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La Corea del Sud blocca 27 exchange crypto non registrati, tra cui KuCoin e MEXC

Autore: LiveBitcoinNews·

Punti chiave

  • •La Financial Intelligence Unit della Corea del Sud ha ordinato il blocco dei siti web di 27 exchange crypto esteri non registrati il 13 ottobre, tra cui KuCoin, MEXC, Phemex, BingX e BitMart.
  • •La registrazione è obbligatoria dal 2021 e richiede la certificazione della sicurezza delle informazioni e collegamenti bancari con nome reale, condizioni che gli operatori bloccati non hanno completato.
  • •Le misure di applicazione dipenderanno dalla posizione dei server: i funzionari chiederanno la chiusura dei siti ospitati a livello domestico bloccando l'accesso ai siti su server esteri.
  • •Un'indagine congiunta di settore di giugno ha rilevato che le commissioni di transazione presso i fornitori non registrati identificati variavano dall'1,5% al 10%, con alcune piattaforme che applicano fino a 62 volte la media domestica dello 0,16% dei primi cinque exchange in won della Corea del Sud.
  • •La FIU ha segnalato 44 fornitori non registrati alle autorità investigative e monitorerà i domini alternativi, mentre una guida ai prelievi sarà offerta tramite la Digital Asset Exchange Alliance (DAXA).
La Corea del Sud blocca 27 exchange crypto non registrati, tra cui KuCoin e MEXC

La Corea del Sud ha ordinato il blocco dei siti web di 27 exchange di criptovalute esteri non registrati, in un rinnovato sforzo per proteggere gli investitori domestici dalle piattaforme che operano nel paese senza la registrazione richiesta. Servizi di alto profilo come KuCoin, MEXC, Phemex, BingX e BitMart sono tutti coinvolti nelle restrizioni, che potrebbero rendere più difficile per gli utenti locali accedere ai siti web e prelevare i propri asset in criptovalute.

La decisione della FIU arriva dopo due sessioni di revisione

La decisione è stata eseguita dalla Financial Intelligence Unit (FIU) della Corea del Sud il 13 ottobre. La Korea Communications Standards Commission (KCC) ha approvato le restrizioni dopo aver tenuto due sessioni di revisione il 6 e il 7 ottobre, secondo quanto riportato da Etoday.

Le misure prendono di mira i siti web gestiti da fornitori di servizi di asset virtuali (VASP) esteri che non hanno completato la registrazione richiesta dalla Corea del Sud. La registrazione, obbligatoria dal 2021, prevede la certificazione della sicurezza delle informazioni e condizioni di banking con nome reale che legano gli exchange al sistema domestico, e gli operatori bloccati non hanno completato tale processo. Le autorità hanno individuato KuCoin, Phemex, BingX, MEXC e BitMart come le piattaforme bersaglio, mentre il gruppo più ampio di exchange coinvolti include anche XT.com, Poloniex, Bitrue, CoinW e BTCC. Le restrizioni sono intese a ridurre la disponibilità di servizi non registrati nel paese.

Le misure di applicazione differiranno a seconda di dove si trova il server di ciascun sito web. Se un sito è ospitato nel proprio paese d'origine, i funzionari ne chiederanno la chiusura. Nel frattempo, le autorità bloccheranno l'accesso ai siti ospitati su server esteri.

I blocchi dei siti web estendono le misure esistenti oltre le applicazioni mobile. La Corea del Sud aveva in precedenza limitato l'installazione e l'aggiornamento delle nuove app degli exchange non registrati, con ripercussioni sulle app distribuite tramite i più grandi app store, tra cui Google Play e l'App Store di Apple.

Misure di applicazione più ampie

L'azione fa parte di uno sforzo di applicazione più ampio. La FIU ha segnalato 44 fornitori di servizi di asset virtuali non registrati alle autorità investigative. I regolatori hanno inoltre limitato il trasferimento di asset virtuali a questi operatori da parte degli exchange registrati, e le autorità hanno bloccato gli acquisti con carta di credito presso i fornitori di criptovalute non registrati.

Secondo le autorità sudcoreane, i fornitori non registrati aggirano le principali regole di rendicontazione finanziaria e di vigilanza, esponendo i clienti a maggiori rischi in termini di sicurezza, protezione degli asset e accesso ai propri fondi. Al tempo stesso, le nuove restrizioni potrebbero complicare ilievi per gli utenti esistenti delle piattaforme bloccate.

Forte divario di commissioni tra piattaforme registrate e non registrate

Un'indagine congiunta di settore condotta a giugno ha rivelato una significativa variabilità nelle commissioni di transazione. Secondo i risultati riportati, le commissioni presso i fornitori non registrati identificati variavano dall'1,5% al 10%. Per confronto, la commissione media dei primi cinque exchange della Corea del Sud, che operano in won sudcoreano, era dello 0,16%, rispetto a una media dello 0,19% per i primi cinque exchange.

Di conseguenza, alcune piattaforme non registrate applicano commissioni fino a 62 volte la media domestica. Le statistiche illustrano i potenziali costi che gli utenti potrebbero sostenere operando tramite questi servizi, sebbene l'importo applicato da ciascuna piattaforma possa variare in base alla singola transazione.

Monitoraggio continuo e supporto ai prelievi

La FIU continuerà a monitorare i domini alternativi e i siti web sostitutivi che potrebbero essere utilizzati per aggirare le restrizioni. Se gli exchange coinvolti dovessero continuare a operare su altri indirizzi web, potrebbero essere richiesti ulteriori blocchi. L'obiettivo dell'approccio è impedire alle piattaforme di eludere le restrizioni semplicemente cambiando dominio.

Il governo prevede inoltre di offrire una guida ai prelievi tramite la Digital Asset Exchange Alliance (DAXA). Il supporto è inteso ad assistere i clienti coinvolti nel processo di recupero dei propri asset esistenti. Ciò nonostante, gli utenti dovrebbero verificare le istruzioni ufficiali prima di trasferire denaro o fornire i dati del proprio account.

Attualmente sono 28 i fornitori di servizi di asset virtuali registrati presso la FIU in Corea del Sud, un elenco che gli utenti possono utilizzare come punto di riferimento per verificare lo stato di una piattaforma prima di depositare fondi. Gli investitori sono stati avvertiti di stare lontani dalle piattaforme che garantiscono rendimenti, protezione del capitale, informazioni riservate o quotazioni globali speciali. La FIU ha inoltre raccomandato ai clienti dei servizi non registrati di ritirare i propri depositi e asset crypto il prima possibile.

Questo rapporto è stato originariamente pubblicato da Live Bitcoin News.