NotizieCryptoIl CLARITY Act bloccato al Senato: le società cripto statunitensi restano soggette alle norme AML esistenti

Il CLARITY Act bloccato al Senato: le società cripto statunitensi restano soggette alle norme AML esistenti

Autore: CryptoMeter io·

Punti chiave

  • •La votazione procedurale del Senato del 15 settembre sul CLARITY Act si è chiusa sul 49-50, ben al di sotto della soglia di 60 voti necessaria per avanzare il disegno di legge.
  • •Il CLARITY Act mirava a creare un quadro federale più ampio per le attività digitali e a delineare le responsabilità regolamentari tra SEC e CFTC.
  • •Se fosse diventato legge, il disegno di legge avrebbe applicato i requisiti del Bank Secrecy Act, tra cui programmi anti-riciclaggio, identificazione dei clienti, monitoraggio delle attività sospette e conformità sanzionatoria, ai broker, ai dealer e agli exchange di attività digitali coperti.
  • •La votazione fallita non elimina gli obblighi di conformità esistenti per le società cripto, che restano soggette ai requisiti sui crimini finanziari in base al modello di business e allo status regolamentare.
  • •Una votazione procedurale fallita non pregiudica le prospettive del disegno di legge, poiché i sostenitori potrebbero ripresentarlo con un sostegno più ampio, lasciando il settore in una persistente incertezza regolamentare.
Il CLARITY Act bloccato al Senato: le società cripto statunitensi restano soggette alle norme AML esistenti

Il Senato statunitense non è riuscito ad avanzare il CLARITY Act, lasciando le società cripto coperte a operare sotto i requisiti anti-riciclaggio e di contrasto ai crimini finanziari già in vigore. Il disegno di legge non ha superato una votazione procedurale il 15 settembre, preservando l'attuale quadro normativo mentre i legislatori restano divisi su regole più ampie per le attività digitali.

Una votazione al Senato sul 49-50

La votazione procedurale si è chiusa sul 49-50, ben al di sotto dei 60 voti necessari per avanzare il disegno di legge. Secondo le regole del Senato, la maggior parte delle leggi deve superare una soglia di 60 voti per porre fine al dibattito e procedere verso l'approvazione finale, un ostacolo che spesso determina se un disegno di legge possa progredire. Il CLARITY Act mirava a istituire un quadro federale più ampio per le attività digitali e a delineare le responsabilità regolamentari tra la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission.

La legislazione proposta conteneva anche ampie disposizioni di conformità. Se fosse diventata legge, avrebbe applicato i requisiti del Bank Secrecy Act ai broker, ai dealer e agli exchange di attività digitali coperti, comprendendo programmi anti-riciclaggio, procedure di identificazione dei clienti, monitoraggio e segnalazione di attività sospette e conformità sanzionatoria.

Poiché il disegno di legge non è diventato legge, il suo quadro di conformità proposto non sostituisce gli obblighi che le società coperte già affrontano.

I doveri di conformità esistenti restano in vigore

Per le società cripto già coperte dalle leggi statunitensi sui crimini finanziari, la votazione del Senato non elimina le attuali responsabilità di conformità. A seconda dei modelli di business e dello status regolamentare, le società possono comunque dover far fronte a requisiti che riguardano:

  • Identificazione dei clienti e due diligence
  • Programmi anti-riciclaggio
    Segnalazioni di attività sospette (Suspicious Activity Reports)
  • Monitoraggio delle transazioni e conservazione dei registri
  • Screening e conformità sanzionatoria

Gli obblighi precisi variano in base al tipo di attività e ai servizi offerti. Sebbene la legislazione fallita avrebbe fornito un quadro legislativo per i mercati delle attività digitali, non ha creato un'esenzione generale dalle norme esistenti sui crimini finanziari.

L'incertezza regolamentare persiste

La sconfitta al Senato lascia il settore cripto statunitense senza la legislazione completa sulla struttura di mercato che i legislatori perseguivano da mesi. I partecipanti del settore devono ora continuare a fare affidamento sulle leggi esistenti e sulle autorità di regolamentazione, mentre il Congresso valuta se e come riprendere in esame la legislazione. Una votazione procedurale fallita non chiude automaticamente le prospettive di un disegno di legge, poiché le misure che non superano la votazione possono essere ripresentate alla camera se i loro sostenitori raccolgono un sostegno più ampio. L'attenzione si sposterà ora sulla possibilità che i sostenitori del disegno di legge tentino un nuovo round di azione del Senato e su eventuali approcci rivisti che riaprano la questione di come la supervisione delle attività digitali sia divisa tra SEC e CFTC.

L'esito distingue inoltre due questioni a volte confuse: la riforma della struttura di mercato e la conformità anti-riciclaggio esistente. Il CLARITY Act mirava a stabilire regole più chiare per le attività digitali, mentre le società coperte devono continuare a rispettare gli applicabili obblighi in materia di crimini finanziari indipendentemente dallo status legislativo del disegno di legge.