NotizieCryptoSEC e CFTC preparano regole crypto senza attendere il CLARITY Act

SEC e CFTC preparano regole crypto senza attendere il CLARITY Act

Autore: DefiLiban·

Punti chiave

  • I presidenti di SEC e CFTC hanno dichiarato che redigeranno le regole crypto indipendentemente dall'approvazione del CLARITY Act da parte del Congresso, considerando la legislazione non necessaria per l'azione regolamentare.
  • La SEC intende basarsi sulle leggi federali sui titoli, mentre la CFTC utilizzerà il Commodity Exchange Act come fondamento del proprio potere di rulemaking.
  • Le regole prodotte tramite il processo di proposta e consultazione pubblica hanno forza di legge ma possono essere contestate in tribunale o revocate da future amministrazioni, mentre una legge come il CLARITY Act stabilirebbe un quadro giurisdizionale che nessuna agenzia potrebbe unilateralmente annullare.
  • I fornitori di liquidità, i market maker e i contributori alla governance dei protocolli nei mercati statunitensi affrontano l'esposizione alla conformità più diretta, poiché le nuove regole potrebbero imporre requisiti di registrazione, rendicontazione e custodia su attività attualmente gestite da smart contract autonomi.
  • I prossimi segnali concreti da monitorare sono i depositi formali di Notice of Proposed Rulemaking da parte di una delle due agenzie e se lo slancio del Congresso sul CLARITY Act acceleri o si blocchi in risposta alla posizione dichiarata dei presidenti.
SEC e CFTC preparano regole crypto senza attendere il CLARITY Act

I presidenti della Securities and Exchange Commission (SEC) e della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti hanno segnalato l'intenzione di avviare il rulemaking sulle crypto attraverso i soli poteri delle agenzie, senza attendere che il Congresso approvi il CLARITY Act. La mossa separa la tempistica regolamentare da quella legislativa, con implicazioni per ogni protocollo, exchange e partecipante ai mercati on-chain che opera sotto giurisdizione statunitense.

Due agenzie, una direzione: rulemaking senza copertura legislativa

Secondo quanto riportato da The Defiant, i vertici di entrambe le agenzie hanno dichiarato che redigeranno le regole crypto indipendentemente dall'approvazione del CLARITY Act da parte del Congresso. Un'indicazione significativa: significa che i regolatori non considerano la legge un prerequisito per l'azione regolamentare. Per approfondimenti correlati, vedere Testo rivisto del CLARITY Act: modifiche su DeFi e credit union.

Il rulemaking guidato dalle agenzie e la legislazione del Congresso seguono binari separati. Le regole scritte attraverso il processo standard di proposta e consultazione pubblica hanno forza di legge, ma possono essere contestate in tribunale e revocate da future amministrazioni. Ai sensi della Administrative Procedure Act federale, il processo prevede una proposta di regola pubblicata, un periodo di consultazione pubblica aperto e un testo finale soggetto a riesame giudiziario — una sequenza che un'agenzia può avviare con il proprio calendario. Una legge come il CLARITY Act (H.R. 3633) consoliderebbe un quadro giurisdizionale che nessuna delle due agenzie potrebbe unilateralmente annullare. Procedendo senza di essa, i presidenti scelgono rapidità e controllo rispetto alla durabilità. Per approfondimenti correlati, vedere SEC esamina ETF particolari tra crypto, leva e asset privati.

L'ambito, i tempi e il testo specifico delle future regole non sono stati resi noti nelle informazioni disponibili. Ciò che è chiaro è che sia la SEC che la CFTC considerano i propri poteri statutari esistenti sufficienti per avviare il processo di rulemaking senza un nuovo mandato legislativo — la SEC facendo leva sulle leggi federali sui titoli, e la CFTC sul Commodity Exchange Act che disciplina il trading di materie prime e derivati.

Cosa significa il rulemaking indipendente per DeFi e mercati crypto

Per i protocolli DeFi, la domanda chiave è come ciascuna agenzie interpreti i propri confini giurisdizionali in assenza di chiarezza legislativa. La SEC storicamente ha rivendicato un'ampia giurisdizione sui titoli per gli asset digitali; la CFTC ha avanzato una pretesa parallela sulle commodity crypto e sui derivati. Senza il quadro proposto dal CLARITY Act che stabilisce quali asset rientrano sotto quale regolatore, le regole scritte dalle agenzie rischiano di produrre requisiti sovrapposti o in conflitto.

I fornitori di liquidità, i market maker e i contributori alla governance dei protocolli che operano nei mercati statunitensi affrontano l'esposizione alla conformità più diretta. Regole redatte secondo le leggi esistenti sui titoli o sulle commodity potrebbero imporre requisiti di registrazione, obblighi di rendicontazione o standard di custodia su attività che attualmente si svolgono attraverso smart contract autonomi. Qualsiasi regola che tocchi l'attività on-chain senza safe harbor per i protocolli decentralizzati potrebbe forzare cambiamenti strutturali a livello di smart contract.

Il testo rivisto del CLARITY Act affrontava in modo specifico il trattamento della DeFi, rendendo la sua assenza dal processo di rulemaking un vuoto notevole. In precedenza, il presidente della SEC Paul Atkins aveva esortato pubblicamente il Senato ad approvare il CLARITY Act, rendendo la svolta verso il rulemaking indipendente un cambiamento nella strategia dichiarata.

Il ruolo del CLARITY Act nel dibattito politico

Il CLARITY Act resta una legislazione attiva del 119° Congresso. La sua approvazione stabilirebbe una base legislativa per la giurisdizione sugli asset digitali che né la SEC né la CFTC possono replicare con il solo rulemaking. Le regole delle agenzie possono essere eliminate in tribunale; una legge richiede il Congresso per essere abrogata.

La posizione dei presidenti non preclude la legislazione. Significa che, nel momento in cui il Congresso agisse — se agirà — il panorama regolamentare potrebbe già riflettere regole scritte dalle agenzie che potrebbero allinearsi o entrare in conflitto con quanto la legge richiederà in definitiva. Tale sequenza crea un rischio di transizione per i protocolli che costruiscono infrastrutture di conformità basate sulle prime regole delle agenzie.

Gli analisti che seguono il filone regolamentare sugli stablecoin hanno notato che un fallimento del CLARITY Act mantiene vive alcune strutture di ricompensa sugli stablecoin, illustrando come l'esito legislativo produca effetti a valle che vanno oltre la semplice mappatura delle giurisdizioni.

I prossimi segnali concreti da monitorare: eventuali depositi formali di NPRM (Notice of Proposed Rulemaking) da parte di una delle due agenzie — il passaggio che apre la finestra di consultazione pubblica in cui gli operatori di mercato possono registrare formalmente le proprie posizioni per l'esame dell'agenzia — e se lo slancio del Congresso sul CLARITY Act acceleri o si blocchi in risposta alla posizione dichiarata dei presidenti dei regolatori.