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Legge Clarity revisionata presentata in vista del voto al Senato del 15 settembre

Autore: DailyCoin·

Punti chiave

  • •Il disegno di legge revisionato potrebbe imporre ad alcuni protocolli DeFi nominalmente decentralizzati di registrarsi presso la CFTC, limitando le disposizioni correlate alle transazioni spot e cash.
  • •La legge offrirebbe alle cooperative di credito maggiore libertà di fornire servizi legati alle criptovalute insieme alle istituzioni finanziarie più grandi.
  • •Le disposizioni etiche limiterebbero la possibilità per i funzionari pubblici di emettere o promuovere criptovalute, senza però imporre la vendita degli asset o il ricorso a blind trust.
  • •Le disposizioni sulle ricompense delle stablecoin restano invariate, mentre le banche chiedono restrizioni più severe per i timori legati alla concorrenza sui depositi.
  • •Per portare avanti il provvedimento servono 60 voti al Senato: tutti i 53 repubblicani e almeno sette democratici dovrebbero sostenere la cloture.
Legge Clarity revisionata presentata in vista del voto al Senato del 15 settembre

La senatrice statunitense Cynthia Lummis ha presentato il 10 settembre una versione revisionata, di circa 630 pagine, della Clarity Act, pochi giorni prima del voto al Senato del 15 settembre, che potrebbe determinare se i legislatori porteranno avanti il disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute.

Secondo Lummis, il nuovo testo incorpora più di 100 richieste di emendamento presentate dai legislatori democratici, mentre il Senato negozia le norme per l’industria crypto statunitense. Il voto del 15 settembre sarebbe procedurale: l’approvazione consentirebbe al disegno di legge di passare alla fase di ulteriore dibattito, ma non ne garantirebbe l’approvazione definitiva. Il voto metterebbe quindi alla prova il sostegno sufficiente a mantenere in corso l’iter legislativo, mentre restano irrisolti i disaccordi sulle norme etiche e sulle ricompense delle stablecoin.

Modifiche alla Clarity Act revisionata

L’ultima versione aggiunge disposizioni che potrebbero imporre ad alcuni protocolli di finanza decentralizzata (DeFi) nominalmente decentralizzati di registrarsi presso la U.S. Commodity Futures Trading Commission (CFTC). Le disposizioni mirano a distinguere il software realmente decentralizzato e non detentivo dalle attività che operano più come intermediari finanziari regolamentati.

Il testo revisionato offrirebbe inoltre alle cooperative di credito maggiore margine per fornire servizi legati alle criptovalute insieme a istituzioni finanziarie di dimensioni maggiori. Lummis ha dichiarato che il disegno di legge rappresenta un forte sforzo bipartisan e che il testo aggiornato riflette più di 100 richieste di emendamento dei legislatori democratici.

In un post su X, Lummis ha scritto:

This updated Clarity Act text reflects bipartisan hard work over August—specifying when decentralized-in-name-only DeFi protocols must register with the CFTC and limiting the DeFi provisions to spot and cash transactions, in response to Native American concerns about prediction… — Senator Cynthia Lummis (@SenLummis) September 10, 2026

X: https://x.com/SenLummis/status/2098124286871433416?ref_src=twsrc%5Etfw

Le disposizioni revisionate limitano le norme sulla DeFi alle transazioni spot e cash in risposta alle preoccupazioni delle comunità dei nativi americani riguardo ai mercati di previsione. In precedenza, Lummis aveva definito la legge un passo importante verso una maggiore chiarezza normativa per le commodity digitali.

Questioni ancora irrisolte

Le disposizioni etiche del disegno di legge restano invariate. Il testo continuerebbe a limitare la possibilità per i funzionari pubblici di emettere o promuovere criptovalute, ma non imporrebbe loro di vendere le proprie partecipazioni crypto o di collocarle in blind trust. La giornalista Eleanor Terrett ha affermato che l’assenza di requisiti più severi potrebbe rendere più difficile ottenere i 60 voti al Senato necessari per portare avanti il provvedimento.

Resta irrisolta anche la questione dei rendimenti delle stablecoin. L’ultimo testo lascia invariate le disposizioni relative alle ricompense sulle stablecoin. Le banche chiedono restrizioni più severe, sostenendo che le ricompense crypto e delle stablecoin potrebbero competere con gli interessi pagati sui depositi bancari e sottrarre depositi alle banche locali.

Soglia di voti al Senato

Il Senato ha bisogno di 60 voti per invocare la cloture e avviare l’esame della Clarity Act. I repubblicani detengono 53 seggi, il che significa che tutti i 53 repubblicani avrebbero bisogno del sostegno di almeno sette democratici per raggiungere la soglia.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha chiesto al Senato di riprendere i lavori sul disegno di legge il 10 settembre. Ha avvertito che ulteriori ritardi potrebbero alimentare preoccupazioni sulla leadership degli Stati Uniti nel settore degli asset digitali sia tra gli alleati sia tra gli avversari. Il post di Bessent è disponibile all’indirizzo https://x.com/SecScottBessent/status/2097748578777047185.

Se il voto fallisse, le prospettive di approvazione del disegno di legge nel resto della sessione legislativa 2026 potrebbero essere seriamente compromesse. Se invece il provvedimento avanzasse, il dibattito dovrebbe comunque affrontare le disposizioni irrisolte in materia di etica e rendimenti delle stablecoin prima che i legislatori possano valutare l’approvazione definitiva.

La Clarity Act istituirebbe il primo quadro normativo completo negli Stati Uniti per suddividere la giurisdizione regolamentare sugli asset digitali tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la CFTC. Il suo esito potrebbe influire sul quadro normativo per i protocolli DeFi e gli exchange che operano nel mercato statunitense.

Testo ufficiale del disegno di legge:

Fonte: https://dailycoin.com/revised-clarity-act-september-15-senate-vote/