L'Alta Corte sudafricana conferma il decreto di blocco della SARB contro la fintech cripto Kastelo
Punti chiave
- •Il 28 luglio 2026 l'Alta Corte del Gauteng ha respinto il ricorso di Kastelo contro il decreto di blocco della SARB sul suo conto bancario.
- •La corte ha stabilito che, per emettere il decreto di blocco, alla SARB bastava il ragionevole sospetto di una violazione del controllo dei cambi, senza dover provare una violazione effettiva.
- •La SARB ha sostenuto che la struttura di trading cripto di Kastelo ha utilizzato le assegnazioni valutarie per trasferire all'estero circa 4 miliardi di rand nel 2025.
- •Il Sudafrica ha già introdotto le licenze per i fornitori di servizi cripto-attività: entro marzo 2026 la FSCA aveva approvato 310 domande su 533.
- •Il Treasury e la SARB hanno inoltre pubblicato norme in bozza e un manuale sulle cripto-attività volti a ricondurre l'attività cripto transfrontaliera nel quadro dei flussi di capitale.

Il quadro normativo sulle criptovalute del Sudafrica sta entrando in una nuova fase, con recenti sentenze e normative proposte che attribuiscono alle autorità maggiori poteri di controllo sulle transazioni in criptovalute — in particolare quelle che coinvolgono il trasferimento di capitali all'estero.
L'Alta Corte conferma il decreto di blocco della SARB contro Kastelo
L'ultimo sviluppo risale al 28 luglio 2026, quando la Divisione del Gauteng dell'Alta Corte di Johannesburg ha respinto la richiesta della società fintech Kastelo di annullare un decreto di blocco emesso dalla South African Reserve Bank (SARB) sul suo conto bancario — uno strumento di esecuzione che impedisce al titolare del conto di utilizzare i fondi interessati. La sentenza integrale (PDF) espone le motivazioni della corte.
La corte ha ritenuto che la SARB avesse motivi ragionevoli per sospettare che il modello di business di Kastelo violasse le normative sudafricane sul controllo dei cambi e ha stabilito che la banca centrale non era tenuta a provare una violazione effettiva prima di emettere un decreto di blocco.
Il caso riguardava il modello di trading algoritmico di criptovalute di Kastelo, in base al quale i clienti utilizzavano le proprie assegnazioni valutarie per facilitare transazioni con valuta estera e cripto-attività. Tali assegnazioni sono un elemento centrale del regime sudafricano di controllo dei cambi, che dal 1961 limita i movimenti di capitale transfrontalieri in base al Currency and Exchanges Act del 1933 e ai regolamenti emanati ai sensi di esso: i residenti individuali possono trasferire all'estero fino a 1 milione di rand all'anno nell'ambito dell'assegnazione discrezionale singola e fino a 10 milioni di rand nell'ambito dell'assegnazione per investimenti esteri, subordinata all'autorizzazione fiscale. La SARB ha sostenuto che la struttura aggirava le restrizioni sul controllo dei cambi e che circa 4 miliardi di rand (~250 milioni di dollari) erano stati trasferiti all'estero nel corso del 2025. La corte ha accolto le prove della SARB secondo cui esistevano motivi ragionevoli di sospetto e ha confermato il decreto di blocco.
Perché la sentenza è importante
Per le imprese cripto, la sentenza è significativa perché conferma che i poteri esecutivi esistenti in materia di controllo dei cambi possono essere applicati a modelli di business legati alle criptovalute quando le autorità ritengono che esista un rischio di elusione normativa. In termini pratici, la corte ha stabilito che un decreto di blocco può fondarsi sul solo sospetto ragionevole, senza che la banca centrale debba prima provare una violazione effettiva.
Allo stesso tempo, la sentenza non stabilisce che le transazioni in criptovalute siano intrinsecamente illecite né che ogni trasferimento offshore di criptovalute costituisca una violazione del controllo dei cambi. In quanto decisione di un'Alta Corte, essa non risolve definitivamente la più ampia questione giuridica su come le cripto-attività debbano essere classificate nell'ambito del regime di controllo dei cambi sudafricano — una questione che ha già prodotto sentenze contrastanti.
Nel giugno 2026, l'Alta Corte di Johannesburg ha stabilito nel caso Mangundhla & Another v South African Reserve Bank che Bitcoin è sia «denaro» sia «capitale» ai fini dei regolamenti sul controllo dei cambi (Exchange Control Regulations) (REGOLAZIONE | L'Alta Corte sudafricana afferma che Bitcoin dovrebbe essere trattato come capitale nell'ambito del regime di controllo dei capitali). La corte ha espressamente respinto l'approccio adottato nel caso Standard Bank v SARB del 2025, in cui un'altra Alta Corte del Gauteng aveva concluso che la criptovaluta non era né denaro né capitale ai fini del controllo dei cambi.
Il risultato è un cambiamento significativo — ma non ancora una definizione giudiziaria definitiva.
Dalle licenze alle regole sui flussi di capitale
La direzione normativa complessiva sta comunque diventando più chiara. Il Sudafrica ha iniziato a sviluppare un quadro formale per le criptovalute attraverso l'Intergovernmental Fintech Working Group (IFWG), dopo anni in cui le attività digitali erano state trattate principalmente come un rischio finanziario emergente. Nell'ottobre 2022, la Financial Sector Conduct Authority (FSCA) ha dichiarato le cripto-attività prodotti finanziari ai sensi del FAIS Act — il Financial Advisory and Intermediary Services Act — portando i servizi finanziari legati alle criptovalute nel regime di licenza (Il regolatore finanziario sudafricano, FSCA, dichiara le cripto-attività prodotto finanziario).
Il quadro di licenza per i fornitori di servizi cripto-attività (CASP) è entrato in vigore nel giugno 2023. Entro marzo 2026, la FSCA aveva ricevuto 533 domande, approvandone 310 e respingendone 17, con ulteriori domande ritirate o ancora in esame (RICAPITOLAZIONE 2025 | Il Sudafrica aveva approvato 300 società cripto su 512 domande a dicembre 2025).
Da allora la regolamentazione si è estesa oltre le licenze. Nel marzo 2026, il Sudafrica ha implementato il Crypto-Asset Reporting Framework dell'OCSE, uno standard di trasparenza transfrontaliera modellato sul Common Reporting Standard, allineando la segnalazione delle cripto-attività agli standard internazionali e richiedendo ai fornitori qualificati di servizi cripto-attività di segnalare al South African Revenue Service (SARS) le informazioni sulle transazioni (TASSAZIONE | Il South African Revenue Service pubblica nuove regole di segnalazione per le criptovalute).
In parallelo, il National Treasury e la SARB stanno lavorando per inserire esplicitamente le cripto-attività nel quadro dei flussi di capitale del Paese. La bozza di Capital Flow Management Regulations, 2026, pubblicata nell'aprile 2026, propone di sostituire integralmente gli attuali Exchange Control Regulations e di incorporare espressamente le cripto-attività (REGOLAZIONE | La bozza sudafricana di Capital Flow Management Regulations 2026 richiederebbe detenzioni cripto limitate e rivendite obbligatorie).
Nell'agosto 2026, il Treasury e la SARB hanno pubblicato una bozza di Crypto Assets Manual dedicata specificamente alle transazioni cripto transfrontaliere, comprese le autorizzazioni, la segnalazione e il ruolo dei fornitori autorizzati di servizi cripto-attività; la bozza è stata sottoposta a consultazione pubblica (COMUNICATO STAMPA | National Treasury e South African Reserve Bank invitano a presentare commenti sulla bozza del manuale delle cripto-attività per le attività transfrontaliere).
La sostanza oltre la forma
Nel complesso, ciò colloca le sentenze Kastelo e Mangundhla in un contesto più ampio: il Sudafrica non si sta più chiedendo semplicemente se le criptovalute debbano essere regolamentate; sta sempre più decidendo come debbano inserirsi nei sistemi finanziari, fiscali, di antiriciclaggio (AML) e di controllo dei cambi esistenti (CASE STUDY | Come questi 2 sviluppi giuridici forniscono chiarezza sul trattamento delle cripto-attività in Sudafrica). Questa traiettoria si è sviluppata accanto a una maggiore attenzione internazionale sul regime dei controlli finanziari del Paese, incluso l'inserimento del Sudafrica, nel febbraio 2023, nella «grey list» (lista grigia) del Financial Action Task Force, l'elenco delle giurisdizioni sottoposte a monitoraggio rafforzato.
Per il settore, il principio emergente è importante: regolatori e tribunali guardano sempre più a ciò che le cripto-attività fanno dal punto di vista economico — trasferire valore, detenere capitale e muovere fondi attraverso i confini — anziché basarsi unicamente sulla loro somiglianza con le valute tradizionali o gli strumenti finanziari.
La conseguenza immediata è un maggiore rischio normativo per le imprese i cui modelli cripto coinvolgono flussi offshore, assegnazioni valutarie o strutture che potrebbero essere interpretate come un aggiramento dei controlli sui capitali. La questione di lungo periodo sarà se la Supreme Court of Appeal risolverà definitivamente le interpretazioni contrastanti delle Alte Corti sul punto se Bitcoin costituisca capitale nell'ambito dell'attuale regime di controllo dei cambi (REGOLAZIONE | La South African Reserve Bank si muove rapidamente per chiudere la scappatoia cripto e ricorre in appello contro la sentenza dell'Alta Corte sul controllo dei cambi).
Fino ad allora, il caso Kastelo fornisce un altro segnale importante: le criptovalute possono essere digitali e decentralizzate, ma i regolatori sudafricani intendono sempre più trattare l'attività economica che le circonda come soggetta all'architettura di controllo finanziario del Paese (OPINIONE DI UN ESPERTO | Perché il Sudafrica mantiene ancora i controlli sui cambi nel 2026 e come le criptovalute vi stanno rientrando).
Fonte: BitcoinKE