Il Senato presenta una bozza unificata del CLARITY Act in vista di un possibile voto in aula
Punti chiave
- •Il CLARITY Act rivisto combina le versioni precedenti approvate dalla Commissione bancaria del Senato e dalla Commissione agricoltura del Senato.
- •Una nuova disposizione etica limiterebbe la possibilità per funzionari federali coperti dalla norma, inclusi presidente, vicepresidente, membri del Congresso e giudici federali, di emettere o sponsorizzare asset digitali mentre sono in carica.
- •La disposizione etica include una clausola di scadenza programmata per gennaio 2029.
- •I legislatori dovrebbero presentare una mozione per procedere all’inizio della prossima settimana, che dovrà essere approvata prima dell’avvio del dibattito formale al Senato.
- •Il disegno di legge mira a chiarire come le agenzie federali condividerebbero l’autorità regolatoria sui mercati degli asset digitali negli Stati Uniti.

Il Senato degli Stati Uniti ha pubblicato una bozza rivista del CLARITY Act, unendo le versioni precedentemente approvate dalla Commissione bancaria del Senato e dalla Commissione agricoltura del Senato. La mossa rappresenta un passo significativo verso una legislazione federale complessiva sulla struttura del mercato delle criptovalute, un ambito in cui i legislatori stanno cercando di definire come debba essere ripartita la supervisione degli asset digitali tra le autorità federali.
Il testo aggiornato aggiunge, per la prima volta, una disposizione etica volta a limitare la possibilità per alcuni funzionari federali di emettere o sponsorizzare asset digitali mentre ricoprono incarichi pubblici. La questione era stata un importante ostacolo nei negoziati sul disegno di legge.
I legislatori dovrebbero presentare una mozione per procedere all’inizio della prossima settimana. Se la leadership del Senato riuscirà a ottenere un sostegno sufficiente per far avanzare la misura, l’esame in aula potrebbe iniziare durante la settimana del 3 agosto. Il calendario accelerato riflette gli sforzi del Congresso per agire prima della pausa di agosto, quando l’attenzione dei legislatori dovrebbe spostarsi verso il ciclo elettorale di metà mandato.
La disposizione etica affronta un nodo chiave dei negoziati
Il disegno di legge rivisto include un testo mirato ad affrontare le preoccupazioni sui potenziali conflitti di interesse che coinvolgono alti funzionari governativi e asset digitali. La sezione sull’etica si applicherebbe al presidente, al vicepresidente, ai membri del Congresso, ai giudici federali e ad altri funzionari coperti dalla norma.
La disposizione include anche una clausola di scadenza programmata per gennaio 2029.
Oltre al testo sull’etica, la bozza unificata mantiene le tutele per gli sviluppatori software e include modifiche negoziate relative alla protezione dei consumatori e all’applicazione della legge. I sostenitori affermano che il testo combinato rappresenta finora il quadro più completo per definire come le agenzie federali si dividerebbero le responsabilità regolatorie sugli asset digitali.
Il voto al Senato deve ancora affrontare ostacoli procedurali
Nonostante la pubblicazione della bozza unificata, la normativa deve ancora affrontare sfide procedurali e politiche. I leader del Senato devono prima ottenere l’approvazione della mozione per procedere prima che possa iniziare il dibattito formale in aula, rendendo il prossimo voto un test sul sostegno sufficiente a prendere in esame il disegno di legge, piuttosto che un voto finale sulla normativa stessa.
Poiché le regole del Senato richiedono un ampio sostegno bipartisan per superare gli ostacoli procedurali, i legislatori continuano a negoziare con membri di entrambi i partiti sulle questioni ancora aperte.
Gli operatori di mercato seguono da vicino la normativa perché potrebbe creare la chiarezza regolatoria attesa da tempo per i mercati degli asset digitali negli Stati Uniti. Se il Senato approvasse il disegno di legge, questo si avvicinerebbe all’approvazione finale del Congresso, anche se sarebbero ancora necessari ulteriori passaggi legislativi prima che possa diventare legge.