NotizieCryptoLa Corea del Sud blocca KuCoin, MEXC, BingX e altri 24 siti di exchange di criptovalute

La Corea del Sud blocca KuCoin, MEXC, BingX e altri 24 siti di exchange di criptovalute

Autore: Crypto Adventure·

Punti chiave

  • •La Corea del Sud ha bloccato l'accesso nazionale a 27 siti di exchange di criptovalute, tra cui KuCoin, MEXC, BingX e Phemex, per operare senza registrazione presso la Financial Intelligence Unit.
  • •Le restrizioni ai siti estendono le misure precedenti dell'aprile 2025 che hanno bloccato le applicazioni su Apple App Store e Google Play degli exchange esteri non registrati.
  • •Gestire un exchange non registrato rivolto ai clienti coreani può comportare pene fino a cinque anni di reclusione o una multa di 50 milioni di won.
  • •La FIU ha segnalato 44 operatori non registrati alle autorità investigative e un'indagine congiunta della DAXA di giugno 2026 ha rilevato commissioni di trading dall'1,5% al 10% su alcune piattaforme non registrate, a fronte di una media dello 0,16% sui cinque principali exchange registrati della Corea del Sud.
  • •I clienti con asset sulle piattaforme bloccate potrebbero incontrare difficoltà di prelievo, e i regolatori intendono coordinarsi con la DAXA e con gli exchange per fornire indicazioni, monitorando al contempo i domini sostitutivi che potrebbero ampliare l'elenco dei blocchi.
La Corea del Sud blocca KuCoin, MEXC, BingX e altri 24 siti di exchange di criptovalute

La Corea del Sud ha ordinato restrizioni all'accesso nazionale su 27 siti di trading di criptovalute, tra cui KuCoin, MEXC, BingX e Phemex, estendendo la propria offensiva contro gli exchange esteri che operano senza registrazione presso il regolatore locale. Tra le altre piattaforme interessate figurano Poloniex, BTCC, BitMart, XT, Bitrue, CoinW e DigiFinex.

La Financial Intelligence Unit (FIU) del paese ha confermato la decisione di blocco dei siti il 13 ottobre, a seguito delle verifiche regolamentari svolte il 6 e il 7 ottobre. La Korea Media and Communications Standards Commission ha approvato le restrizioni su richiesta della FIU, come indicato in un avviso ufficiale pubblicato dalla Financial Services Commission, l'autorità di regolamentazione di cui la FIU dipende.

Le autorità distinguono tra il blocco dell'accesso a siti ospitati all'estero e la chiusura di servizi operanti a livello nazionale. Entrambe le misure prendono di mira le attività di criptovalute che non hanno completato la registrazione locale richiesta.

Dai divieti sugli App Store al blocco dei browser

Le restrizioni ai siti si basano su misure precedenti che impedivano agli utenti in Corea del Sud di installare o aggiornare le applicazioni gestite da exchange esteri non registrati. Nell'aprile 2025, la Corea del Sud ha bloccato le app Apple appartenenti a 14 operatori di criptovalute esteri, tra cui KuCoin e MEXC, mentre le restrizioni su Google Play hanno impedito nuove installazioni e aggiornamenti delle app associate a exchange non registrati.

L'ultima azione estende tali restrizioni al trading via browser, eliminando un altro canale di accesso per i clienti nazionali che utilizzano le piattaforme interessate.

Sanzioni penali per gli exchange non registrati

La Corea del Sud richiede ai fornitori di servizi di asset virtuali di registrarsi presso la FIU ai sensi dell'Act on Reporting and Using Specified Financial Transaction Information. I requisiti includono la certificazione Information Security Management System (ISMS) e il rispetto degli obblighi applicativi in materia di antiriciclaggio.

Gli exchange esteri rientrano nella legge quando si rivolgono attivamente ai clienti coreani, ad esempio tramite siti in lingua coreana, campagne di marketing nazionali o servizi di pagamento in won coreani. Operare senza registrazione può comportare pene fino a cinque anni di reclusione o una multa di 50 milioni di won.

La FIU ha segnalato 44 operatori non registrati alle autorità investigative e ha istruito gli exchange nazionali autorizzati a limitare i trasferimenti di criptovalute che coinvolgono attività non registrate. Un'indagine congiunta di giugno 2026 della Digital Asset eX Alliance (DAXA) ha inoltre individuato commissioni di trading comprese tra l'1,5% e il 10% presso alcuni operatori non registrati, notevolmente superiori alla media dello 0,16% rilevata sui cinque principali exchange nazionali basati sul won della Corea del Sud. Per gli utenti, questi dati evidenziano la divisione pratica tra le piattaforme registrate, che possiedono la certificazione ISMS e operano nel rispetto degli obblighi antiriciclaggio, e le piattaforme non registrate oggi soggette a blocco.

I clienti esistenti potrebbero incontrare difficoltà di prelievo

La FIU ha riconosciuto che il blocco dei siti potrebbe complicare i prelievi per i clienti che detengono già criptovalute sugli exchange interessati. I regolatori prevedono di coordinarsi con la DAXA e con le piattaforme coinvolte per fornire indicazioni sull'accesso ai conti e sul prelievo degli asset residui. Le restrizioni non stabiliscono che le criptovalute dei clienti siano state sequestrate né che gli exchange abbiano cessato l'attività a livello internazionale.

Le ultime misure di applicazione si affiancano a una supervisione più rigorosa degli exchange nazionali, compresi i requisiti di sicurezza API della DAXA introdotti all'inizio del 2026. Le autorità sudcoreane intendono inoltre monitorare i domini sostitutivi e i siti alternativi utilizzati dagli operatori non registrati, consentendo ulteriori richieste di blocco quando vengono individuati nuovi punti di accesso, il che significa che l'attuale elenco di 27 siti bloccati potrebbe crescere.

La FIU riconosce attualmente 28 fornitori di servizi di asset virtuali registrati in Corea del Sud e ha consigliato ai clienti che utilizzano piattaforme non registrate di prelevare i propri asset, rendendo l'elenco dei registrati il punto di riferimento pratico per determinare quali servizi di trading operano legalmente nel paese.

Fonte: Crypto Adventure