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Il Senato rinvia il voto sul CLARITY Act a settembre tra dispute bipartisan

Autore: DailyCoin·

Punti chiave

  • Il Senato ha rinviato l'esame del CLARITY Act a settembre, con i lavori in aula provvisoriamente programmati per riprendere intorno al 14 settembre dopo la pausa estiva.
  • Il disegno di legge istituirebbe un quadro statutario completo per determinare se la SEC o la CFTC detenga la giurisdizione primaria su diverse categorie di attività digitali, una disputa che persiste da anni senza una risoluzione del Congresso.
  • Far avanzare la legislazione richiede 60 voti, il che significa che almeno sette democratici devono unirsi ai 53 repubblicani del Senato per superare la soglia procedurale.
  • Tra i partiti rimangono tre controversie irrisolte: le disposizioni etiche, i requisiti di anti-riciclaggio e le normative sui rendimenti delle stablecoin.
  • La Camera ha approvato la sua versione bipartisan del CLARITY Act a metà del 2025, quindi l'approvazione del Senato richiederebbe una riconciliazione tra le due camere prima che il disegno di legge finale raggiunga il Presidente.
Il Senato rinvia il voto sul CLARITY Act a settembre tra dispute bipartisan

Il Senato degli Stati Uniti ha nuovamente posticipato una votazione sul CLARITY Act, rinviando l'esame dell'importante disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute a settembre mentre continuano le negoziazioni bipartisan.

Secondo Politico, i leader del Senato hanno scelto di ritardare l'esame in aula prima della pausa estiva dell'assemblea. Il leader della maggioranza del Senato John Thune ha confermato la decisione. Si prevede che i legislatori torneranno per una sessione legislativa completa a metà settembre.

Un disegno di legge storico per le criptovalute

Il CLARITY Act è ampiamente considerato uno dei provvedimenti legislativi sulle criptovalute più importanti attualmente all'esame del Congresso. Il disegno di legge creerebbe un quadro normativo completo per le risorse digitali negli Stati Uniti, chiarendo se la Securities and Exchange Commission (SEC) o la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) detenga la giurisdizione primaria su varie categorie di cripto-attività.

La questione giurisdizionale al centro del disegno di legge è stata una fonte persistente di attrito tra autorità di regolamentazione e partecipanti al mercato per anni. La SEC ha generalmente affermato che la maggior parte dei token digitali si qualifica come titolo finanziario, mentre la CFTC ha sostenuto che le materie prime come Bitcoin rientrano sotto la sua autorità. I tribunali si sono pronunciati caso per caso, ma non è mai esistito un quadro statutario completo per risolvere la sovrapposizione.

Oltre a definire l'autorità normativa, la legislazione introduce regole che coprono gli scambi di criptovalute, la custodia degli asset dei clienti e altri elementi fondamentali del mercato delle risorse digitali.

La Camera ha approvato la sua versione del CLARITY Act a metà del 2025 con sostegno bipartisan, il che significa che l'approvazione da parte del Senato avvierebbe una riconciliazione tra le due camere prima che qualsiasi disegno di legge finale possa arrivare alla scrivania del Presidente.

Rimangono tre punti critici

Far avanzare il disegno di legge al Senato richiede 60 voti. Con i repubblicani che controllano 53 seggi, sono necessari almeno sette voti democratici per far procedere la legislazione.

Nonostante i continui colloqui bipartisan, i legislatori rimangono in disaccordo su tre questioni centrali: le disposizioni etiche, i requisiti di anti-riciclaggio e le normative che regolano i rendimenti delle stablecoin.

Il senatore democratico Ruben Gallego ha dichiarato che non sosterrà una mozione per porre fine al dibattito a meno che i repubblicani non accettino ulteriori concessioni. Gallego ha descritto le negoziazioni come costruttive, ma ha riconosciuto che persistono differenze sostanziali tra i due partiti.

La controversia sui rendimenti delle stablecoin è degna di nota perché tocca un territorio adiacente al GENIUS Act, la legge sull'emissione di stablecoin promulgata all'inizio del 2025, che ha lasciato in gran parte irrisolte le questioni relative ai prodotti di stablecoin che generano rendimenti.

Prossimi passi

Si prevede che il Senato riprenderà a esaminare il CLARITY Act al ritorno dei legislatori dalla pausa estiva, con i lavori in aula provvisoriamente programmati per riprendere intorno al 14 settembre. Si anticipa che le negoziazioni bipartisan continueranno nel frattempo, mentre entrambe le parti lavorano per risolvere i disaccordi rimanenti e ottenere i voti necessari per far avanzare la legislazione.