La legge di Choi Eun-seok rinvia la tassa sui digital asset della Corea del Sud al 2029
Punti chiave
- •Una modifica alla legge sull'imposta sul reddito presentata il 27 ottobre dal parlamentare del Partito del Potere Popolare Choi Eun-seok propone di posticipare la data di avvio della tassa sui digital asset della Corea del Sud dal 1° gennaio 2027 al 1° gennaio 2029.
- •Se approvato, il rinvio sarebbe la quarta proroga di una tassa introdotta per la prima volta con la riforma fiscale del 2020, originariamente prevista con efficacia dal 1° gennaio 2022.
- •Secondo il quadro normativo approvato, le plusvalenze da asset virtuali sono classificate come reddito vario e tassate al 20% sugli utili annuali superiori a 2,5 milioni di won, valutate separatamente dal reddito da lavoro dipendente o d'impresa.
- •I ripetuti rinvii derivano dal disaccordo politico sulla correttezza della soglia fiscale rispetto alla tassazione azionaria, dato che le plusvalenze sulle principali azioni quotate domestiche restano in gran parte non tassate, oltre alle richieste di migliori tutele per gli investitori e infrastrutture di mercato.
- •La modifica deve ancora superare l'esame della commissione permanente dell'Assemblea Nazionale e una votazione in plenaria per diventare legge: il 1° gennaio 2027 resta quindi la data di avvio efficace ai sensi della normativa attuale.

Una modifica parziale alla legge coreana sull'imposta sul reddito, presentata il 27 ottobre, rinvierebbe di due anni l'inizio della tassazione dei digital asset, spostando la data di efficacia dal 1° gennaio 2027 al 1° gennaio 2029.
Il disegno di legge è stato presentato all'Assemblea Nazionale da Choi Eun-seok del Partito del Potere Popolare, principale partito di opposizione nel parlamento sudcoreano. Choi ha presentato la modifica in qualità di primo firmatario.
Se approvata, la modifica segnerebbe la quarta proroga della prevista tassa coreana sulle plusvalenze da asset virtuali. La tassa è stata introdotta per la prima volta nella legge sull'imposta sul reddito con la riforma fiscale del 2020, con una data di avvio originariamente fissata al 1° gennaio 2022. Il calendario è stato poi posticipato al 1° gennaio 2023 e successivamente al 1° gennaio 2025, prima che i parlamentari della maggioranza e dell'opposizione concordassero a dicembre 2024 di rinviare ancora una volta l'applicazione, questa volta al 1° gennaio 2027.
Secondo il quadro normativo approvato, le plusvalenze da digital asset sono classificate come reddito vario e tassate con un'aliquota del 20% sugli utili annuali superiori a 2,5 milioni di won. Poiché la categoria è esclusa dalla tassazione complessiva del reddito coreana, gli utili da asset virtuali sono valutati separatamente e non sommati al reddito da lavoro dipendente o d'impresa, e le plusvalenze annuali pari o inferiori alla soglia di 2,5 milioni di won restano escluse dalla tassa.
I rinvii successivi hanno riflesso un persistente disaccordo politico sulla soglia fiscale e sulla sua correttezza rispetto alla tassazione azionaria: secondo i critici, gli investitori in asset virtuali sopporterebbero un onere maggiore rispetto ai trader di azioni, le cui plusvalenze sulle principali azioni quotate domestiche restano in gran parte non tassate. I legislatori hanno inoltre citato la necessità di misure più efficaci di tutela degli investitori e di infrastrutture di mercato prima dell'avvio dell'applicazione.
Il rinvio biennale proposto dovrà comunque superare l'esame della commissione permanente dell'Assemblea Nazionale e una votazione in plenaria prima di diventare legge. Finché la modifica non avrà superato tali fasi, la data del 1° gennaio 2027 resta l'avvio efficace previsto dalla legge attuale.
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