NotizieCryptoLa Corea del Sud blocca 27 siti di criptovalute esteri, tra cui KuCoin e MEXC

La Corea del Sud blocca 27 siti di criptovalute esteri, tra cui KuCoin e MEXC

Autore: CryptoMeter io·

Punti chiave

  • •La Corea del Sud sta per bloccare l'accesso nazionale a 27 siti web gestiti da exchange di criptovalute esteri non registrati, tra cui KuCoin, MEXC, Phemex, Bitrue, XT.com, CoinW, Poloniex, BTCC, BitMart, BingX e DigiFinex.
  • •La Financial Intelligence Unit, sotto la Financial Services Commission, ha annunciato la decisione il 13 ottobre 2026, dopo le verifiche del regolatore condotte il 6 e 7 ottobre.
  • •Le misure ampliano il contrasto oltre i marketplace di app come l'App Store di Apple e Google Play fino ai siti web, consentendo ai regolatori di bloccare i siti gestiti dall'estero o di interrompere i servizi ospitati a livello nazionale.
  • •Le piattaforme interessate non si sono registrate ai sensi della legge sudcoreana sulla rendicontazione e l'utilizzo di informazioni su transazioni finanziarie specifiche, in vigore da marzo 2021, che richiede anche partnership bancarie con conti a nome reale per le negoziazioni in won.
  • •La FIU collaborerà con la Digital Asset eXchange Alliance per fornire indicazioni sui prelievi agli utenti che potrebbero incontrare difficoltà nell'accesso agli account o nel prelievo degli asset dalle piattaforme bloccate.
La Corea del Sud blocca 27 siti di criptovalute esteri, tra cui KuCoin e MEXC

La Corea del Sud ha ampliato la sua offensiva contro gli exchange di criptovalute non registrati, muovendosi per bloccare l'accesso nazionale a 27 siti web gestiti da piattaforme di asset digitali estere, tra cui KuCoin, MEXC, Phemex e Bitrue. La misura estende le restrizioni normative oltre alle applicazioni mobili fino ai siti web, restringendo ulteriormente l'accesso ai servizi di trading di criptovalute offshore per gli utenti in Corea del Sud.

La Financial Intelligence Unit (FIU), che opera sotto la Financial Services Commission della Corea del Sud, ha annunciato la decisione il 13 ottobre 2026. Le restrizioni sono state approvate dopo le verifiche condotte dal regolatore radiotelevisivo e delle comunicazioni del paese il 6 e 7 ottobre, come riportato da Asia Economy.

L'azione prende di mira i fornitori di servizi di asset virtuali che non si sono registrati ai sensi della legge coreana sulla rendicontazione e l'utilizzo di informazioni su transazioni finanziarie specifiche, la norma che stabilisce i requisiti operativi per le aziende di criptovalute che servono il mercato nazionale. L'obbligo di registrazione è entrato in vigore a marzo 2021 attraverso emendamenti alla legge, e gestire un'attività di asset virtuali senza registrazione costituisce un reato punibile. La gestione delle negoziazioni in won richiede inoltre una partnership bancaria che fornisca ai clienti conti verificati con nome reale — una condizione che ha tenuto la maggior parte delle piattaforme offshore fuori dal novero degli operatori registrati.

Le restrizioni si estendono dagli app store ai siti web

La decisione segna un significativo allargamento delle misure di contrasto esistenti in Corea del Sud. Finora le autorità si erano concentrate sulla limitazione degli exchange non registrati attraverso i marketplace di applicazioni mobili, tra cui l'App Store di Apple e Google Play. Le nuove misure estendono tali restrizioni ai siti web internet, chiudendo l'accesso diretto via browser non coperto dalle rimozioni dagli app store, e i regolatori possono ora interrompere i servizi ospitati a livello nazionale o bloccare l'accesso ai siti web gestiti dall'estero.

Oltre a KuCoin e MEXC, le piattaforme interessate includono XT.com, CoinW, Poloniex, BTCC, BitMart, BingX e DigiFinex.

I regolamenti sudcoreani richiedono ai fornitori di servizi di criptovalute che si rivolgono ai clienti nazionali di soddisfare i requisiti applicabili — inclusa la certificazione Information Security Management System — e di presentare la registrazione necessaria alla FIU. Anche gli exchange esteri possono rientrare in questi requisiti se si rivolgono attivamente ai clienti coreani. Le autorità considerano fattori siti web in lingua coreana, campagne di marketing mirate agli utenti locali e il supporto per transazioni in won sudcoreano.

Il governo sostiene che l'intervento precoce possa contribuire a prevenire danni finanziari prima che vengano identificate vittime specifiche o completate le indagini penali.

Preoccupazioni per i prelievi dei clienti esistenti

Le restrizioni potrebbero creare difficoltà per i clienti sudcoreani che detengono criptovalute sulle piattaforme interessate, poiché gli utenti potrebbero incontrare problemi nell'accesso ai propri account o nel prelievo degli asset digitali attraverso i siti web bloccati. La FIU ha riconosciuto queste potenziali interruzioni e ha dichiarato che collaborerà con la Digital Asset eXchange Alliance (DAXA), la coalizione dei principali exchange registrati della Corea del Sud, per fornire indicazioni su metodi e procedure di prelievo.

L'azione rafforza inoltre gli sforzi più ampi della Corea del Sud per limitare la criminalità finanziaria e proteggere i consumatori nel mercato delle criptovalute. Le autorità hanno avvertito che gli exchange non registrati potrebbero privarsi della supervisione normativa e delle tutele disponibili presso gli operatori regolarmente registrati.

Per gli investitori interessati, la priorità immediata è comprendere in che modo le restrizioni incidono sull'accesso agli account e sui prelievi degli asset. Le misure mirano all'accesso alle piattaforme non registrate all'interno della Corea del Sud, piuttosto che stabilire un divieto generalizzato sul trading di criptovalute. La rapidità con cui i domini bloccati diventeranno irraggiungibili dalle reti nazionali e le modalità di attuazione delle indicazioni sui prelievi coordinate dalla DAXA sono i dettagli pratici da seguire man mano che le misure entrano in vigore.