Il Senato rinvia a settembre il voto sul CLARITY Act mentre i Democratici negano il sostegno procedurale
Punti chiave
- •Il Senato ha rinviato a settembre il voto in Aula sul CLARITY Act perché i Democratici hanno negato il sostegno procedurale necessario per far avanzare il disegno di legge prima della pausa di agosto.
- •La legge istituirebbe il primo quadro federale completo per il mercato degli asset digitali, dividendo la vigilanza tra SEC e CFTC in base alla decentralizzazione della rete emittente di un token.
- •Sette senatori democratici hanno respinto una bozza aggiornata alla fine di luglio per preoccupazioni su tutela dei consumatori, finanza illecita, tutele etiche, conflitti di interesse e integrità del mercato.
- •I repubblicani detengono 53 seggi al Senato, quindi servono almeno sette voti democratici per raggiungere i 60 necessari alla cloture e superare un potenziale filibuster.
- •La capitalizzazione totale del mercato crypto è scesa dello 0,6% durante la notte fino a 2,27 trilioni di dollari dopo la notizia del rinvio, e gli analisti prevedono solo una volatilità di breve periodo moderata anziché una forte vendita.

Il Senato degli Stati Uniti ha rinviato a settembre il voto in Aula sul CLARITY Act, spostando oltre la pausa di agosto il disegno di legge completo sulla struttura del mercato degli asset digitali. Il leader della maggioranza al Senato John Thune ha confermato il ritardo dopo che i legislatori democratici hanno negato il sostegno procedurale necessario per far avanzare il provvedimento.
Il disegno di legge, H.R. 3633, istituirebbe il primo quadro federale completo per il mercato degli asset digitali e dividerebbe le responsabilità di vigilanza tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC). Per anni, le due agenzie hanno litigato su quali token digitali debbano essere considerati titoli o materie prime, lasciando gli operatori senza confini chiari di autorità regolamentare. Il CLARITY Act cerca di risolvere la questione tracciando una linea basata sul grado di decentralizzazione della rete che emette un token. Include inoltre disposizioni su premi in stablecoin, controlli antiriciclaggio, finanza decentralizzata e titoli tokenizzati.
La spinta legislativa segue l’approvazione del GENIUS Act nel 2025, che ha creato un quadro federale per le stablecoin di pagamento e ha segnato la prima grande legge del Congresso sugli asset digitali. Il CLARITY Act rappresenta il secondo pilastro di questo sforzo più ampio, affrontando la struttura del mercato spot che la legge sulle stablecoin aveva lasciato invariata.
Dopo la notizia del rinvio, la capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute è scesa dello 0,6% durante la notte, attestandosi a 2,27 trilioni di dollari. Resta oggetto di dibattito tra gli operatori se il mercato registrerà un calo più ampio mentre assimila la nuova tempistica.
CLARITY Act rinviato a settembre mentre non si raggiunge un accordo prima della pausa
La giornalista Eleanor Terrett ha riportato la notizia su X:
NEWS: The Senate has decided to punt a vote on the Clarity Act until September, per Politico.
— Eleanor Terrett (@EleanorTerrett) August 7, 2026
La Camera dei Rappresentanti ha approvato H.R. 3633 nel luglio 2025 con un voto di 294-134. Successivamente, la Commissione bancaria del Senato ha fatto avanzare una versione emendata con un voto di 15-9 nel maggio 2026. A luglio, la senatrice Cynthia Lummis ha pubblicato un testo aggiornato che univa il lavoro delle commissioni Bancaria e Agricoltura nel tentativo di consolidare il pacchetto legislativo.
I negoziatori restano divisi su disposizioni chiave. Sette senatori democratici hanno respinto la bozza aggiornata alla fine di luglio, citando preoccupazioni su tutela dei consumatori, finanza illecita, etica, conflitti di interesse e integrità del mercato.
I repubblicani detengono 53 seggi al Senato, il che significa che la leadership ha bisogno del sostegno democratico per raggiungere i 60 voti necessari a invocare la cloture e superare un filibuster. I voti democratici sono quindi essenziali affinché il disegno di legge arrivi al voto finale in Aula.
Secondo un report di Politico, i democratici hanno anche rifiutato di approvare un accordo sui tempi che avrebbe accelerato le restanti attività del Senato prima della pausa, rendendo molto più difficile programmare un voto in Aula prima della partenza dei legislatori da Washington.
Le tutele etiche restano un importante punto di attrito, soprattutto per quanto riguarda gli interessi in criptovalute dei funzionari eletti. I democratici hanno inoltre chiesto modifiche relative a preoccupazioni delle forze dell’ordine e alla parte del disegno di legge sulle materie prime.
Prossimi passi per la legislazione sulla struttura del mercato
Thune ha dichiarato che la leadership intende inserire il CLARITY Act all’ordine dei lavori quando i senatori torneranno a settembre. Il rinvio colloca la misura accanto ai negoziati sulla spesa federale e a una campagna di midterm 2026 sempre più intensa, restringendo ulteriormente la finestra legislativa disponibile.
Anche se il Senato raggiungesse un compromesso bipartisan, il processo legislativo resterebbe incompleto. Poiché i senatori hanno modificato il disegno di legge approvato dalla Camera, le due Camere dovrebbero risolvere le loro differenze tramite una conferenza o ulteriori emendamenti prima che una versione finale possa essere inviata alla scrivania del presidente.
Il rinvio prolunga l’incertezza normativa per il settore degli asset digitali. In assenza di un quadro statutario, le società continuano a operare sotto le linee guida esistenti di SEC e CFTC, con effetti su soluzioni di custodia, sviluppo di prodotti e pianificazione della conformità. Gli Stati Uniti restano inoltre indietro rispetto all’Unione Europea, il cui regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA) è entrato pienamente in vigore nel 2024, offrendo alle imprese europee di asset digitali un quadro unico che le controparti americane ancora non hanno.
Secondo la cronaca originale, gli analisti prevedono una lieve volatilità di breve periodo in Bitcoin e nelle principali altcoin mentre i trader si adattano alla tempistica legislativa rivista. Sebbene la probabilità che il disegno di legge venga approvato nel 2026 sia diminuita dopo il rinvio, l’opinione prevalente tra gli osservatori definisce la situazione come un rinvio e non come una battuta d’arresto fondamentale per la legislazione crypto.
Critici, tra cui Bo Hines, hanno sostenuto che il ritardo danneggi la competitività degli Stati Uniti e spinga l’innovazione all’estero. Le piattaforme di prediction market come Kalshi, che hanno fornito segnali sulle prospettive della legge durante il dibattito sul CLARITY Act, dovrebbero continuare a riflettere le aspettative del mercato durante la sessione di settembre.