NotizieMacroLa senatrice filippina Legarda presenta la legge anti "pink tax" contro i prezzi basati sul genere

La senatrice filippina Legarda presenta la legge anti "pink tax" contro i prezzi basati sul genere

Autore: Bworldonline·

Punti chiave

  • •La senatrice Lorna Regina B. Legarda ha presentato il Senate Bill No. 2483, noto come Anti-Pink Tax Act, per vietare differenze di prezzo su beni e servizi di consumo simili basate esclusivamente sul genere di destinazione.
  • •Il disegno di legge obbligherebbe le imprese a documentare giustificazioni legittime e neutre rispetto al genere per qualsiasi differenza di prezzo tra prodotti sostanzialmente simili.
  • •L'applicazione spetterebbe al Dipartimento del Commercio e dell'Industria, che potrebbe emettere ordinanze di conformità e sanzioni amministrative da 50.000 a 1 milione di pesos.
  • •La legge dovrà superare l'esame in commissione e tre votazioni approvative sia al Senato che alla Camera dei Rappresentanti prima di essere trasmessa al Presidente.
  • •Uno studio del 2015 della città di New York ha rilevato che le versioni femminili di prodotti comparabili costano in media circa il 7% in più, e giurisdizioni come New York e la California hanno da allora vietato i prezzi basati sul genere.
La senatrice filippina Legarda presenta la legge anti "pink tax" contro i prezzi basati sul genere

Una misura che vieta la discriminazione di prezzo basata sul genere nei beni e servizi di consumo — per cui i prodotti commercializzati per le donne costano più di articoli identici destinati agli uomini — è stata presentata al Senato filippino.

In una dichiarazione diffusa mercoledì, la senatrice Lorna Regina B. Legarda ha annunciato di aver ufficialmente depositato il Senate Bill (SB) No. 2483, l'Anti-Pink Tax Act, una storica misura di tutela dei consumatori contro i prezzi ingiusti basati sul genere, intesa ad alleviare l'onere finanziario su un'utenza composta prevalentemente da donne.

Secondo la signora Legarda, la "pink tax" indica una disparità di prezzo per la quale le consumatrici pagano di più per i beni di prima necessità senza alcuna giustificazione legittima.

Datato 21 settembre, il SB No. 2483 stabilisce un quadro normativo completo per contrastare la pratica. La misura rende illegale applicare prezzi diversi a beni o servizi di consumo simili basandosi esclusivamente sul genere di destinazione, e le imprese che intendano applicare prezzi differenti dovranno giustificare tali differenzeorrendo a fattori neutri rispetto al genere. In pratica, questa disposizione sposterebbe sui venditori l'onere di documentare motivazioni legittime, non legate al genere, per qualsiasi differenza di prezzo tra prodotti sostanzialmente simili.

I poteri di applicazione spetterebbero al Dipartimento del Commercio e dell'Industria che, secondo la signora Legarda, sarà autorizzato a emettere ordinanze di conformità e ad infliggere sanzioni amministrative da 50.000 a 1 milione di pesos alle imprese non conformi.

Secondo la procedura ordinaria del Senato, la prossima tappa del disegno di legge sarà l'assegnazione alla commissione competente, dove sarà esaminato prima di qualsiasi dibattito in aula. L'approvazione richiederebbe tre votazioni favorevoli sia al Senato che alla Camera dei Rappresentanti, con la conciliazione di eventuali versioni divergenti, prima che la misura possa essere trasmessa al Presidente per la firma.

Il termine "pink tax" sta attirando crescente attenzione internazionale, mentre le autorità per i consumatori e i ricercatori documentano differenze di prezzo tra prodotti sostanzialmente simili commercializzati per uomini e donne, in particolare in categorie come rasoi, shampoo e abbigliamento. Un ampiamente citato studio del 2015 del Dipartimento per i Diritti dei Consumatori della città di New York, "From Cradle to Cane", ha rilevato che le versioni femminili di prodotti comparabili costano in media circa il 7% in più, e diverse giurisdizioni — tra cui New York e la California negli Stati Uniti — hanno da allora vietato i prezzi basati sul genere.

Questo servizio è stato pubblicato per la prima volta da BusinessWorld Online; l'articolo originale è stato scritto da Francessca S. Abalos (fonte).