L'utile netto di Qantas scende del 19,8% mentre il conflitto in Medio Oriente aggiunge 610 milioni di dollari ai costi del carburante
Punti chiave
- •Qantas ha registrato un utile netto di 1,3 miliardi di dollari per i 12 mesi conclusi il 30 giugno, in calo del 19,8% rispetto all'anno precedente, pur con ricavi in aumento del 7,1% a 25,5 miliardi di dollari.
- •Il conflitto in Medio Oriente che coinvolge Israele, gli Stati Uniti e l'Iran ha aggiunto 610 milioni di dollari alla spesa carburante di Qantas, e la compagnia ha stimato un impatto netto di 420 milioni di dollari sugli utili dopo misure di mitigazione come aumenti delle tariffe e modifiche alla capacità.
- •L'amministratrice delegata Vanessa Hudson ha dichiarato che gli ultimi quattro mesi dell'esercizio finanziario sono stati particolarmente difficili, con una minore fiducia di imprese e consumatori che ha pesato sulla domanda di viaggi.
- •I ricavi delle cabine premium crescono al doppio del ritmo rispetto a quelli della classe economica nella rete internazionale di Qantas, a sostegno della sua strategia di investimento in aeromobili più recenti con più sedili premium.
- •Qantas avvierà dal 2028 il ritiro progressivo della flotta di A380 e opera già con wide-body più efficienti come il Boeing 787, avendo in ordinazione Airbus A350 per le rotte a lungo raggio.

Qantas (ASX: QAN) ha comunicato un calo del 19,8% dell'utile netto annuo: il conflitto in Medio Oriente ha determinato un aumento dei costi del carburante di 610 milioni di dollari, controbilanciando la forte domanda di viaggi premium e internazionali.
Il conflitto in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi del carburante per aerei e ha causato disagi ai voli internazionali durante l'anno, sebbene il costante appetito per i viaggi premium abbia contribuito ad attutire l'impatto sugli utili della compagnia.
Utile in calo nonostante ricavi più elevati
La compagnia ha registrato un utile netto di 1,3 miliardi di dollari per i 12 mesi conclusi il 30 giugno, in calo del 19,8% rispetto all'anno precedente. L'utile underlying al lordo delle imposte è sceso del 13,8% a 2,06 miliardi di dollari, mentre i ricavi sono aumentati del 7,1% a 25,5 miliardi di dollari.
Bolletta del carburante e impatto del conflitto
Il carburante è stata la principale fonte di pressione sul risultato, un punto di pressione noto nell'aviazione globale, dove il carburante figura in genere tra i maggiori costi operativi singoli delle compagnie aeree. Qantas ha dichiarato che la propria spesa per il carburante è aumentata di 610 milioni di dollari durante l'anno, con il conflitto che coinvolge Israele, gli Stati Uniti e l'Iran a determinare un forte rialzo dei prezzi del carburante per aerei. Le ripercussioni si sono fatte sentire anche sulle rotte: i vettori che evitavano lo spazio aereo del Medio Oriente hanno in alcuni casi volato su percorsi più lunghi, che comportano un maggiore consumo di carburante.
Dopo aver tenuto conto di misure quali aumenti delle tariffe, modifiche alla capacità e ridislocazione degli aeromobili, la compagnia ha stimato che il conflitto abbia avuto un impatto netto di 420 milioni di dollari sugli utili.
L'amministratrice delegata Vanessa Hudson, che guida la compagnia dalla fine del 2023, ha dichiarato che gli ultimi quattro mesi dell'esercizio finanziario sono stati particolarmente impegnativi, con una minore fiducia da parte di imprese e consumatori che ha pesato sulla domanda di viaggi.
La domanda premium attutisce il colpo
Nonostante la pressione, Qantas ha continuato a beneficiare di una forte domanda internazionale, in particolare tra i clienti premium. I ricavi delle cabine premium crescono al doppio del ritmo rispetto a quelli della classe economica nella rete internazionale della compagnia, una tendenza che sostiene la sua strategia di investimento in aeromobili più recenti configurati con una quota maggiore di sedili premium. La solidità delle cabine premium rispecchia un fenomeno più ampio nell'aviazione globale dopo la pandemia, con vettori di tutto il mondo che segnalano una domanda sostenuta da parte di viaggiatori ad alto valore.
Anche Jetstar è rimasta una parte chiave del gruppo, con Hudson che ha sottolineato la costante solidità della compagnia a basso costo mentre le famiglie restano sotto pressione finanziaria. La struttura a doppio marchio affianca un vettore di pieno servizio a una compagnia low-cost, coprendo entrambe le estremità del mercato dei viaggi.
Tariffe, coperture e rinnovo della flotta
In risposta a un contesto di carburante più costoso, Qantas ha adeguato tariffe e capacità, mantenendo al contempo sostanziali coperture sul carburante. La compagnia ha dichiarato di rimanere ampiamente coperta sul greggio Brent, sebbene le coperture non la proteggano completamente dai movimenti del costo di trasformazione del greggio in carburante per aerei. Qantas mantiene da tempo una delle posizioni più coperte sul carburante tra i grandi vettori mondiali, in contrasto con le grandi compagnie aeree statunitensi, che in genere non ricorrono a coperture.
La compagnia sta inoltre orientando la flotta verso un passaggio a lungo termine ad aeromobili più efficienti nei consumi. Qantas prevede di avviare il ritiro della flotta di A380 dal 2028, con aeromobili che saranno dismessi progressivamente. Il superjumbo è ormai una presenza in riduzione nelle flotte globali dopo la cessazione della produzione da parte di Airbus nel 2021, e Qantas opera con wide-body più efficienti come il Boeing 787, avendo in ordinazione Airbus A350 per le rotte a lungo raggio.
Il risultato FY26 evidenzia la sensibilità degli utili di Qantas ai prezzi del carburante e alle turbative geopolitiche, indicando però anche aree di resilienza nel business: la domanda internazionale e premium rimane forte e Jetstar continua a servire i viaggiatori più attenti al prezzo.