NotizieCryptoLa Corea del Sud valuta un 'zar' della cybersicurezza dopo l'hack record da 6,3 miliardi di dollari a Binance

La Corea del Sud valuta un 'zar' della cybersicurezza dopo l'hack record da 6,3 miliardi di dollari a Binance

Autore: Cryptopolitan·

Punti chiave

  • •Il presidente Lee Jae Myung ha chiesto ai funzionari di valutare attivamente la creazione di un organismo centralizzato 'zar' della cybersicurezza per guidare e organizzare il lavoro di sicurezza attualmente distribuito tra più uffici governativi.
  • •L'hack di Binance del 29 ottobre ha prosciugato circa 6,3 miliardi di dollari da portafogli hot collegati a internet su dieci blockchain, diventando il più grande furto di criptovalute mai registrato, circa quattro volte l'hack da 1,5 miliardi di dollari subito da Bybit a febbraio 2025.
  • •L'FBI ha attribuito l'attacco a Binance alla Corea del Nord, e la società di analisi blockchain TRM lo ha collegato all'unità di hacking TraderTraitor, sebbene Pyongyang abbia negato ogni responsabilità.
  • •Dopo i recenti hack contro società finanziarie coreane tra cui Mirae Asset Global Investments, Bithumb e Daishin Securities, il National Intelligence Service ha avviato controlli di sicurezza d'emergenza in oltre 2.100 uffici pubblici, mentre la Financial Services Commission sta valutando cinque exchange di criptovalute nazionali.
  • •Il Digital Asset Basic Act della Corea del Sud, che regolerebbe la restituzione ai utenti dopo gli hack, non è ancora stato approvato, lasciando potenzialmente gli utenti coreani di criptovalute con meno protezioni rispetto agli utenti di Binance, le cui perdite sono state coperte da Binance finanziando circa il 95% dell'importo rubato con le proprie riserve.
La Corea del Sud valuta un 'zar' della cybersicurezza dopo l'hack record da 6,3 miliardi di dollari a Binance

Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha incaricato i funzionari di studiare la creazione di un'unica, potente agenzia per guidare gli sforzi di cybersicurezza del Paese, dopo un furto di criptovalute record ai danni di Binance e una serie di attacchi informatici rivolti a società finanziarie coreane.

La proposta di Lee per un organismo 'zar' della cybersicurezza

Parlando durante una riunione di gabinetto tenutasi alla Casa Blu, il presidente Lee ha dichiarato che l'attuale approccio — completare i controlli di sicurezza e affrontare i problemi solo dopo che un attacco si è verificato — non funziona in modo sufficiente. Ha chiesto ai funzionari di "valutare attivamente la formazione di un potente ed efficace organismo 'zar' per la cybersicurezza" che would guidi e organizzi il lavoro di sicurezza attualmente distribuito tra numerosi uffici governativi.

Lee ha anche affermato che il Paese dovrebbe prendere in considerazione un gruppo di lavoro che riunisca governo e imprese private. Ha osservato che l'intelligenza artificiale rende gli attacchi informatici più sofisticati e frequenti, e ha detto che l'obiettivo dovrebbe essere fermare gli attacchi prima che avvengano. Ha identificato finanza, energia e reti informative come settori chiave che richiedono una protezione più forte.

La struttura precisa dell'agenzia proposta, e i poteri che assorbirebbe dagli uffici esistenti, devono ancora essere definiti. I controlli d'emergenza del National Intelligence Service e la revisione degli exchange di criptovalute da parte della Financial Services Commission costituiscono misure immediate mentre i funzionari valutano se sia necessario un quadro più ampio di cybersicurezza centralizzata.

Perché la cybersicurezza è ora una priorità a Seul

Il principale fattore scatenante della richiesta del presidente è stato il furto del 29 ottobre ai danni di Binance, in cui un hacker ha prosciugato circa 6,3 miliardi di dollari dai portafogli "hot" collegati a internet dell'exchange, su dieci blockchain — gran parte in circa 20 minuti. La società di analisi blockchain TRM afferma che si tratta del più grande furto di criptovalute mai registrato, circa quattro volte l'hack da 1,5 miliardi di dollari subito da Bybit a febbraio 2025.

L'FBI ha attribuito l'attacco alla Corea del Nord il 31 ottobre, e TRM l'ha collegato a un'unità di hacker nordcoreana chiamata TraderTraitor. La Corea del Nord finora ha negato l'attribuzione: Kim Yo Jong, sorella del leader Kim Jong Un, ha liquidato l'accusa come "retorica assurda e nulla di nuovo", ha riferito Cryptopolitan.

L'incidente di Binance non è l'unico motivo di preoccupazione. Diverse società finanziarie coreane sono state violate di recente, tra cui Mirae Asset Global Investments, l'exchange di criptovalute Bithumb e Daishin Securities (KRX: 003540), e alcuni di questi attacchi hanno esposto dati dei clienti. In risposta, l'agenzia di spionaggio della Corea del Sud, il National Intelligence Service, ha avviato controlli di sicurezza d'emergenza in più di 2.100 ministeri, governi locali e uffici pubblici.

La Financial Services Commission ha inoltre convocato personale di cinque exchange di criptovalute coreani — Upbit, Bithumb, Coinone, DigitalX e Gopax — per valutarne la preparazione dopo l'hack di Binance, ha riferito Cryptopolitan.

Lacune normative per gli utenti coreani

Secondo la legge coreana, gli exchange nazionali devono conservare almeno l'80% delle criptovalute dei clienti in portafogli "cold" offline. I fondi di Binance, al contrario, sono stati rubati da portafogli hot, collegati a internet.

Gli utenti coreani di criptovalute potrebbero tuttavia avere meno protezioni rispetto agli utenti di Binance: la legislazione sulla restituzione ai utenti dopo gli hack, il Digital Asset Basic Act, non è ancora stata approvata.

Nel frattempo, Binance ha ripristinato i servizi e coperto le perdite derivanti dall'incidente, dichiarando di aver finanziato circa il 95% dell'importo rubato con le proprie riserve.