NotizieCryptoTribunale di Se assolve l'influencer crypto 'Coin King Jonber Kim' nel caso da 253 milioni di dollari sui token

Tribunale di Se assolve l'influencer crypto 'Coin King Jonber Kim' nel caso da 253 milioni di dollari sui token

Autore: Blockonomi·

Punti chiave

  • •Il Tribunale Distrettuale Meridionale di Se ha assolto il 15 ottobre un influencer crypto di 45 anni, noto online come 'Coin King Jonber Kim', dalle accuse di aver orchestrato una frode da 253 milioni di dollari che coinvolgeva i token Podo coin e ATube.
  • •I pm avevano chiesto una pena di 20 anni e il sequestro di oltre 14 milioni di dollari, ma il tribunale ha rilevato l'assenza di un nesso causale provato tra le azioni dell'imputato e l'andamento dei prezzi dei token o le decisioni di acquisto degli investitori.
  • •Sebbene i giudici abbiano riconosciuto che i white paper dei token erano ingannevoli, hanno stabilito che molti acquirenti si erano affidati a blog, YouTube, comunità online o conoscenti anziché a tali documenti, vanificando il nesso causale necessario per la condanna.
  • •L'assoluzione contrasta con una sentenza separata di agosto in cui lo stesso tribunale ha condannato l'ex amministratore delegato di Delio, Jeong Sang-ho, a 15 anni di reclusione per aver sottratto 49,2 milioni di dollari di asset dei clienti prima dell'insolvenza di Delio a novembre 2024.
  • •La sentenza arriva mentre la Financial Supervisory Service sudcoreana inizia a utilizzare strumenti di IA per individuare la manipolazione dei prezzi sulle maggiori piattaforme di scambio di criptovalute del Paese.
Tribunale di Se assolve l'influencer crypto 'Coin King Jonber Kim' nel caso da 253 milioni di dollari sui token

Un tribunale di Se ha assolto un influencer sudcoreano di criptovalute dalle accuse di aver orchestrato uno schema fraudolento di token digitali del valore di 253 milioni di dollari, che coinvolgeva i token Podo coin e ATube.

Il Tribunale Distrettuale Meridionale di Se ha dichiarato non colpevole il 15 ottobre l'uomo di 45 anni, soprannominato Park e noto online come "Coin King Jonber Kim", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Yonhap. I pm avevano chiesto una pena di 20 anni di reclusione, oltre al sequestro di oltre 14 milioni di dollari dal suo patrimonio.

Il tribunale ha concluso che non vi era un nesso provato tra le azioni di Park e l'andamento dei prezzi dei due token, o le decisioni degli investitori di acquistarli. L'esito illustra l'onere probatorio nei casi di crimini finanziari in Corea del Sud, dove i pm devono dimostrare non solo che i materiali promozionali fossero fuorvianti, ma anche che tali materiali abbiano indotto direttamente gli investitori all'acquisto.

Le accuse dei pm

I pm hanno affermato che Park fosse il cervello dietro due token digitali, Podo coin e ATube. Hanno sostenuto che abbia fatto false promesse agli investitori in entrambi i progetti e manipolato i prezzi di mercato dei due token.

Secondo i pm, lo schema avrebbe permesso a Park di sottrarre 253 milioni di dollari a un vasto gruppo di investitori, rendendo il caso una delle maggiori accuse di frode crypto in Corea del Sud.

Park era molto noto sui social media, dove sfoggiava spesso auto di lusso e sosteneva di aver fatto fortuna con gli asset digitali, costruendosi una reputazione pubblica di trader di successo.

Perché il tribunale ha assolto l'imputato

Il tribunale ha affermato che le prove presentate dai pm non erano sufficienti per una condanna, stabilendo che l'accusa non aveva dimostrato un nesso diretto tra le azioni di Park e le variazioni dei prezzi dei token.

I giudici hanno tuttavia riconosciuto che le proposte descritte nei white paper dei token erano ingannevoli. Un white paper è un documento che spiega un progetto di criptovaluta ai potenz acquirenti. Il tribunale ha comunque rilevato che non si poteva provare che tali documenti da soli avessero indotto le persone ad acquistare i token, ed ha esaminato come le vittime avevano effettivamente preso le loro decisioni.

Nella sua analisi, il tribunale ha accertato che molti acquirenti non si erano affatto affidati ai white paper, mentre altri non avevano fornito dettagli chiari sui motivi dell'acquisto.

"Anche tra le vittime le cui dichiarazioni sono state confermate, vi sono casi in cui l'acquisto è avvenuto sulla base di blog, Youtube, comunità o segnalazioni di conoscenti, piuttosto che dei white paper o dei materiali degli imputati, oppure in cui le circostanze dell'acquisto non sono state rilevate", ha dichiarato il tribunale.

Tale riscontro significava che i pm non avevano stabilito che fosse la condotta di Park, anziché altre fonti di informazione, a spingere agli acquisti. Su questa base, il tribunale ha assolto Park dalle accuse di crimini finanziari nel caso Podo coin e ATube. Secondo la procedura sudcoreana, pm e imputati possono appellarsi a un tribunale superiore contro la sentenza di un tribunale distrettuale, e un eventuale appello porterebbe il caso a un nuovo esame.

Un contesto di repressione più ampio

La sentenza arriva mentre la Corea del Sud ha intensificato le sue azioni contro le frodi legate alle criptovalute. Ad agosto, con una sentenza separata, lo stesso tribunale ha condannato a 15 anni di reclusione Jeong Sang-ho, ex amministratore delegato della banca di asset digitali Delio. Delio è stata dichiarata insolvente a novembre 2024, e il tribunale ha accertato che Jeong aveva sottratto 49,2 milioni di dollari di asset dei clienti.

La Financial Supervisory Service sudcoreana, il massimo regolatore finanziario del Paese, ha inoltre iniziato a utilizzare strumenti di IA per individuare la manipolazione dei prezzi sulle maggiori piattaforme di scambio crypto del Paese. Il sistema, si dice, rilevi le variazioni di prezzo che spesso compaiono quando tali schemi vengono messi in atto. Nel complesso, l'assoluzione e la condanna Delio mostrano quanto diversamente i tribunali coreani possano valutare i grandi casi crypto, distinguendo il peculato provato tramite l'uso improprio di fondi dei clienti dalle accuse di promozione di token fallite sul nesso causale.