NotizieCryptoLa SEC statunitense si prepara alle regole sulle crypto mentre il CLARITY Act subisce ritardi al Senato

La SEC statunitense si prepara alle regole sulle crypto mentre il CLARITY Act subisce ritardi al Senato

Autore: Coincentral·

Punti chiave

  • La SEC afferma di poter usare i propri poteri di rulemaking se il Congresso non approva il CLARITY Act.
  • Il CLARITY Act ha superato la Camera ma avanza più lentamente al Senato, dove altre priorità stanno occupando l’agenda.
  • Le probabilità su Polymarket che il provvedimento diventi legge nel 2026 sono scese al 35% dal picco dell’82% di febbraio.
  • Il principale scontro al Senato riguarda le restrizioni etiche per gli alti funzionari e se i familiari debbano essere soggetti a limiti più ampi.
  • Se il Congresso non rispetta la scadenza, SEC e CFTC potrebbero procedere con regole su sedi di negoziazione, classificazione dei token, custodia, informative e supervisione.
La SEC statunitense si prepara alle regole sulle crypto mentre il CLARITY Act subisce ritardi al Senato

Il presidente della SEC Paul Atkins ha affermato che la Securities and Exchange Commission è pronta a emanare regole sulla struttura del mercato crypto se il Congresso non approva il CLARITY Act, mentre i ritardi al Senato continuano a restringere il calendario del disegno di legge per il 2026. Le sue dichiarazioni evidenziano una divisione ormai nota nella politica sulle crypto: i legislatori possono definire un quadro duraturo, ma i regolatori stanno già segnalando che potrebbero dover colmare il vuoto se il percorso legislativo dovesse rallentare.

La SEC prepara un piano di riserva per la regolamentazione

Atkins ha affermato che la SEC sta aiutando i legislatori con indicazioni tecniche mentre esaminano il disegno di legge sulla struttura del mercato degli asset digitali. Ha detto che l’azione del Congresso resta la via preferibile, perché una legge fornirebbe ai regolatori indicazioni più chiare.

Il presidente della SEC ha detto, “We’re doing all we can to help them answer their questions and provide technical assistance. But ultimately, statute is the way to future-proof something.”

“We’re doing all we can to help them answer their questions and provide technical assistance. But ultimately, statute is the way to future-proof something.”

Atkins ha aggiunto che l’agenzia può ricorrere ai propri poteri di rulemaking se il provvedimento non dovesse passare. Ha aggiunto, “We are ready, willing and able to come out with rules that address the same issues in clarity and in other aspects of the crypto market.”

Le dichiarazioni sono arrivate mentre il CLARITY Act procede più lentamente al Senato. Il disegno di legge ha già superato la Camera, mentre le commissioni del Senato hanno esaminato il testo sulla struttura del mercato che copre exchange crypto, broker, token e ruoli di supervisione.

Il ritardo al Senato mette sotto pressione la tempistica del CLARITY Act

I leader del Senato hanno spostato l’attenzione su un pacchetto di sanzioni contro la Russia e sulle nomine presidenziali. Questo calendario lascia meno tempo in aula per la legislazione sulle crypto prima della pausa di agosto.

Il ritardo ha attenuato le aspettative per un’approvazione rapida. I trader di Polymarket hanno ridotto al 35% le probabilità che il CLARITY Act diventi legge nel 2026, rispetto a un picco dell’82% registrato a febbraio.

Anche i mercati crypto hanno reagito al calendario più lento. Bitcoin è sceso sotto i $65,000, mentre Ethereum ha perso quasi il 4% mentre i trader riducevano l’esposizione durante il calo di mercato del 28 luglio.

I sostenitori del provvedimento affermano che il testo deve avanzare prima dell’inizio della pausa estiva, il 7 agosto. Ritengono inoltre che il prossimo ciclo elettorale di medio termine possa rendere più difficile far avanzare più avanti nell’anno una legislazione bipartisan sulle crypto, restringendo la finestra per un compromesso sulle regole di struttura del mercato.

La senatrice Cynthia Lummis ha recentemente diffuso una bozza unificata che combina il lavoro delle commissioni Banking e Agriculture. La commissione Banking aveva approvato il disegno di legge a maggio con un voto di 15-9.

I repubblicani avrebbero comunque bisogno di un sostegno democratico sufficiente per superare gli ostacoli procedurali. Se il leader della maggioranza al Senato John Thune dovesse presentare la cloture, i sostenitori potrebbero aver bisogno di circa 10 voti democratici per superare un filibuster.

La disputa etica resta il principale nodo

La principale controversia riguarda le regole etiche legate all’attività in asset digitali da parte di alti funzionari del governo. L’attuale bozza vieterebbe al presidente e ad altri alti funzionari di emettere asset digitali a fini di profitto.

Alcuni senatori democratici sostengono che il linguaggio non sia sufficientemente rigoroso. Chiedono limiti più ampi che includano i familiari di primo grado e altre questioni di conflitto di interessi legate a iniziative crypto.

La procuratrice generale di New York Letitia James ha inoltre sollevato preoccupazioni riguardo all’autorità dei singoli stati. Ha avvertito che il testo attuale potrebbe indebolire le leggi statali di tutela degli investitori e limitare i poteri di contrasto alle frodi.

Atkins ha affermato che la SEC continua a preferire la legislazione, perché una legge può fornire all’agenzia un quadro normativo duraturo. Ha detto, “But ultimately, we need the certainty of a statute that will help future proof so that we have clear direction and to go for.”

Se il Congresso dovesse perdere la finestra del 2026, la regolamentazione crypto potrebbe tornare verso i regolatori. La SEC e la Commodity Futures Trading Commission potrebbero andare avanti con regole su sedi di negoziazione, classificazione dei token, custodia, informative e supervisione del mercato.

L’attenzione regolatoria si sposterebbe anche verso il GENIUS Act, che offre già ai decisori un’altra via per le regole sulle stablecoin. Il CLARITY Act resta il disegno di legge più ampio sulla struttura del mercato, ma i tempi del Senato e le negoziazioni etiche decideranno ora se arriverà a un voto finale quest’anno.