NotizieCryptoIl CLARITY Act rivisto prende di mira i protocolli DeFi in vista del cruciale test dei 60 voti al Senato

Il CLARITY Act rivisto prende di mira i protocolli DeFi in vista del cruciale test dei 60 voti al Senato

Autore: Metaverse Post·

Punti chiave

  • La bozza rivista impone la registrazione presso la CFTC e il rispetto del Bank Secrecy Act ai protocolli non decentralizzati controllati da individui o gruppi identificabili.
  • Le disposizioni sulla DeFi sono limitate alle transazioni spot o cash che coinvolgono commodity digitali e proteggono gli sviluppatori software e i sistemi di governance decentralizzata.
  • La bozza chiarisce che le cooperative di credito federali e gli istituti autorizzati a livello statale e assicurati possono offrire servizi di custodia crypto, facilitazione dello staking e pagamenti.
  • Il voto di cloture del 15 settembre richiede 60 voti, mentre esponenti democratici di rilievo subordinano il sostegno a un accordo etico bipartisan.
  • Le associazioni bancarie chiedono limiti più severi sui premi delle stablecoin, mentre i gruppi del settore sollecitano il Senato ad approvare la legge.
Il CLARITY Act rivisto prende di mira i protocolli DeFi in vista del cruciale test dei 60 voti al Senato

Giovedì i repubblicani del Senato hanno diffuso una nuova bozza del Digital Asset Market Clarity Act, che incorpora le revisioni negoziate durante la pausa congressuale di agosto, in vista di un cruciale voto procedurale previsto per martedì 15 settembre.

Secondo la giornalista crypto Eleanor Terrett, gli emendamenti preservano la struttura fondamentale del disegno di legge, introducendo al contempo modifiche significative alla regolamentazione della finanza decentralizzata e all’autorità delle cooperative di credito sugli asset digitali.

La revisione più rilevante riguarda la finanza decentralizzata. In base al testo aggiornato, i protocolli di trading finanziario non decentralizzati sarebbero tenuti a registrarsi presso la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e a rispettare i requisiti del Bank Secrecy Act. La disposizione si applica ai protocolli nei quali individui o gruppi identificabili mantengono il controllo sulle funzionalità, sulle regole o sul consenso.

Il testo ricalca la Section 10301 della versione del disegno di legge elaborata dalla Senate Banking Committee. Estende gli obblighi normativi agli operatori dei protocolli che non soddisfano criteri reali di decentralizzazione, proteggendo esplicitamente gli sviluppatori software e i sistemi di governance decentralizzata.

La bozza rivista limita inoltre le disposizioni sulla DeFi alle transazioni spot o cash che coinvolgono commodity digitali. Si ritiene che la restrizione affronti le preoccupazioni espresse dai governi tribali riguardo ai mercati di previsione basati su blockchain.

Una terza revisione chiarisce l’autorità delle cooperative di credito — comprese le cooperative federali e gli istituti autorizzati a livello statale e assicurati — di partecipare ad attività legate alle criptovalute, come la custodia, la facilitazione dello staking e i pagamenti.

Le sezioni della bozza relative all’etica, al settore bancario e ai rendimenti delle stablecoin restano invariate. La legge continua a vietare determinate transazioni di asset digitali da parte dei funzionari soggetti alle disposizioni e impedisce ai fornitori di servizi per asset digitali di pagare interessi o rendimenti sui saldi delle stablecoin di pagamento. Mantiene inoltre le esenzioni per i premi autenticamente legati alle attività svolte.

NEW: Senate Republicans have released updated Clarity Act text reflecting changes negotiated over the August recess. There appear to be no changes to the ethics section. BRCA and stablecoin yield sections also remain the same. The changes here include: Requiring… pic.twitter.com/cYIlr2VsLG — Eleanor Terrett (@EleanorTerrett) September 10, 2026

Il link alla fonte del post è disponibile all’indirizzo https://mpost.io/revised-clarity-act-targets-defi-protocols-as-senate-gears-up-for-critical-60-vote-test/.

Il percorso verso il voto resta incerto

La senatrice Cynthia Lummis, una delle principali negoziatrici del disegno di legge, ha dichiarato che sono state incorporate oltre 114 disposizioni richieste dai colleghi democratici. Ha definito la misura un solido prodotto bipartisan e ha affermato che fornirebbe al settore un quadro duraturo, in grado di proteggerlo dai “whiplash” dei cambiamenti nelle amministrazioni. Ha osservato che la CFTC e la SEC scriveranno le norme sugli asset digitali con o senza il disegno di legge.

Il percorso da seguire resta incerto. Il voto di cloture di martedì richiederà 60 voti, rendendo essenziale un sostegno significativo da parte dei democratici. In quanto voto procedurale, la cloture determinerebbe se il Senato può procedere con l’esame del disegno di legge, senza però risolverne l’esito legislativo finale. I democratici hanno continuato a sollevare dubbi sull’assenza di un accordo bipartisan in materia di etica che impedisca al presidente Trump e ad altri funzionari di alto livello di trarre profitti dalle attività crypto.

Il senatore Thom Tillis ha dichiarato all’inizio della settimana che la Casa Bianca doveva ancora partecipare ai negoziati su una proposta etica bipartisan. Esponenti democratici di rilievo hanno affermato che non sosterranno il disegno di legge in assenza di tale accordo.

Il consigliere crypto della Casa Bianca Patrick Witt ha esortato tutti i senatori a sostenere la mozione per procedere. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha avvertito che l’incapacità di far avanzare la legge segnalerebbe che gli Stati Uniti non intendono assumere un ruolo guida nel futuro degli asset digitali e sono disposti a rinunciare a strumenti più efficaci di sicurezza nazionale per contrastarne l’uso improprio.

Anche i gruppi bancari restano insoddisfatti. L’American Bankers Association, l’Independent Community Bankers of America e 77 associazioni bancarie statali hanno inviato giovedì una lettera aperta chiedendo restrizioni più severe sui premi delle stablecoin.

Le organizzazioni del settore, tra cui la Digital Chamber, hanno fornito una valutazione diversa. Il suo leader, Cody Carbone, ha affermato che la bozza riflette anni di negoziati bipartisan e ha sostenuto che il Senato debba agire ora, altrimenti rischierebbe di cedere al resto del mondo la leadership statunitense nell’innovazione degli asset digitali.