analisti di 3,16 dollari. I ricavi si sono attestati a 5,45 miliardi di dollari, appena sotto la previsione di 5,47 miliardi, pur crescendo comunque del 13,9% su base annua.
L'accordo IA e le prospettive sugli abbonati sostengono il sentiment
Accanto al mancato rispetto delle stime sugli utili, la guidance di Spotify per il terzo trimestre prevedeva una crescita record degli abbonati e un miglioramento dei margini. La società ha inoltre annunciato un accordo di licenza incentrato sull'IA con Universal Music Group, che gli analisti hanno indicato come un segnale positivo per la monetizzazione nel lungo periodo.
L'accordo arriva mentre l'industria della musica registrata lavora per definire le regole per l'IA generativa. Universal e altre major hanno citato in giudizio nel 2024 le startup musicali basate su IA Suno e Udio per presunta violazione del copyright, e da allora gli accordi di licenza negoziati sono emersi come un percorso parallelo per definire in che modo i sistemi di IA possano utilizzare la musica registrata e la composizione musicale. Per Spotify, che versa come royalties la maggior parte dei propri ricavi a etichette ed editori, questi termini incidono direttamente sulla base dei costi del suo business principale.
Gli analisti hanno indicato la spinta di Spotify verso strumenti di IA, audiolibri e biglietteria come potenziale fonte di ricavi a margine più elevato nel tempo. Queste linee di prodotto potrebbero ridurre la dipendenza della società dai ricavi pubblicitari, che hanno mostrato uno slancio più debole. Il report del terzo trimestre sarà la prima verifica della tenuta della traiettoria di abbonati e margini indicata dalla guidance, e anche ulteriori dettagli su come sarà monetizzato l'accordo con Universal sono al centro dell'attenzione.
Valutazioni e target di prezzo degli analisti
Il sentiment degli analisti rimane nel complesso positivo. Due analisti assegnano a SPOT un rating Strong Buy, diciassette un rating Buy e sei lo mantengono su Hold, generando un consenso di “Moderate Buy”. Il target di prezzo di consenso si attesta a 609,05 dollari, ben al di sopra del prezzo corrente — circa il 18% sopra la chiusura di 514,45 dollari di martedì.
Le recenti modifiche dei target sono state contrastanti. Citizens JMP ha innalzato il proprio target da 600 a 625 dollari mantenendo un rating di “market outperform”. Benchmark ha ridotto il proprio target da 695 a 650 dollari, confermando però un rating “Buy”. Cantor Fitzgerald ha alzato il target da 510 a 530 dollari, conservando una posizione “Neutral”. Weiss Ratings e Wall Street Zen hanno entrambi declassato il titolo negli ultimi mesi a rating equivalenti a Hold.
Attività di insider e investitori istituzionali
Sul fronte insider, l'amministratore delegato Alex Norstrom ha venduto 5.436 titoli il 3 agosto a un prezzo medio di 502,10 dollari, una transazione legata a obblighi fiscali derivanti dal perfezionamento di premi in azioni; vendite di questo tipo, guidate da motivi fiscali, sono generalmente considerate meno indicative delle prospettive degli alti dirigenti rispetto alle cessioni discrezionali sul mercato. Complessivamente, gli insider hanno venduto titoli per 59,1 milioni di dollari negli ultimi 90 giorni.
Gli investitori istituzionali detengono l'84,09% della società, un livello comune tra i titoli tecnologici a grande capitalizzazione. Tra le recenti aggiunte di rilievo figurano Norges Bank, che ha aperto una nuova posizione del valore di circa 711 milioni di dollari nel quarto trimestre, e UBS Asset Management, che ha aumentato la propria posizione del 1.382%.
Spotify attualmente conta una capitalizzazione di mercato di 107,5 miliardi di dollari, un rapporto prezzo/utili di 32,47 e un beta di 1,58, il che significa che storicamente il titolo ha oscillato più marcatamente del mercato nel suo complesso.