Lo staff SEC afferma che alcuni buyback di crypto e token di staking ricadono fuori dalle leggi sui titoli
Punti chiave
- •La Division of Corporation Finance della SEC ha pubblicato FAQ che chiariscono come i buyback di token, i token di ricevuta da staking e lo sviluppo blockchain possono essere trattati ai sensi delle leggi federali sui titoli, basandosi sull'interpretazione della Commissione di marzo.
- •Secondo lo staff, l'annuncio di un buyback di un asset crypto non-security su una rete già funzionante non costituisce di per sé una promessa di sforzi manageriali essenziali ai fini del test Howey.
- •I buyback su reti non ancora funzionanti potrebbero contribuire all'esistenza di un contratto di investimento se presentati come mezzo per generare rendimenti per i detentori dei token.
- •I token di ricevuta da staking che rappresentano una commodity digitale al di fuori di un contratto di investimento possono essere trattati come 'digital tool', mentre quelli emessi da provider di staking liquido basati su protocollo possono essere classificati come commodity digitali quando il loro valore dipende da un sistema funzionante e dalla domanda e offerta di mercato.
- •La gestione di un mercato secondario per un asset crypto non rende automaticamente una piattaforma di trading un promoter, il che richiede il soddisfacimento della definizione ai sensi della Rule 405 del Securities Act.

La Division of Corporation Finance della SEC ha pubblicato venerdì un nuovo set di FAQ sugli asset crypto che chiarisce come i buyback di token, i token di ricevuta da staking e lo sviluppo blockchain in corso possono essere trattati ai sensi delle leggi federali sui titoli. Le indicazioni si basano sull'interpretazione della Commissione di marzo, pur non avendo forza di legge e senza essere state approvate o disapprovate dalla Commissione stessa. Questa distinzione è rilevante: le FAQ dello staff segnalano come la Divisione interpreta le regole esistenti, ma i requisiti vincolanti dovrebbero arrivare tramite un'azione formale.
Un chiarimento centrale riguarda i buyback di token. Secondo lo staff, quando una rete crypto è già funzionante, l'annuncio di un buyback di un asset crypto non-security non costituirebbe, di per sé, una promessa di svolgere sforzi manageriali essenziali ai fini del test Howey—il parametro usato per determinare se una transazione si qualifica come contratto di investimento. Il test deve il suo nome alla sentenza della Corte Suprema del 1946 nel caso SEC v. W.J. Howey Co., che ha definito un contratto di investimento come un investimento di denaro in un'impresa comune con una ragionevole aspettativa di profitti derivanti dagli sforzi di altri. Rispetto a questo standard, un annuncio di buyback su una rete attiva non fornisce, di per sé, l'elemento degli sforzi manageriali.
L'analisi può differire quando una rete non è ancora funzionante. In tali circostanze, un buyback potrebbe contribuire all'esistenza di un contratto di investimento se presentato come mezzo per generare rendimenti o profitti per i detentori dei token—rendendo centrali, nella lettura dello staff, sia laaturità della rete sia il modo in cui il buyback viene comunicato.
Le FAQ esaminano anche gli schemi di staking liquido, in cui i detentori ricevono un token di ricevuta trasferibile per gli asset che hanno messo in staking. Un token di ricevuta da staking che rappresenta una commodity digitale non soggetta a un contratto di investimento può essere trattato come un "digital tool", poiché funziona come ricevuta dell'asset sottostante. In certi casi, tuttavia, un token di ricevuta da staking emesso da un provider di staking liquido basato su protocollo può invece essere classificato come commodity digitale—specificamente quando il suo valore è legato al funzionamento di un sistema crypto operativo insieme alla domanda e offerta di mercato. La categorizzazione è importante perché gli asset trattati come commodity al di fuori di un contratto di investimento rientrano in una parte diversa del quadro normativo sui titoli.
Lo staff ha inoltre affermato che promuovere l'utility o le capacità attuali di una rete non costituirebbe, in genere di per sé, una promessa di sforzi manageriali essenziali. Anche le dichiarazioni aspirazionali sulle funzionalità future possono ricadere fuori da questa analisi, purché non promuovano profitti potenziali.
Sull'attività di sviluppo, le indicazioni osservano che gli sviluppatori possono continuare a mantenere, mettere in sicurezza e migliorare una rete funzionante senza che tali attività costituiscano necessariamente sforzi manageriali essenziali ai sensi del test Howey.
Infine, lo staff ha chiarito che la gestione di un mercato secondario per un asset crypto non rende automaticamente una piattaforma di trading un promoter. Tale piattaforma dovrebbe comunque soddisfare la definizione di promoter ai sensi della Rule 405 del Securities Act.
Poiché le FAQ hanno solo peso a livello di staff, i prossimi segnali da monitorare sono se la Commissione includerà queste posizioni in regole formali e se la Divisione aggiungerà ulteriori FAQ su nuovi scenari fattuali.