La rupia indiana sale di 26 paise e chiude a 95,17 contro il dollaro USA
Punti chiave
- •La rupia indiana ha chiuso con un guadagno di 26 paise a 95,17 contro il dollaro USA su base provvisoria, dopo aver recuperato le perdite iniziali.
- •I trader hanno indicato un possibile intervento della RBI sul mercato dei cambi come probabile fattore del recupero della rupia.
- •La rupia ha aperto in ribasso a causa del rialzo dei prezzi globali del greggio e delle crescenti tensioni geopolitiche, riflettendo la dipendenza dell'India dal petrolio importato.
- •La RBI interviene sui mercati valutari per contenere l'eccessiva volatilità tramite vendite di dollari o operazioni di liquidità in rupia, senza mirare a un livello di cambio specifico.
- •La chiusura a 95,17 è provvisoria e gli osservatori di mercato monitorano le sedute successive per capire se il recupero sia stato un intervento isolato o uno sforzo più ampio di stabilizzazione.

La rupia indiana ha ridotto le perdite iniziali e ha chiuso la seduta di lunedì con un guadagno di 26 paise a 95,17 (provvisorio) contro il dollaro USA, con un possibile intervento della Banca di Riserva dell'India (RBI) a sostenere la valuta, mentre l'aumento dei prezzi del greggio e le tensioni geopolitiche pesavano sulla moneta locale.
La valuta nazionale ha aperto la giornata sotto pressione, indebolita dal rialzo dei prezzi globali del greggio e dall'intensificarsi delle tensioni geopolitiche, entrambi fattori che tendono a penalizzare la rupia dato che l'India dipende dal petrolio importato. Tuttavia, la moneta ha recuperato terreno nel corso della seduta e i trader hanno indicato un possibile intervento della RBI sul mercato dei cambi come probabile fattore alla base del recupero.
La RBI, che funge da banca centrale e autorità monetaria dell'India, partecipa regolarmente ai mercati valutari per contenere l'eccessiva volatilità della rupia, pur senza mirare a un livello di cambio specifico. I suoi interventi si presentano tipicamente come vendite di dollari o operazioni di liquidità in rupia volte ad attenuare le oscillazioni brusche piuttosto che a difendere un livello particolare: per questo i trader interpretano i recuperi intraday in presenza di fondamentali negativi come un possibile segnale di azione della banca centrale.
Il petrolio greggio resta un fattore chiave dei mercati valutari indiani, poiché il paese importa la maggior parte del proprio fabbisogno energetico. Prezzi del petrolio più alti aumentano la bolletta delle importazioni e acuiscono le preoccupazioni sul deficit delle partite correnti, esercitando in genere pressione al ribasso sulla rupia. Una valuta più debole, a sua volta, aumenta il costo in rupia delle importazioni denominate in dollari come il petrolio, creando una pressione a retroazione che la RBI monitora attentamente; il livello del tasso di cambio incide inoltre sull'inflazione importata, un elemento che la banca centrale considera nelle impostazioni della politica monetaria.
Per importatori, esportatori e investitori esteri in attività indiane, movimenti di un solo giorno di questa entità contano soprattutto come segnali della fermezza con cui le autorità possono agire per attenuare la volatilità. Gli osservatori di mercato seguiranno le sedute successive per capire se il recupero sia stato l'effetto di un intervento isolato o di uno sforzo più ampio per stabilizzare la valuta, con la chiusura a 95,17 segnata come provvisoria e soggetta a revisione.
Alla chiusura, la rupia si attestava a 95,17 contro il dollaro, in aumento di 26 paise nella giornata su base provvisoria.
Fonte: CNBC-TV18