La licenza bancaria nazionale di SoFi spinge i depositi da 1,2 a 45,5 miliardi di dollari
Punti chiave
- •SoFi ha ampliato i propri depositi di circa 33 volte, da 1,2 miliardi di dollari al 31 marzo 2022 a circa 45,5 miliardi entro la fine del secondo trimestre 2026.
- •L'azienda ha ottenuto la licenza bancaria nazionale tramite l'acquisizione di Golden Pacific Bancorp a febbraio 2022.
- •I depositi rappresentano ora il 94% delle passività totali di SoFi, pari a 42,9 miliardi di dollari, rispetto al 17% di quattro anni prima.
- •SoFi ha riportato un margine di interesse netto del 5,94% nel primo trimestre 2026, mentre il margine di interesse è cresciuto da 252 milioni di dollari nel 2021 a oltre 2,2 miliardi nel 2025.
- •Il modello finanziato dai depositi garantisce a SoFi stabilità durante le fasi di restrizione del credito e la facoltà di trattenere o vendere i prestiti, una flessibilità che fintech asset-light come Upstart e Affirm non possiedono.

SoFi Technologies si è trasformata da fintech lender in banca con licenza nazionale, facendo crescere la propria base depositi da 1,2 miliardi a circa 45,5 miliardi di dollari in poco più di quattro anni.
Da fintech a banca: la svolta Golden Pacific
La svolta risale a febbraio 2022, quando SoFi ha completato l'acquisizione di Golden Pacific Bancorp, un'operazione che ha portato una licenza bancaria nazionale.
Prima di ottenere la licenza, SoFi finanziava le proprie attività di credito tramite debito cartolarizzato e linee di credito warehouse. Una volta potuta offrire conti correnti e conti di risparmio, l'azienda ha iniziato ad attrarre depositi dei consumatori e a impiegare quel capitale per finanziare direttamente i prestiti.
SoFi non è stata la prima fintech a seguire questa strada: Varo Bank ha ottenuto una licenza nazionale dalla Office of the Comptroller of the Currency nel 2020, e LendingClub ha chiuso l'acquisizione di Radius Bank nel 2021. Possedere una banca accorcia la distanza tra una fintech e i suoi depositanti, eliminando il livello di banca partner che le fintech senza licenza devono utilizzare per raccogliere depositi.
I depositi si attestavano a 1,2 miliardi di dollari al 31 marzo 2022. Al 31 marzo 2026 la cifra aveva raggiunto 40,2 miliardi, e entro la fine del secondo trimestre 2026 era salita ulteriormente a circa 45,5 miliardi — un aumento di circa 33 volte in quattro anni.
I depositi rappresentano ora il 94% delle passività totali di SoFi, pari a 42,9 miliardi di dollari al primo trimestre 2026. Quattro anni prima tale quota era appena il 17%.
Perché i depositi contano più di quanto sembri
Il business dei depositi è al centro del modello di credito di SoFi. Quando un'azienda come Upstart eroga un prestito, tipicamente necessita di una banca partner o di un acquirente istituzionale per finanziarlo Affirm opera in modo simile, affidandosi a fonti di capitale di terzi e ad accordi di forward-flow.
Il mix di finanziamento è importante perché i depositi hanno generalmente un costo inferiore rispetto al debito cartolarizzato o alle linee warehouse, ed è per questo che gli analisti li seguono da vicino negli utili delle banche. SoFi ha riportato un margine di interesse netto del 5,94% nel primo trimestre 2026. Il margine di interesse è cresciuto da 252 milioni di dollari nel 2021 a oltre 2,2 miliardi nel 2025.
Il divario competitivo si allarga
La base depositi di SoFi funge da cuscinetto contro la volatilità dei mercati del credito, fornendo un finanziamento costante e a basso costo indipendentemente dalle condizioni dei mercati. Quando i mercati dei capitali si stringono, le aziende dipendenti da finanziamenti di terzi subiscono una stretta: gli spread di cartolarizzazione si allargano, i lender warehouse si ritirano e i volumi di erogazione possono prosciugarsi.
Il modello offre inoltre a SoFi maggiore flessibilità nella gestione del proprio portafoglio prestiti. Può mantenere i prestiti in bilancio quando le condizioni economiche lo favoriscono, oppure venderli quando i premi sono interessanti — un'opzionalità che fintech asset-light come Upstart e Affirm non hanno.
Per chi segue l'evoluzione della storia, gli indicatori sono di routine più che drammatici: i saldi depositi trimestrali e il margine di interesse netto nei documenti di SoFi, e il ritmo con cui altre fintech con licenza sviluppano le proprie basi depositi.