Le principali banche convergono verso un rialzo dei tassi della RBA a breve termine mentre l'inflazione resta persistente
Punti chiave
- •Sei delle sette istituzioni analizzate si aspettano ora che la RBA alzi i tassi almeno un'altra volta quest'anno.
- •Il dibattito sui tempi è diviso tra un aumento a settembre e uno a novembre.
- •CBA e NAB si aspettano ora entrambe che il tasso ufficiale salga di 25 punti base al 4,60%, ma divergono sulla probabile data della riunione.
- •Westpac si aspetta ancora che la RBA mantenga i tassi invariati per il resto dell'anno, pur riconoscendo che il rischio di un rialzo è aumentato.
- •I prossimi dati su inflazione ed economia, tra cui il CPI di agosto, il CPI del trimestre di settembre, i dati sulla forza lavoro e il PIL, potrebbero plasmare le aspettative dei mercati prima della riunione di novembre.

Gli economisti delle principali banche sono sempre più allineati sull'idea che la Reserve Bank of Australia alzerà di nuovo i tassi di interesse quest'anno, delineando più chiaramente le prospettive a breve termine per i mercati australiani dei tassi. Dopo l'ultima previsione della Commonwealth Bank of Australia, sei delle sette istituzioni analizzate in questo report si aspettano ora almeno un altro aumento. Il principale disaccordo riguarda ormai i tempi, con le previsioni divise tra una mossa a settembre e una a novembre.
Questo cambiamento dovrebbe mantenere una pressione al rialzo sui rendimenti obbligazionari a scadenza breve e sul dollaro australiano in vista della riunione del 28-29 settembre. Poiché la RBA ha segnalato di monitorare da vicino i dati sull'inflazione in arrivo, ci si attende che i mercati considerino ogni pubblicazione rilevante per il percorso decisionale, inclusi i dati di agosto sulla forza lavoro e il PIL. I prossimi principali appuntamenti sul fronte dell'inflazione sono il dato CPI di agosto atteso il 30 settembre, seguito dai dati del trimestre di settembre in uscita il 28 ottobre, poco prima della riunione del 2-3 novembre. Westpac resta il principale outsider, continuando a prevedere tassi invariati, il che significa che qualsiasi ulteriore sorpresa dai dati potrebbe nuovamente spostare il consenso.
Ormai quasi tutte le grandi banche si aspettano che la RBA rialzi di nuovo i tassi quest'anno, con il dibattito residuo incentrato sui tempi e sulla previsione di tassi invariati di Westpac.
Le previsioni delle principali banche
- CBA è passata a prevedere un rialzo della RBA di 25 punti base a novembre fino al 4,60%, sostenendo che la sorpresa rialzista generalizzata del CPI di luglio ha superato la soglia necessaria per innescare un ulteriore irrigidimento. La banca ha inoltre segnalato un certo rischio di una mossa anticipata a settembre. (nota CBA, 27 agosto)
- ANZ prevede un rialzo a novembre fino al 4,60%, con il responsabile dell'economia australiana Adam Boyton che afferma che i dati indicano rischi inflazionistici più vicini a concretizzarsi. (Reuters)
- Anche Goldman Sachs è passata a una previsione di rialzo a novembre, unendosi ad ANZ. (AFR)
- Josh Williamson di Citi prevede un tasso ufficiale al 4,6% quest'anno, avendo già indicato in precedenza novembre, e ha affermato che i rischi pendono verso ulteriori rialzi piuttosto che verso un minor numero di aumenti. (AFR)
- L'economista di UBS Stephen Wu ritiene che un rialzo a novembre sia più probabile di uno a settembre, sostenendo che una mossa anticipata segnalerrebbe che la RBA si ritiene in ritardo rispetto alla curva e potrebbe aprire la strada a più rialzi. (Reuters)
- NAB si aspetta ora un rialzo a settembre fino al 4,6%, affermando che il CPI di luglio è risultato più caldo di quanto la RBA prevedesse e che la banca centrale ha ripetutamente segnalato che sarebbe intervenuta se i rischi rialzisti per l'inflazione si fossero concretizzati. (Reuters)
- Anche Deutsche Bank punta su un rialzo a settembre, con il chief economist Phil O'Donaghoe che definisce l'inflazione trimmed mean di luglio intollerabilmente elevata. (AAP)
- Westpac resta l'outsider sul fronte della direzione, continuando a prevedere che la RBA mantenga i tassi invariati per il resto dell'anno nonostante il dato CPI caldo, citando la stabilità dei costi degli alloggi e un mercato del lavoro e prospettive salariali più deboli. (nota Westpac)
National Australia Bank e Commonwealth Bank sono le ultime grandi banche a essere passate a prevedere un rialzo di 25 punti base a novembre che porterebbe il tasso ufficiale al 4,60 per cento. In una nota del suo team Global Economic and Markets Research, la responsabile dell'economia australiana di CBA, Belinda Allen, ha affermato che la sorpresa rialzista generalizzata del CPI di luglio aveva superato la soglia necessaria per aumentare sensibilmente la probabilità di un altro rialzo, definendo il dato la goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo mesi di comunicazioni della RBA che sottolineavano una bassa tolleranza verso ulteriori sorprese inflazionistiche.
CBA ha indicato la riunione del 2-3 novembre come la più probabile, dopo la pubblicazione del CPI del trimestre di settembre il 28 ottobre, ma non ha escluso una mossa anticipata alla riunione del 28-29 settembre, alla luce della recente retorica della RBA.
Le mosse di NAB e CBA le allineano a una maggioranza crescente di previsori tra grandi banche e istituzioni, sebbene il gruppo resti diviso sui tempi. ANZ è stata tra le prime a cambiare posizione, con il responsabile dell'economia australiana Adam Boyton che ha affermato che i dati di luglio suggerivano che i rischi inflazionistici segnalati nei verbali di agosto della RBA fossero più vicini a concretizzarsi, portandola a spostare la previsione su un rialzo a novembre. Goldman Sachs si è allineata ad ANZ su una previsione di novembre lo stesso giorno.
Josh Williamson di Citi, che in precedenza aveva ipotizzato un aumento a novembre, ha dichiarato all'AFR di prevedere ora un tasso ufficiale al 4,6 per cento quest'anno, con rischi orientati verso ulteriori rialzi piuttosto che verso un minor numero di aumenti. L'economista di UBS Stephen Wu ha sostenuto che una mossa a novembre resta più probabile di una a settembre, affermando che un rialzo anticipato segnalarrebbe che la RBA si ritiene in ritardo rispetto alla curva e potrebbe aprire la strada a un ciclo di irrigidimento più lungo. Ha aggiunto che la riunione di settembre potrebbe invece essere usata per preparare il terreno a una mossa a novembre.
Sull'altro fronte del dibattito sui tempi, NAB è passata a prevedere un rialzo a settembre, anch'esso al 4,6 per cento. In una nota ai clienti, gli economisti di NAB hanno affermato che il CPI di luglio mostrava un'inflazione più calda rispetto a quanto la RBA si aspettasse ancora all'inizio di agosto. Hanno inoltre richiamato i ripetuti segnali della banca centrale nelle ultime settimane, secondo cui il Monetary Policy Board sarebbe intervenuto se i rischi rialzisti per l'inflazione si fossero concretizzati.
Deutsche Bank mantiene la stessa previsione di settembre. Il chief economist Phil O'Donaghoe ha descritto l'inflazione trimmed mean di luglio come intollerabilmente elevata e ha sostenuto che attendere fino a novembre porterebbe pochi benefici, pur riconoscendo che i membri più moderati del consiglio potrebbero preferire rimandare.
Westpac resta l'eccezione più rilevante sul fronte della direzione. La banca ha dichiarato di attendersi ancora che la RBA mantenga i tassi invariati per il resto dell'anno, sostenendo che l'inflazione dei costi degli alloggi a luglio è rimasta in linea con le attese e che un mercato del lavoro più debole ed esiti salariali più contenuti riducono la probabilità di una mossa a novembre, pur riconoscendo che il rischio di un rialzo è aumentato.
CBA ha affermato che le ragioni a favore di un ulteriore irrigidimento sono rafforzate dai segnali che le imprese riescono a trasferire i costi più elevati, dal perdurare dello shock di offerta legato al conflitto in Medio Oriente, dalla decisione salariale della Fair Work Commission che si riverbera sui servizi ad alta intensità di manodopera e dalla continua resilienza della spesa discrezionale. Per ora, ciò mantiene l'attenzione su whether i dati sull'inflazione tra ora e l'inizio di novembre confermeranno il recente balzo delle pressioni sui prezzi o lasceranno alla RBA spazio per attendere.
La banca si aspetta comunque che l'economia e il mercato del lavoro si moderino quanto basta per consentire tagli dei tassi nel 2027, indicando in maggio e agosto i mesi più probabili. Ha però precisato che un rialzo a novembre rifletterebbe la persistenza dell'inflazione nel breve termine piuttosto che una prospettiva di crescita sensibilmente più robusta.