Commento dei lettori: l'aumento dei tassi pone a rischio di recessione in vista delle elezioni di novembre
Punti chiave
- •Il rendimento del Treasury decennale ha raggiunto il 4,79%, un livello che influenza i costi di finanziamento di mutui e debito aziendale.
- •L'autore del commento sostiene che un aumento di quasi l'1% dei tassi in sei mesi non possa giovare all'economia e pone fine alle prospettive di sollievo sui mutui.
- •L'autore avverte che l'economia potrebbe scivolare in recessione prima delle elezioni di novembre e che un aumento dei tassi della Fed prima di allora la causerebbe.
- •Il commento prevede che Trump farà pressione sulla Fed perché mantenga o tagli i tassi, poiché una recessione sarebbe politicamente più dannosa dell'inflazione.
- •L'articolo citato evidenzia che i tassi a più lungo termine spesso si muovono in modo indipendente dal tasso di politica monetaria a breve termine della Federal Reserve.

Un commento pubblicato su Econbrowser in risposta al post "Ten Year at 4.79%" sostiene che un aumento di quasi l'1% dei tassi di interesse in un periodo di sei mesi non possa essere positivo per l'economia, indipendentemente dalle affermazioni del presidente Trump, e suggerisce che le prospettive di sollievo sui mutui siano ormai esaurite. Il post citato segue il rendimento del Treasury decennale giunto al 4,79%, un livello che influenza direttamente i costi di finanziamento in tutta l'economia, dai mutui al debito aziendale, poiché i tassi a più lungo termine spesso si muovono in modo indipendente rispetto al tasso di politica monetaria a breve termine della Federal Reserve.
L'autore del commento scrive che Trump dovrebbe preoccuparsi del rischio che l'economia scivoli in una recessione prima delle elezioni di novembre, definendola una possibilità reale ora che i tassi hanno continuato a salire quest'anno. Secondo il commentatore, se la Federal Reserve aumentasse i tassi prima delle elezioni, la recessione si verificherebbe.
Il commento prevede inoltre che Trump eserciterà enormi pressioni sulla Fed perché mantenga i tassi invariati o li tagli, sostenendo che, mentre Trump potrà cavarsela a parole con l'inflazione in novembre, una recessione sarebbe politicamente devastante. La prospettiva di pressioni presidenziali sulla banca centrale tocca l'indipendenza statutaria della Federal Reserve, una norma di lungo data concepita per isolare la politica monetaria dalla politica elettorale, anche se un eventuale intervento reale sarebbe senza precedenti nella portata e resta qui speculativo. L'autore attribuisce la situazione ai conflitti di Trump all'estero, con la Fed e con il pubblico americano.
Fonte: commento su Econbrowser al post Ten Year at 4.79%