La SEC accusa Goliath Ventures e il suo CEO per un presunto schema Ponzi crypto da 425 milioni di dollari ai danni di 1.300 investitori
Punti chiave
- •L'11 agosto, la SEC ha presentato un'azione civile dinanzi alla Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Medio della Florida contro Goliath Ventures e l'amministratore delegato Christopher A. Delgado per una presunta frode negli investimenti crypto.
- •La SEC sostiene che Goliath abbia raccolto almeno 425 milioni di dollari da oltre 1.300 investitori tra il gennaio 2023 e il gennaio 2026 tramite un'offerta non registrata che prometteva il capitale garantito e rendimenti mensili dal 3% al 10%.
- •Secondo le accuse, i fondi degli investitori non hanno mai raggiunto i pool di liquidità crypto promessi; il denaro dei nuovi investitori è stato invece utilizzato per pagare quelli precedenti, e gli agenti di vendita hanno ricevuto provvigioni prelevate dal denaro degli investitori.
- •Delgado avrebbe sottratto indebitamente almeno 51 milioni di dollari per abitazioni, veicoli di lusso, viaggi e spese legate agli yacht, prima che lo schema crollasse intorno a novembre 2025, quando l'azienda non è più riuscita ad attrarre nuovo capitale.
- •Delgado ha accettato un accordo in due fasi che gli vieterà future violazioni delle norme sui titoli e l'attività di broker-dealer, mentre la SEC chiede ingiunzioni, disgorgement e interessi di mora contro Goliath e prosegue le indagini.

La SEC accusa Goliath Ventures e il suo CEO per un presunto schema Ponzi crypto da 425 milioni di dollari ai danni di 1.300 investitori
La U.S. Securities and Exchange Commission ha accusato Goliath Ventures e il suo fondatore e amministratore delegato, Christopher A. Delgado, di aver gestito una frode negli investimenti in criptovalute protrattasi per diversi anni — uno schema che, secondo il regolatore, è crollato nel momento in cui l'azienda non è più riuscita a effettuare i pagamenti dovuti ai nuovi investitori. L'azione si inserisce in una consolidata linea di vigilanza civile della SEC nei confronti di presunti programmi di investimento fraudolenti nel settore delle criptovalute, rispetto ai quali l'agenzia ha più volte messo in guardia dal fatto che la terminologia degli asset digitali possa essere sovrapposta a una tradizionale struttura a schema Ponzi. Come per ogni ricorso presentato dalla SEC, le accuse rappresentano le contestazioni del regolatore e non accertamenti giudiziari definitivi.
L'11 agosto, la SEC ha promosso l'azione civile dinanzi alla Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Medio della Florida (Comunicato di contenzioso LR-26608). Secondo il ricorso, Goliath avrebbe raccolto almeno 425 milioni di dollari da oltre 1.300 investitori nel corso della presunta frode.
425 milioni di dollari raccolti grazie alle promesse sui pool di liquidità crypto
Secondo gli atti della SEC, Goliath avrebbe gestito il presunto schema attraverso un'offerta di titoli non registrata attiva almeno dal gennaio 2023 al gennaio 2026. Agli investitori era stato consigliato di diventare "partner" dell'azienda versando denaro contante o cripto-attività che, come rappresentato agli investitori, sarebbero stati destinati ad alimentare pool di liquidità crypto. In cambio, Goliath offriva distribuzioni di profitti comprese tra il 3% e il 10% al mese e garantiva la restituzione del capitale investito. Tali distribuzioni mensili equivarrebbero a rendimenti tra il 36% e il 120% annuo ancor prima dell'effetto composto, e la combinazione di capitale garantito con rendimenti mensili elevati e fissi è esattamente il tipo di proposta che gli avvisi agli investitori della SEC hanno da tempo individuato come tratto distintivo delle frodi di tipo Ponzi.
La SEC sostiene che quei pool di liquidità non abbiano mai ricevuto il denaro o i cripto-asset degli investitori. Secondo l'agenzia, Goliath ha invece utilizzato fondi e attività digitali dei nuovi investitori per pagare gli investitori precedenti, creando l'apparenza di un'operazione di investimento crypto redditizia — il meccanismo tipico di uno schema Ponzi, in cui i rendimenti dipendono dal reclutamento continuo di nuovi partecipanti anziché da una effettiva attività economica sottostante.
Secondo il ricorso, l'azienda si affidava inoltre a agenti di vendita per attrarre nuovi investitori, remunerati con provvigioni prelevate direttamente dal denaro degli investitori.
51 milioni di dollari in spese personali e il crollo dello schema
La SEC contesta inoltre a Delgado la sottrazione indebita di almeno 51 milioni di dollari. Secondo il ricorso, tali fondi sarebbero stati spesi per l'acquisto di diverse abitazioni, veicoli di lusso e viaggi, nonché per l'acquisto di yacht e le relative spese.
L'operazione sarebbe proseguita fino a circa novembre 2025, quando Goliath non è più riuscita a procurarsi il capitale degli investitori di cui aveva bisogno. Le distribuzioni mensili si sono quindi interrotte, sostiene la SEC, e lo schema è fallito di conseguenza — a riprova della fragilità strutturale descritta nel ricorso dell'agenzia: rallentato l'afflusso di nuovo denaro, la catena dei pagamenti non ha potuto essere mantenuta.
Presunte violazioni, condizioni dell'accordo e rimedi richiesti
La SEC contesta violazioni della Sezione 5 e della Sezione 17(a) del Securities Act del 1933, oltre che della Sezione 10(b) del Securities Exchange Act del 1934 e della Rule 10b-5. La Sezione 5 impone che le offerte di titoli siano registrate presso la SEC salvo il ricorso a un'esenzione, mentre la Sezione 17(a) e la Rule 10b-5 costituiscono i divieti antifrode cardine in materia di dichiarazioni false e omissioni in connessione con operazioni su titoli.
Delgado ha accettato un accordo in due fasi, soggetto all'approvazione del tribunale. In base al provvedimento proposto, gli sarebbe preclusa in futuro la violazione delle disposizioni in materia di titoli citate dalla SEC. Non gli sarebbe più consentito partecipare all'emissione, all'acquisto, all'offerta o alla vendita di titoli, salvo determinate transazioni effettuate a proprio nome. L'accordo proposto vieterà inoltre a Delgado di esercitare l'attività di broker o dealer. Negli accordi in due fasi, le questioni inerenti ai rimedi economici vengono di norma risolte dal tribunale in un momento successivo piuttosto che nel provvedimento iniziale.
Con mozioni depositate presso il tribunale, la SEC chiede ingiunzioni, il disgorgement (la restituzione degli importi illecitamente percepiti) e gli interessi maturati prima della sentenza nei confronti di Goliath. Il regolatore ha dichiarato che le indagini sulla vicenda sono ancora in corso; il registro della corte del Distretto Medio della Florida e i futuri comunicati di contenzioso della SEC restano pertanto le fonti principali da seguire per ulteriori sviluppi.