Poolin, ex più grande pool di mining Bitcoin al mondo, presenta domanda di fallimento Chapter 11
Punti chiave
- •Poolin e due delle sue controllate hanno presentato domanda di protezione dal fallimento Chapter 11 presso il tribunale distrettuale del New Jersey a causa delle persistenti difficoltà finanziarie derivanti dalla crisi di liquidità del 2022.
- •Le passività totali dell'azienda ammontano a circa 173,1 milioni di dollari, di cui 163,7 milioni di dollari costituiti da IOU emessi nei confronti degli utenti di Poolin Wallet dopo la sospensione dei prelievi nel 2022.
- •Poolin intende vendere due strutture di mining Bitcoin nel Texas occidentale con un'offerta iniziale di 52 milioni di dollari, nettamente inferiore alle passività totali e che potrebbe limitare il recupero dei creditori.
- •Fondata nel 2017 da ex dirigenti di Bitmain, Poolin era diventata il più grande pool di mining Bitcoin al mondo entro il 2019 prima di essere gravemente colpita dal calo del mercato delle criptovalute del 2022.
- •L'esito della ristrutturazione è seguito con attenzione dagli osservatori del settore, poiché potrebbe stabilire un precedente per la risoluzione da parte dei tribunali fallimentari statunitensi di casi che coinvolgono sospensione dei prelievi e strumenti IOU nel settore delle criptovalute.

Poolin, un tempo classificata come il più grande pool di mining Bitcoin al mondo, ha presentato domanda di protezione dal fallimento Chapter 11 negli Stati Uniti a causa delle persistenti difficoltà finanziarie. La petizione è stata presentata da Poolin insieme a due delle sue controllate presso il tribunale distrettuale del New Jersey, indicando che i problemi finanziari derivanti dalla crisi di liquidità del 2022 sono giunti a una fase critica. La domanda inserisce Poolin in una serie di importanti entità del settore delle criptovalute che hanno avviato procedure di fallimento in seguito ai turbamenti di mercato del 2022, un periodo che ha visto anche il collasso di società come Celsius Network, BlockFi, Voyager Digital e FTX.
Panoramica del debito
I documenti giudiziari rivelano che le passività totali di Poolin ammontano a circa 173,1 milioni di dollari. La porzione più consistente — 163,7 milioni di dollari — è composta da Invoices for Debt (IOU) emesse nei confronti degli utenti di Poolin Wallet dopo che la società aveva sospeso i prelievi nel 2022. In quel momento, gli utenti non erano in grado di accedere agli asset detenuti nei propri wallet, spingendo l'azienda a emettere strumenti IOU in rappresentanza dei loro crediti insoluti.
Piano di cessione degli asset
Nell'ambito delle procedure di fallimento, Poolin intende vendere due strutture di mining Bitcoin situate nel Texas occidentale. Secondo gli atti giudiziari, l'offerta iniziale per le due strutture ammonta a un totale di 52 milioni di dollari. L'importo eventualmente distribuito ai creditori dipenderà dai ricavi generati dalla vendita, soggetti all'approvazione finale del tribunale. Va notato che l'offerta iniziale di 52 milioni di dollari è nettamente inferiore alle passività totali di 173,1 milioni di dollari, il che suggerisce che i creditori non garantiti potrebbero recuperare solo una frazione dei propri crediti insoluti, a meno che non vengano individuati ulteriori asset o accordi di ristrutturazione.
Storia dell'azienda
Fondata nel 2017, Poolin è cresciuta rapidamente durante un periodo di intensa espansione nel mining di Bitcoin. Entro il 2019, l'azienda aveva raggiunto la posizione di più grande pool di mining Bitcoin al mondo, controllando una quota sostanziale della potenza totale di verifica delle transazioni sulla rete Bitcoin globale e diventando una delle entità più influenti del settore. Poolin è stata fondata da ex dirigenti di Bitmain e la sua ascesa ha coinciso con un più ampio spostamento delle operazioni di mining dalla Cina continentale in seguito a repressioni normative, con molte società che si sono trasferite in regioni come il Nord America.
La crisi del 2022
Il netto caldo del mercato delle criptovalute nel corso del 2022, combinato con la diminuzione dei ricavi di mining e il crescente problemi di liquidità, ha colpito gravemente le operazioni di Poolin. Nello stesso anno, l'azienda ha sospeso i prelievi degli utenti — una mossa che ha scatenato una diffusa preoccupazione nella comunità degli investitori. Il calo del prezzo di Bitcoin da circa 47.000 dollari all'inizio del 2022 a meno di 17.000 dollari alla fine dell'anno ha compresso i margini di mining in tutto il settore, mentre l'aumento dei costi energetici ha esercitato ulteriore pressione sugli operatori.
Prospettive di ristrutturazione
Gli esperti del settore osservano che il processo Chapter 11 offre a Poolin l'opportunità di ristrutturare i propri obblighi senza cessare del tutto le operazioni. Tuttavia, il recupero finale per i creditori rimane subordinato ai ricavi della vendita delle strutture di mining in Texas e a qualsiasi piano di ristrutturazione che il tribunale approverà definitivamente.
Gli analisti sottolineano che questo sviluppo ribadisce la più ampia importanza della sostenibilità finanziaria nel settore del mining di criptovalute, dove brusche fluttuazioni delle condizioni di mercato possono sottoporre anche aziende affermate a una forte pressione finanziaria. L'esito della ristrutturazione di Poolin sarà seguito con attenzione dagli utenti del wallet interessati e dagli osservatori del settore, poiché potrebbe stabilire un precedente per la risoluzione di casi simili coinvolgenti sospensione dei prelievi e strumenti IOU nei tribunali fallimentari statunitensi.